Gabriele Antonucci

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I Grammy 2018 sono stati dominati da Bruno Mars, vincitore di sei grammofonini nelle sei categorie in cui era candidato, tra cui le tre più importanti: miglior album dell'anno (24K Magic), Record of the year (24K Magic) e miglior canzone (That's What I Like), oltre che per R&B album (24K Magic), R&B song(That's What I Like) e R&B performance (That's What I Like).

I Grammy 2019, che si sono tenuti domenica sera, hanno avuto soprattutto due trionfatori: il contumace Childish Gambino, con 4 "moonman" vinti ma non ritirati per protesta, e Cardi B, la prima donna a vincere l'Oscar della Musica nella categoria "Migliore Album Rap".

Nessuna prima di lei c'era riuscita, da quando è stata introdotta la categoria nel 1995, neanche le talentuose Queen Latifah,Missy Elliot,Mc Lyte, Da Brat, Monie Love, Lil’Kim e Foxy Brown, fino alle più contemporanee Nicki Minaj e Iggy Azzalea.

Il clamoroso annuncio del duetto

Per questo, quando ieri sono apparsi sui rispettivi profili social delle due superstar gli annunci di un nuovo brano insieme, dopo il successo del remix di Finesse, si è creato un grande fermento e una forte curiosità di ascoltare la prima canzone di Mars a due anni e mezzo dalla pubblicazione del fortunato 24K Magic.

"Torno dal ritiro per annunciare che ho una nuova canzone", ha scritto la rapper su Instagram, dopo avere riattivato l'account che aveva chiuso nei giorni scorsi in seguito alle polmiche per il premio ricevuto, che molti avrebbero preferito dare al compianto Mac Miller, morto pochi mesi fa a soli 26 anni, per l'eccellente album Swimming.

Altrettanto stringato Bruno Mars, che ha scritto solamente:"Una nuova canzone questo venerdì".

La recensione di "Please Me"

Dopo aver ascoltato Please Me, che trovate in fondo all'articolo, valgono le stesse considerazioni fatte per l'album 24K Magic.

Peter Gene Hernandez (il vero nome di Bruno Mars,scelto in omaggio a Bruno Sanmartino, il wrestler italoamericano per cui tifava tutta la sua famiglia) è un artista completo: suona sei strumenti, sa muoversi con naturalezza tra pop, rock, reggae, r&b , soul e funk, ha una totale padronanza del palco e dei suoi mezzi espressivi.

Anche in Please Me, però, Mars evidenzia uno stile musicale fin troppo didascalico e derivativo, anche se oggettivamente irresistibile.

Due esempi eclatanti di questo "vizio" sono Locked out of heaven, che sembra una cover dei Police con una spruzzata d'elettronica, e Uptown Funk, talmente simile a Oops upside your head della The Gap Band, pubblicata nel 1979, che Mars ha dovuto aggiungere nei credits della canzone i nomi di Charlie, Robert e Ronnie Wilson, Rudolph Taylor e Lonnie Simmons, gli autori di Oops upside your head, per evitare un insidioso processo per plagio.

Non fa eccezione Please Me, prodotta dallo stesso Mars insieme agli Stereotypes, che ci ha ricordato fin troppo Sex Me, uno dei singoli più famosi dell'album 12 Play del controverso R.Kelly, il priapista dell'r&b, al centro negli ultimi mesi di un processo per pedofilia, dal quale, a giudicare dalle numerose testimonianze sfavorevoli, sarà difficile uscirne immune, anche e soprattutto dal punto di vista dell'immagine.

La canzone di R.Kelly è del 1993, epoca d'oro dell'r&b e del new jack swing, quando impazzavano per radio le produzioni di Babyface, Teddy Riley Jimmy Jam e Terry Lewis che hanno ispirato le atmosfere dell'album 24K Magic.

Ben venga tornare indietro nel passato per rendere il suo personale tributo a un periodo felice della musica nera, che molti millennials conoscono poco per ragioni anagrafiche, ma è lecito attendersi, da un artista del talento cristallino di Bruno Mars, un guizzo o un’impronta di creatività maggiore in futuro.

In Please Me il cantante conferma di avere un'eccezionale estensione vocale, ma anche di non volere uscire dalla comoda gabbia della "retromania" in cui si è autoconfinato negli ultimi anni.

Cardi B, oltre alle solite barre sessualmente esplicite, dimostra di avere anche una buona voce soul, provando ad allargare, in questo modo, la sua proposta musicale a un pubblico più adulto.

Confidiamo che il prossimo album di Bruno Mars dimostri una maggiore ambizione artistica in una sorta di Thriller 4.0, altrimenti l'artista hawaiano rischia di essere "solo" il miglior cantante e performer della sua generazione, tallonato a breve distanza dai rivali Justin Timberlake e The Weeknd.

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