Guarda come dondolano (con Beppe)
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Guarda come dondolano (con Beppe)

Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky e Dario Fo: tre pargoli permanenti che cambiano spesso idea sul M5s. Per loro Grillo è l’unico modo per esistere in tv e sui giornali.

Almeno loro tre si divertono. Sono bambini permanenti, iscritti al club dei miliardari indignati, schierati quindi ben oltre la sinistra. Seduto sul suo cavallo a dondolo, il professor Gustavo Zagrebelsky ondeggia piacevolmente. Ora gli va bene Grillo poi manco più lui. Dondola, il professore emerito. Napolitano è golpista il lunedì, anzi no, il martedì. Mercoledì prende in giro il refrain "sull’impellente necessità di modificare l’assetto costituzionale", giovedì concede che però sì, "le istituzioni possono sempre essere migliorate". Dice di venerdì che il voto è tutto, sabato auspica che i carabinieri in armi neutralizzino chi quei voti li ha presi. La domenica, spinge un coetaneo, però di 13 anni effettivi, sul palco del Palasharp a ripetere l’indignazione che è sua, e a fargli fare la figura dello scemo. Gioca, Zagrebelsky, si dondola. E conserva due allegri compagni di cavalluccio. Uno, il professor Stefano Rodotà, prolungato in tà-tà, trovò in Grillo il suo mentore, dopo in Tsipras lo scontato ripiego.

Il bello è che non capisce perché non l’abbiano fatto presidente della Repubblica. Spirito allegro e cuor contento. "Rodotà, ma che stai a di’?, gli domandarono quando si scoprì che aveva chiesto l’abolizione di quel Senato che, se abolito da altri, configurava nientemeno che un golpe. Se pensa, però, pensa. Una delle ultime gli è uscita così: "Quelli di destra hanno un agire intrinsecamente incostituzionale". Intrinsecamente. Che manco Mengele. E siamo al terzo giocherellone, l’immancabile Dario Fo. Sulla groppa di Grillo egli non dondola, galoppa. "Essere sostenitori del M5s può costare caro. Penso a chi lavora nel teatro e rischia di perdere il sostegno degli enti pubblici. Anch’io ho perso lavori". Un Nobel, ma soprattutto un eroe. Andrea Mercenaro

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