Gabriele Antonucci

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“C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio: io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera. Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale”.

La profezia che fece Rino Gaetano in un concerto sulla spiaggia di Capocotta nel 1979 si rivelò esatta.

Il geniale cantautore crotonese, nato il 29 ottobre del 1950, ci ha lasciato 38 anni fa, eppure le sue canzoni sono ancora oggi così amate e ascoltate, anche dai più giovani, che riesce difficile pensare a una sua scomparsa ormai lontana.

Il 2 giugno del 1981 Rino Gaetano perse la vita in un incidente a via Nomentana, poco distante da casa sua, nel quartiere di Montesacro. La sua auto finì addosso ad un camion proveniente dall’altra corsia, ma il cantante non morì sul colpo.

Dopo che tre ospedali rifiutarono il suo ricovero, morì per le gravi ferite riportate alla testa.

Le inquietanti coincidenze

È incredibile come lo stesso cantautore, 11 anni prima, aveva raccontato ne La ballata di Renzo la morte di un uomo dopo essere stato rifiutato da tre ospedali e perfino dal cimitero.

Nel brano La ballata di Renzo cantava: «Quando Renzo morì io ero al bar la strada era buia si andò al S.Camillo e lì non l’accettarono forse per l’orario si pregò tutti i Santi ma s’andò al S.Giovanni e li non lo vollero per lo sciopero. Quando Renzo morì io ero al bar era ormai l’alba e andarono al Policlinico ma lo si mandò via perché mancava il vicecapo c’era in alto il sole, si disse che Renzo era morto ma neanche al Verano c’era posto».

Una somiglianza inquietante con quello che sarebbe accaduto davvero pochi anni dopo allo stesso Gaetano, arrivato al Policlinico Umberto I già in condizioni disperate.

Sulle sue ultime ore di vita non sono mai stati fugati del tutto  dubbi  e sospetti, come conferma la pubblicazione di un saggio,  Rino Gaetano , la tragica scomparsa di un eroe di Bruno Mautone, nel quale l’autore  sostiene che l’artista sia stato ucciso dalla massoneria deviata.

La notte dell’incidente un’ambulanza dei vigili del fuoco lo portò al San Camillo, dove venne però rifiutato il ricovero perchè non attrezzato a prestargli soccorso. Verrà poi rifiutato anche dall’ospedale San Giovanni e infine portato al Policlinico Umberto I nel quale, però, il reparto di traumatologia non era funzionante.

Dopo alcune ore di agonia, senza aver ricevuto alcuna cura, il cantautore morirà verso le sei del mattino a soli 31 anni. In un primo momento gli verrà perfino rifiutata la sepoltura al cimitero del Verano, dove riposano numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, e soltanto dopo le pressioni di alcune personalità verrà trasferito definitivamente lì.

Nel 2012 il Comune di Roma ha dedicato al cantante una targa commemorativa sul palazzo di Via Nomentana Nuova 53, dove Rino ha abitato dal 1970 fino alla sua scomparsa.

Il segreto del successo di Rino Gaetano

Il segreto della longevità di Rino Gaetano è nella sua capacità unica di coniugare un’impareggiabile attitudine all’ironia e allo sberleffo con una graffiante satira politica e sociale.

In un paese come il nostro, da sempre diviso tra Guelfi e Ghibellini, la sua musica ha messo d’accordo sia la destra che la sinistra proprio perché non ha risparmiato nessuna delle due parti, tanto meno il centro.

Per questo non è mai stato catalogabile, a differenza di altri suoi colleghi degli anni Settanta, in uno schieramento politico. Rino non si limitò ad accenni generici all’attualità politica e ai suoi protagonisti, ma nelle sue canzoni fece i nomi e i cognomi e, anche per questo, i suoi testi e le sue esibizioni dal vivo sono stati più volte censurati.

