L'università online è il futuro della formazione
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L'università online è il futuro della formazione

Le iscrizioni ai corsi crescono più del doppio degli atenei tradizionali. Parla Danilo Iervolino, fondatore di Pegaso, prima università telematica italiana

Racconta che l’idea gli è venuta a 28 anni, durante un viaggio negli Stati Uniti: «Osservavo realtà come la Columbia, la Fordham University, l’Ucla e altre ancora. Atenei capaci di diventare veri e propri brand del sapere perché, invece di sedersi sulla loro fama e sui loro fatturati, iniziavano a investire sul web come leva per moltiplicare iscritti, competenze e opportunità".

Panorama Academy, "scuola" on line che crea eccellenze


Oggi che di anni ne ha 36, Danilo Iervolino guida l’Università telematica Pegaso, che con oltre 26 mila studenti (tra corsi di laurea, master e postdiploma) rappresenta il tentativo d’importazione più riuscito del modello e-learning. Da quest’anno Pegaso ospita a Napoli il primo centro euromediterraneo per il life-long learning, che mette in rete università italiane e straniere, istituzioni e imprese. Ora, attraverso l’iniziativa Panorama Academy, compie un altro passo verso il mondo del lavoro, focalizzandosi sui settori chiave del made in Italy.

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A quale obiettivo puntate?
A rafforzare quella che è stata sin dall’inizio la nostra mission: offrire una formazione di qualità, ma differente. Più flessibile e connessa alle nuove esigenze imposte da un mercato globale e in rapidissimo cambiamento, ma declinata su quelli che sono ancora i migliori asset del sistema-Paese.

Quali asset?
Enogastronomia, moda, turismo, cultura e impresa non possono più essere gestiti come discipline teoriche a compartimenti stagni, ma come elementi connessi tra loro capaci di veicolare una community, creare managerialità e manodopera qualificate che oggi mancano nonostante le potenzialità.

Problema antico. Perché la formazione a distanza dovrebbe colmare questo gap meglio di quella tradizionale?
Sfruttando il potenziale e la velocità del web, attraverso il contatto con gli studenti, da un lato, e le aziende, dall’altro, offrendo la massima aderenza possibile alle necessità di entrambi. Banalizzando molto il concetto, è come creare un canale diretto tra domanda e offerta, un canale di qualità altissima.

E come ci si riesce?
Cucendo la didattica su ciò di cui, a detta delle stesse aziende, l’ecosistema avrà bisogno fra 3, 5, 10 o 15 anni. Qualcuno la vedrà come una bestemmia, in realtà è un modo naturale di formare i futuri manager: non credo sia un caso se negli Stati Uniti aziende come Starbucks includono l’e-learning tra i benefit per i loro dipendenti.

In Italia però la strada non pare breve, sia sul fronte delle iscrizioni alla telematica sia nei rapporti con le università fisiche.
I numeri non mentono mai. E i numeri dicono che, presto, molto presto, il rapporto con gli iscritti tra telematiche e università tradizionali è destinato a invertirsi.

Come fa a esserne così sicuro?
Ripeto: sono i numeri a dirlo. Nel nostro Paese le immatricolazioni online crescono a un tasso doppio rispetto a quelle degli atenei tradizionali, con percentuali di collocamento più elevate, tempi più veloci e condizioni contrattuali mediamente migliori.

Avete incontrato pregiudizi, nel mondo accademico tradizionale?
Qualche volta, ma da noi insegnano professionisti di altissimo livello. Uomini e donne che hanno il desiderio di trasmettere la conoscenza e hanno compreso l’enorme potenziale che deriva dalle nuove tecnologie. I pregiudizi, come sempre, colpiscono chi è legato al passato ed è spaventato dal cambiamento. Ma i nostri studenti ci premiano. E questo è quel che conta

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