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Marcire a letto si può, si chiama “bed rotting”

La Rubrica - Stili Umani

Bisogna esultare di gioia! Bisogna correre per le strade felici e abbracciarci l’un l’altro, perché è finalmente giunto il momento di rivalutare le televendite dei materassi! Proprio così, è ora di riunirsi in cucina tutti insieme a guardare la televisione e scegliere quel confortevole materasso che ti arriva comodamente a casa, perché stare a letto è un nuovo trend dal quale non possiamo davvero esimerci; si chiama: "bed rotting"!

La traduzione letterale di “bed rotting” è "marcire a letto" ma forse, per questioni di eleganza, è stata tradotta con "poltrire a letto". Ma anche se puoi cambiare le parole quanto vuoi, il reale significato resta "marcire a letto", c'è poco da fare.

Questa moda arriva dritta dritta dal mondo dei social e si rivolge a tutti, proprio a tutti: professionisti, universitari, genitori, figli, e chiunque altro, a patto che non vi sia un reale bisogno di riposare, e ci si metta a letto solo perché c’è una moda che lo propone. È evidente quanto sia benevola questa tendenza, la possibilità di marcire a letto non viene negata a nessuno, per carità, e nemmeno pone limiti di tempo. Infatti, il “bed rotting” può essere praticato anche per più giorni di fila. In questo modo, secondo i sostenitori, si può trovare un benessere raro, soprattutto se si condivide sui social il video girato a letto.

Le regole per “marcire a letto” sono chiare: prima cosa, bisogna scegliere le ore diurne, non destinate al riposo e nemmeno al sonno, sennò che gusto ci sarebbe? Ci si infila sotto le coperte in un orario a caso e si sta nella penombra in pigiama o come si vuole. Si può mangiare, finalmente si è legittimati a fare briciole sui lenzuoli, si può guardare il cellulare, anzi si deve guardare! e si possono, anzi si devono, fare video da condividere con gli altri seguaci del “bed rotting”. Non c'è alcun riferimento normativo in materia di “bed rotting”, nessun divieto a leggere un libro o ascoltare musica, come ad esempio la canzone "Dormi, dormi" di Vasco che sarebbe anche pertinente. Ma la lacuna viene colmata con il fine meritevole che si prefigge questa specie di disciplina. Ovvero: preservare la salute mentale. La si preserva noncuranti dell’importanza della vitamina D, e anche del fatto che gli stessi medici sconsiglino di stare a letto per giorni a fare niente perché potrebbe incidere sull’umore.Ma chi se ne importa del parere degli esperti, il popolo del “bed rotting” non molla mai. Ci sono anche le sfide dette “challenge”, dove non si sa cosa si possa vincere a parte le piaghe da decubito, ma l'importante -si sa- è partecipare, e quindi tutti a letto tra le briciole delle merendine. D'altra parte, sull'importanza del riposo hanno parlato autorevoli personaggi: Ovidio, Albert Einstein…Mastrota. Come affermò lo stesso Einstein: "Il riposo è la cosa più creativa del mondo". Anche se verrebbe da aggiungere che tutto è relativo. Va detto che questa pratica ha i suoi rischi; ad esempio, se il materasso è in “memory foam” potremmo rimanere bloccati nel solco provocato dal corpo, dato che il “memory foam” prende la forma della schiena, delle gambe e di tutto il corpo e a un certo punto si sprofonda. C’è di buono che questo solco potrebbe tornare utile ai posteri. Perché? vi chiederete. Potrebbero studiare gli esseri umani del 2024, i fanatici del marcire a letto, e scoprire chissà cosa. Altro che Einstein. Comunque, Vasco Rossi ha scritto un capolavoro con "Dormi, dormi" e non "Marcisci a letto". Questo vorrà pur dire qualcosa…

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Elisa Rovesta