Il suo universo è affollato di santi vestiti d'amianto che salgono sul rogo, di donne immaginarie che filano la lana e fiutano tartufi, di cieli blu e di notti stellate, di amabili prostitute e di detestabili politici di ogni schieramento.

Gaetano era accessibile e oscuro al tempo stesso, le sue canzoni venivano ballate in discoteca e facevano da colonna sonora delle manifestazioni politiche.

Una canzone esemplare di questa sua attitudine allo sberleffo intelligente è Nuntereggae più nella quale, a ritmo di reggae, punta ironicamente il dito contro Gianni Agnelli, Enrico Berlinguer, le logge massoniche, il decano del giornalismo sportivo Gianni Brera e lo scandalo della spiaggia di Capocotta.

Come non ricordare, poi, la sua fortunata partecipazione al Festival di Sanremo, dove nel 1978 si classificò terzo con la scanzonata Gianna, esibendosi in frac, camicia a righe rosse e scarpe da ginnastica?

I 40 anni di "Ahi Maria"

Indimenticabile anche la latineggiante Ahi Maria, uno dei brani di maggior successo dell'album Resta vile maschio, dove vai?, che qualche mese fa ha festeggiato i 40 anni dalla sua uscita.

Una ricorrenza che quest'estate è stata celebrata da Ahi Maria 40th, la raccolta definitiva di Rino Gaetano, un quadruplo cofanetto che raccoglie tutta la carriera del grande artista, pubblicata da Sony Music Legacy.

Ahi Maria è il brano che celebra l’amore e il rispetto di Rino Gaetano per sua madre, figura centrale nella sua vita, solido e costante punto di riferimento, sia da piccolo che quando il cantautore raggiunse il successo.

L’artista la considerava per ogni sua decisione importante e addirittura si scambiavano pareri sulle canzoni e lei, scherzosamente, gli faceva da talent scout –manager.

Sebbene in passato il testo sia stato equivocato, è in realtà straordinariamente chiaro ed esprime l’amore che l’autore nutriva per sua madre, e che non poteva essere sostituita da nessun’altra donna, neanche da “la bionda in tutù che gli porta il caffè a letto”.

A 38 anni dalla sua prematura scomparsa, questa raccolta ci restituisce tutta l’arte del talento originalissimo, anticonformista e commovente di Rino Gaetano.

Quarantotto canzoni in quattro dischi celebrativi di un progetto discografico da collezione e davvero unico: i brani sono stati rimasterizzati in 192KHz/24bit, e la raccolta contiene anche interpretazioni eseguite da altri artisti, oltre a una serie di chicche, rarità, versioni live, e una versione demo inedita di “Ahi Maria” gentilmente fornita dalla famiglia Gaetano.

Per l’occasione è stato anche pubblicato il videoclip di Sfiorivano le Viole (in fondo all'articolo), che va ad aggiungersi al videoclip ufficiale di Gianna rilasciato lo scorso ottobre.

“E’ incredibile quanto e come lo stile ed il talento di Rino Gaetano abbiano ricevuto un’attenzione ed una rivalutazione solo dopo la sua scomparsa. Considerato un cantautore disimpegnato ed incline alle melodie ed a testi apparentemente “leggeri”, in realtà Rino era un vero precursore, un visionario con la sensibilità di descrivere la vita con colori inusuali per la sua epoca” ha dichiarato Paolo Maiorino, Direttore Catalogo Sony Legacy .

“A 40 anni da Resta Vile Maschio e dunque da Ahi Maria abbiamo provato a ricostruire la sua storia focalizzandoci su un aspetto diverso: capire l’uomo per provare a rileggerne gli scritti. E’ stata una bellissima avventura concretizzatasi grazie al prezioso contributo dei famigliari e di chi lo ha conosciuto e vissuto a quei tempi. Ahi Maria 40th dunque è una fotografia del Rino Gaetano personale che per troppo tempo è rimasta nascosta tra le righe delle sue canzoni. Lato musicale abbiamo voluto anche presentare la sua opera artistica attraverso le varie sfaccettature che dai brani in studio a quelli live hanno rappresentato una storia sicuramente troppo breve rispetto a quello che sarebbe potuto e dovuto essere. E grazie al contributo di Anna Gaetano abbiamo potuto recuperare una versione demo della stessa “Ahi Maria” che ha un valore significativo anche in considerazione che a quei tempi si decise di andare poi ad incidere il disco in Messico, un album che era nato evidentemente di chiara ispirazione latina già in partenza”.

