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Syd Barrett: perché senza di lui non ci sarebbero i Pink Floyd

Barrett, che oggi avrebbe compiuto 72 anni, è stato il fondatore e leader della band inglese

I Pink Floyd nel 1967, quando il leader era Syd Barrett

Gabriele Antonucci

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A marzo del 1967 è stato pubblicato Arnold Layne, primo singolo dei Pink Floyd, allora capitanati dall’inquieto talento di Syd Barrett, che oggi, se fosse stato ancora vivo, avrebbe compiuto 72 anni.

Barrett è venuto a mancare il 7 luglio 2006, dopo una vita ritirata a causa della sua misteriosa malattia mentale, probabilmente la sindrome di Asperger, una particolare forma di autismo causata o peggiorata dal massiccio uso di droghe(soprattutto LSD) in età giovanile.

Una tesi avanzata nella pubblicazione scientifica 'Archives of Psychiatry' a firma del presidente di Peter Pan Onlus Mario Campanella e della psichiatra Donatella Marazziti.

"Gli studi che abbiamo condotto -ha affermato Campanella in un’intervista alla Adn Kronos- fanno propendere decisamente per un Asperger a basso funzionamento, una patologia dello spettro autistico che può portare a ritiro sociale. L'esame di review clinico sull'uomo che ispirò straordinari successi come Whish You Where HereShine on You Crazy Diamond parla di stereotipie, andatura storicamente ondeggiante nel passo, repulsione rispetto alla luce, introiezione massima".

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Nato il 6 gennaio del 1946 a a Cambridge, come tutti gli altri componenti del gruppo, Barrett abbandonò i Pink Floyd prima del grande successo mondiale che li portò a vendere oltre 600 milioni di copie di dischi nel mondo.

Cantautore, chitarrista, compositore e pittore, amatissimo dalle donne per la sua bellezza e per la sua intelligenza fuori dal comune, Barrett è stato il fondatore dei Pink Floyd, a cui ha dato il suo fondamentale contributo all’album The Piper at Gates of Dawn del 1967 e in misura minore a A Saucerful of Secrets del 1968.

I suoi problemi con la droga e la sua inaffidabilità, causata dai suoi demoni interiori, portarono alla sua estromissione dal gruppo, dove venne sostituito definitivamente da David Gilmour.

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Verso Syd gli altri componenti della band nutrirono sempre  un forte senso di colpa, consapevoli che il successo lo dovevano in gran parte a lui, che ha dato vita al capolavoro Shine on you crazy diamond.

Sono in molti a considerare Shine on you crazy diamond il miglior brano mai realizzato dai Pink Floyd, uno straordinario viaggio sonoro di ben 26 minuti, diviso in 2 parti e 9 movimenti.

Mentre The dark side of the moon raccontava la follia nella società, Shine on You Crazy Diamond era incentrato sulla follia di Syd Barrett, l’ex leader del gruppo estromesso per i suoi problemi mentali.

Al “diamante pazzo” è legato uno degli aneddoti più celebri della storia del rock.  Il 5 giugno 1975, durante il missaggio finale di Shine on You Crazy Diamond e poco prima del party voluto da Waters per festeggiare il suo matrimonio con Ginger,  negli studi di Abbey Road entrò uno strano individuo sovrappeso, avvolto in un impermeabile da cui spuntava uno spazzolino da denti, con cranio e sopracciglia rasate, scarpe bianche e un sacchetto di plastica in mano.

Era proprio Syd Barrett, ormai reso irriconoscibile a causa dei fantasmi della sua mente.

Roger Waters e David Gilmour, dopo averlo riconosciuto, scoppiarono a piangere. Barrett rimase al party, ma non disse praticmente una parola.Visto che si continuava a pulire i denti con lo spazzolino, a chi gli chiese il motivo rispose che a casa aveva un frigo gigante pieno di carne di maiale.

Nel 2017 si è festeggiato in tutto il mondo il cinquantennale di una delle band più influenti e innovative della storia del rock, in particolare a Londra con la mostra celebrativa The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains, un’inebriante esperienza multisensoriale che farà rivivere nel 2018 anche a Roma, attraverso memorabilia, materiale audio e video, rarità e immagini cult, cinquant’anni di storia non solo della band, ma anche del costume e della musica inglese, di cui i Floyd sono una delle architravi.

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Nel corso di una lunghissima carriera, in cui si distinguono tre fasi, corrispondenti ad altrettante formazioni, i Pink Floyd hanno ridisegnato i confini del pop e del rock grazie alle inedite commistioni di elettronica e di musica sinfonica.

La band inglese è stata la prima ad aver dato vita a mastodontiche rappresentazioni multimediali della propria musica in spettacoli d’avanguardia nei quali la componente visiva è complementare a quella sonora.

La costante ricerca sonora, unita a una perfezione tecnica quasi irreale, ha dato vita a una serie di pietre miliari della musica popolare del Novecento, come Ummagumma, The dark side of the moon, Wish you were here e The Wall.

Gioielli senza tempo, che non sarebbero stati tali senza il decisivo apporto di Syd Barrett, a cui tutti gli amanti della buona musica devono essere grati.

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