CountDown: il musical che racconta una generazione a suon di hit

Le vicende personali e le relazioni di un gruppo di ragazzi scandite da una colonna sonora fatta di brani best seller: da Somebody to love a The final countdown. Il 24 aprile a Riccione

Gianni Poglio

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CountDown è il nome del musical che il PalaRiccione metterà in scena il prossimo 24 aprile. Lo spettacolo è basato su una storia intensa, che racconta le vicende un gruppo di coinquilini, tra i venti e i trent'anni, accompagnate dalle hit della musica pop italiana e internazionale suonate da una live band diretta da Antonio Torella. Questi alcuni dei brani presenti nello spettacolo:

LA NOTTE di Arisa, FINAL COUNTDOWN degli Europe, ALMENO TU NELL'UNIVERSO di Mia Martini, SOMEBODY TO LOVE dei Queen, CAN'T HELP FALLING IN LOVE di Elvis Presley, IL CIELO IN UNA STANZA di Gino Paoli, DON'T STOP BELIEVIN' dei Journey e UN'EMOZIONE DA POCO di Anna Oxa. 

Lo show, che rappresenta sul palco le vite, le aspettative e le delusioni di una generazione, è prodotto dalla DNC di Vera Affaba e ha esordito a Lodi lo scorso 31 dicembre. Quella riccionese è però un’edizione espressamente dedicata alla città della Riviera.

Quanto alla band e ai brani presenti nello spettacolo, ne abbiamo parlato con Antonio Torella, il direttore musicale di CountDown: "Oltre a me, che sono alle tastiere, ci sono Mitia Maccaferri al basso, Nicholas Papapicco alla batteria e Amerigo Vitiello alla chitarra. Ciascuno di noi ha una propria storia musicale alle spalle, io vengo dalla classica e dal jazz, loro dal rock, ma con Countdown i nostri linguaggi si sono integrati magnificamente. Suoniamo grandi hit della musica pop, italiana e straniera, che abbiamo trattato con i "riarrangiamenti". Prendiamo un brano storico, come per esempio Se bruciasse la città: la sfida qui diventa darle un carattere nuovo che accompagni l’azione scenica senza necessariamente stravolgerne la struttura originale, lasciandone sostanzialmente intatte la ritmica e le atmosfere. Un’altra canzone del musical è Il cielo in una stanza, che viene cantata ben due volte: la prima versione è pressoché identica all’originale, la seconda è riletta in chiave rock metal. Lo so, sembra incredibile, ma funziona! E gli spettatori, ne sono certo, canteranno con noi". 

 
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