“La famiglia Gaetano è entusiasta del consolidamento del rapporto di mutua collaborazione intrapreso con Sony Legacy in occasione della pubblicazione di Ahi Maria 40th, con l’intento di dare al pubblico il ritratto del Rino ‘’uomo’’ restituendo il quadro della persona umile, spontanea e vicina alle persone, avvicinandoci al Rino ‘’amico’’ che avremmo sempre desiderato conoscere” hanno dichiarato la sorella Anna e i nipoti Alessandro e Maurizio.

“La famiglia, che ha concesso una versione inedita del brano “Ahi Maria”, ha lavorato in totale sinergia per la realizzazione di alcuni contenuti del booklet che completa il cofanetto, contribuendo anche con racconti, aneddoti ed aspetti della vita quotidiana di Rino. Tramite l’Associazione Rino Gaetano Onlus, la famiglia celebra ogni anno il patrimonio artistico del cantautore con il ‘’Rino Gaetano Day’’, giunto quest’anno alla nona edizione, di cui Sony Legacy sposa l’impegno. L’evento, ad ingresso libero, gode della partecipazione di diversi ospiti oltre che della Rino Gaetano Band e richiama a se migliaia di spettatori ogni anno”.

"Ahi Maria 40th - La raccolta definitiva di Rino Gaetano" è disponibile in due versioni: 4 CD hardcover book con libretto di 40 pagine, e 2 LP.

La versione in CD è accompagnata da un booklet di 40 pagine in cui è racchiuso un bellissimo ed inedito ritratto dell’artista, scritto con l’aiuto prezioso della famiglia Gaetano - la sorella Anna e i nipoti Alessandro e Maurizio – e dei discografici e amici del cantautore Pierluigi Germini e Silvana Casato, per aiutarci a comprendere meglio l’essenza di questa figura così tanto amata e che così presto ci ha lasciato.

Un vero outsider della scena musicale italiana e senza alcun dubbio uno dei suoi più grandi esponenti, che con la graffiante ironia e la schiettezza dei suoi brani ha divertito ed emozionato un intero paese.

Il nuovo video di "A mano a mano"

Dopo i video ufficiali di Gianna e di Sfiorivano le viole, continua il processo di valorizzazione di brani storici di Gaetano attraverso la creazione di videoclip ufficiali che possano esprimere in una nuova veste i suoi capolavori.

Il videoclip di A mano a mano (che potete vedere in fondo all'articolo), pubblicato oggi in occasione del 69esimo compleanno del cantautore, è stato girato a Roma, fra piazza Sempione e Montesacro, luoghi familiari per Rino.

La regia è stata affidata da Andrea Labate, mentre i protagonisti sono Marco Rossetti e Chiara Bassermann.

Il regista ha coinvolto la Rino Gaetano band, di cui fa parte il nipote Alessandro Gaetano, che da anni porta avanti la memoria dello zio in concerti-tributo, spesso con finalità benefiche per l'Associazione Rino Gaetano Onlus, come quello che c'è stato il 26 ottobre all'Orion Club di Roma.

Commenta Alessandro Gaetano: ‘’ ‘A mano a mano’ è un brano insito nel dna degli italiani, uno scrigno di emozioni ad opera della penna di Marco Luberti e reso atemporale dalla versione interpretata da mio zio Rino. Ho dato il mio apporto, insieme alla Rino Gaetano Band, partecipando alle riprese del videoclip ufficiale del brano. Le registrazioni sono avvenute durante uno dei nostri concerti coi quali, con dedizione ed entusiasmo, celebriamo da sempre il patrimonio artistico di Rino. Gli devo molto, mi ha insegnato tanto ed è sempre al mio fianco, nella vita di tutti i giorni e sul palco.’’

