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(Simon Bruty/Anychance/Getty Images)
Personaggi

Jannik Sinner: l’ambassador dei sogni ( anche per la moda)

Volto pulito e grande dedizione per il suo lavoro, il giovane altoatesino non ha solo raggiunto i podi più alti del tennis mondiale, ma anche il cuore di molte aziende

Reduce dall’ultima vittoria negli Australian Open dove ha conquistato il primo torneo del Grande Slam, Jannik Sinner è diventato il numero uno nel tennis mondiale a soli 22 anni. Grazie alla sua dedizione per il tennis e il poco interesse nel condividere sui social il suo privato, Sinner è il volto perfetto per qualunque marchio.

Nike vanta di essere tra i primi ad aver dato fiducia al giovane tennista, dimostrando notevole lungimiranza per il talento. Con i primi accordi che risalgono al 2019, il marchio sportswear ha rinnovato il suo contratto nel 2022 assicurandosi Sinner per i prossimi 10 anni e garantendo al tennista un guadagno totale di 150 milioni di euro, 15 milioni per ogni stagione. Al fianco di Nike, anche Rolex ha dato fiducia all’altoatesino sin dai suoi 18 anni nominandolo ambassador del marchio.

Tra le sue collaborazioni più chiacchierate ricordiamo i borsoni Gucci sfoggiati lo scorso anno a ogni partita che hanno rappresentato il debutto nel tennis per la maison fiorentina mentre per Sinner un grande tocco di stile ed eleganza. Non stupisce che per le tradizionali foto del “giorno dopo” il campione in carica ha deciso di indossare un total look Gucci, con al polso l’inseparabile Submariner Date targato Rolex.

Le cifre di queste importanti collaborazioni non sono ancora note, ma se l’ex tennista e campione Roger Federer ha stipulato un contratto con Rolex nel 2016 della durata di dieci anni per 9 milioni di dollari, quanto potrà valere il volto di Sinner oggi dopo aver vinto il primo Grande Slam?

Le passioni del giovane tennista non si fermano però al tennis, bensì trovano grande sfogo anche nelle automobili - nello specifico nella sua Stelvio Q4 dell’Alfa Romeo, azienda con cui è legato dal 2020 - a cui dedica il suo tempo al di fuori del campo.

Insomma, fuori dalla porta del suo manager c'è già la fila.

(Getty Images)

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