Prezzo bloccato della luceper dieci anni, come si fa con il tasso di un mutuo. Dopo i contratti a uno o due anni arrivano le offerte luce decennali, una formula ancora poco diffusa. Succede in un autunno in cui i big dell’energia si contendono i clienti a colpi di offerte. Con il boom dei prezzi dell’energia, gli operatori si sfidano promettendo risparmi di centinaia di euro in bolletta. Tra le proposte c’è anche quella di chi guarda molto più lontano: dieci anni. Da un lato c’è la promessa di bollette senza sorprese, dall’altro un vincolo che pesa se si cambia idea.
Offerte luce a prezzo fisso per 10 anni: chi le propone e quanto costano
Al momento le offerte decennali sono sul mercato di tre operatori. C’è Dolomiti Energia, con un prezzo fisso di circa 11 centesimi al kilowattora (kWh). Poi Nen, società del gruppo A2A, con circa 12 centesimi al kWh. Infine, la stessa A2A, con una formula mista: il 70% dei consumi è a 10 centesimi fissi, il restante 30% è a prezzo indicizzato, cioè legato all’andamento del mercato, con una maggiorazione di 2 centesimi (lo spread). Il confronto con il prezzo all’ingrosso, indicato intorno ai 20 centesimi al kWh, rende queste tariffe molto allettanti oggi. Il dubbio è cosa accadrà domani.
Come funzionano le offerte luce decennali: perché il prezzo può restare fisso
Ma come è possibile tenere un prezzo fisso per dieci anni, in un mercato che cambia rapidamente? La risposta sta nel modo in cui si produce l’energia, secondo Marco Vignola, responsabile energia e vicepresidente dell’Unione nazionale consumatori. Chi usa le rinnovabili non dipende dal prezzo del gas: una volta ripagato l’impianto, restano soprattutto i costi di manutenzione e quindi le spese sono più stabili e prevedibili. Succede qualcosa di simile con i prezzi calmierati di benzina e diesel di alcune grandi compagnie, che controllano ogni passaggio, dalla produzione alla vendita, e possono rinunciare a una parte di margine in ciascuno. Non è così per chi produce con il gas né per la maggior parte dei venditori, che comprano l’energia all’ingrosso e la rivendono: per loro bloccare il prezzo per dieci anni sarebbe un rischio troppo alto.
Penali di recesso sulle offerte luce decennali: quanto si rischia di pagare
Per le offerte luce decennali il punto critico è l’uscita anticipata. Dolomiti Energia chiede fino a 8 euro per ogni mese mancante alla scadenza, Nen 2 euro. A2A, invece, non applica oneri di recesso, anche grazie alla quota indicizzata del 30%. Basta fare due conti, partendo dai massimi previsti. Lasciando Dolomiti dopo tre anni, restano 84 mesi da pagare: fino a 672 euro. Con Nen, nello stesso caso, la penale arriva a 168 euro. Dopo un solo anno le cifre salgono a 864 e 216 euro. Sono somme che possono cancellare il vantaggio economico.
Offerte luce decennali: conviene davvero e cosa controllare prima di firmare
Le offerte a prezzo fisso di luce per dieci anni convengono? Come per il mutuo, dipende da quanto si teme l’incertezza. Il decennale è pensato per chi vuole sapere in anticipo quanto spenderà e preferisce la tranquillità, anche a costo di restare con un fornitore che un domani potrebbe non essere più il più economico. È meno adatto a chi cambia spesso offerta per ottenere il prezzo migliore: se il mercato scendesse, un fisso a 10-12 centesimi potrebbe diventare svantaggioso. Prima di firmare bisogna controllare il prezzo dell’energia e l’eventuale parte indicizzata; la durata e le condizioni di recesso, con le penali. Quanto si consuma fa la differenza. Se si usa molta energia, anche pochi centesimi in più al kWh si sentono a fine anno. Se se ne usa poca, pesano di più la quota fissa mensile e le clausole del contratto, come le penali. Meglio quindi confrontare sempre il costo totale in bolletta, non solo il prezzo al kWh.