 “È un’ode ad un amore sbiadito, un amore che si ricorda con malinconia e, che nel farlo, riaccende ogni volta quell’amore genuino, bambino. L’amore che vuole rappresentare però, questa volta, è quello fra le persone e la musica di Rino Gaetano” così il regista Andrea Labate

Gli esordi

Eppure gli esordi discografici di Rino sono stati tutt’altro che esaltanti. Dopo alcune esperienze teatrali, tra i quali il ruolo della volpe nel Pinocchio di Carmelo Bene, Gaetano iniziò ad esibirsi nel leggendario Folkstudio, inesauribile fucina artistica dei cantautori romani, dividendo spesso il palco con gli allora sconosciuti Francesco De Gregori e Antonello Venditti.

Si accorge del suo talento il produttore Vincenzo Micocci, che gli permette di pubblicare i suoi primi due singoli I love you Maryanna e Jaqueline, incisi dal cantante con lo pseudonimo di Kammamuri’s, e il primo album Ingresso libero, pubblicato dalla It nel 1974.

Né pubblico né critica restano particolarmente colpiti dal cantautore crotonese, che si mette in luce un anno dopo con il 45 giri Il cielo è sempre più blu, un saggio della sua capacità di tenersi in perfetto equilibrio tra satira e  nonsense.

Nel 1976 il pubblico si accorge delle sue singolari qualità grazie al secondo album Mio fratello è figlio unico, trascinato dalla splendida title track, una struggente ballad in bilico tra affetti familiari e denuncia sociale.

Nel disco spicca anche l’emozionante canzone d’amore Sfiorivano le viole (video qui sotto), da molti considerato uno dei vertici della sua produzione artistica.

Il successo

Il terzo album Aida del 1977 è una piacevole conferma, ma è con il successivo Nuntereggae più e soprattutto grazie al terzo posto a Sanremo con l’orecchiabile e maliziosa Gianna che Rino entra ai piani alti delle classifiche.

Il 1979 segna il suo passaggio dalla piccola etichetta It a una major come l’Rca, con la quale pubblica il suo quinto album Resta vile maschio, dove vai?.

Nel 33 giri troviamo la divertente melodia spagnoleggiante di Ahi Maria, l’emozionante ritratto della amata Calabria in Anche questo è Sud e la sferzante satira politica di Nel letto di Lucia.

Gaetano è ormai lanciatissimo, tanto che, dopo la pubblicazione nel 1980 del suo ultimo album in studio E io ci sto, viene chiamato da Riccardo Cocciante per alcune tappe di un tour fortunatissimo, che verrà ribattezzato Q Concert.

L'incidente mortale

Proprio nel periodo di massimo fulgore, nel quale stava prendendo forma un lavoro sperimentale intitolato provvisoriamente Alice, un tragico incidente stradale ha interrotto il 2 giugno del 1981 la sua parabola umana e artistica.

Nel 2007 la fiction Rino Gaetano, Ma il cielo è sempre più blu, trasmessa in prima serata da Rai Uno, ha fatto scoprire a tanti giovani la musica di Rino Gaetano, grazie anche all’eccellente interpretazione di Claudio Santamaria.

La miniserie ha avuto un grande successo di ascolti, dimostrando ancora una volta l’attaccamento del pubblico al cantautore calabrese, ma non è piaciuta alla sorella Anna, secondo la quale la figura di Rino è stata troppo romanzata.

In effetti non deve essere stato semplice riassumere, in due sole puntate di una fiction, una personalità complessa e fuori dagli schemi come quella del cantautore.

Quella personalità che rende ancora oggi le canzoni di Gaetano incredibilmente fresche e attuali.

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