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(Lucky Red)
Lifestyle

«Past Lives» è il film di cui non sapevamo di avere bisogno

Un cast superlativo guidato da Tae Yoo, Greta Lee e Jonh Mangaro racconta una delle storie d'amore più belle e struggenti degli ultimi anni. Il film sarà disponibile nelle sale italiane dal 14 febbraio

«Ero seduta lì tra questi due uomini che mi amavano in modi diversi, in due lingue diverse e due culture diverse. E io ero l'unico motivo per cui questi due uomini parlavano tra loro. C'è qualcosa di quasi fantascientifico in questo. Ti senti come qualcuno che può trascendere la cultura, il tempo, lo spazio e la lingua».

Celebrato in anteprima durante la Festa del Cinema di Roma 2023 nella prestigiosa sezione Best Of, "Past Lives" sbarca sul grande schermo italiano grazie a Lucky Red a partire dal 14 febbraio. Un'opera cinematografica che ha catturato l'attenzione già dalla sua presentazione, promettendo un'esperienza coinvolgente e un apprezzamento ampio da parte del pubblico.

Il film si apre in uno dei suggestivi bar di New York, dove uno spettatore invisibile lancia la provocatoria domanda: "Chi pensi siano l'uno per l'altro?" Attraverso la maestria della cinepresa 35mm di Shabier Kirchner, il direttore della fotografia, il pubblico è immerso in uno sguardo lungo su un intrigante trio di personaggi: Hae Sung (Teo Yoo) proveniente dalla Corea del Sud, Nora (Greta Lee) immigrata coreano-canadese, e Arthur (John Magaro) americano di origini ebraiche. La voce senza volto riflette sulla loro relazione, ponendo l'interrogativo se siano fratelli, colleghi o amanti, aprendo così le porte a un viaggio narrativo avvincente.
Da questo punto di partenza, "Past Lives" ci catapulta indietro nel tempo di ben 24 anni, conducendoci a Seoul, dove gli amici di scuola Na Young (noto anche come Nora) e Hae Sung vivono una connessione competitiva. "È virile", dichiara con innocenza Na Young, proiettandoci nei meandri della loro infanzia. Tuttavia, i destini dei due prendono una svolta inaspettata quando i genitori di Na Young decidono di emigrare a Toronto, separando così gli innamorati destinati.

Dodici anni dopo, assistiamo alla loro riunione virtuale attraverso i mezzi digitali di Facebook e Skype, rivelando conversazioni toccanti che attraversano i confini del tempo e dello spazio. Hae Sung, completato il servizio militare e immerso nello studio dell'ingegneria, si scontra con Nora, ora una drammaturga emergente a New York. I loro dialoghi riflettono sulla purezza dell'amicizia d'infanzia, ma sollevano anche domande sull'illusione dell'amore ideale.

Quando viene evocato esplicitamente il concetto coreano di "in-yun", un legame personale che trascende le vite, il film sembra destinato a esplorare una trama amorosa più tradizionale, con il tipico intreccio di un triangolo amoroso. Tuttavia, l'interesse principale di Celine Song, la regista e drammaturga coreano-canadese, è concentrato sulla trasformazione individuale nel corso del tempo, suggerendo che l'identità sia plasmata tanto dal presente quanto dal passato.

Un ulteriore salto temporale di 12 anni ci riporta al bar di New York, esplorando nuovamente la scena iniziale da tre prospettive diverse. "Eravamo solo dei bambini allora", riflette Nora all'ombra del ponte di Brooklyn. Questo ritorno al passato, con un tocco diasporico che oscilla tra l'umorismo e il cuore spezzato, mette in evidenza la complessità delle identità e delle connessioni umane. Nora, ormai consapevole della sua evoluzione personale, esprime sentimenti contrastanti sull'appartenenza alla sua cultura d'origine.

La maestria di Song nel bilanciare il metafisico con il pragmatico crea un mondo dove ogni decisione ha il potere di plasmare in modo trasformativo le vite dei personaggi. Il concetto di "Past Lives" diventa un'affascinante esplorazione delle possibilità alternative, delle strade non percorse e delle vite non vissute, intrise di un lusso inutile di rimpianto.

Il cast principale, guidato dalle straordinarie performance di Greta Lee, Teo Yoo e John Magaro, cattura in modo magistrale gli sguardi interiori e le estasi, trasmettendo al pubblico l'essenza di un'esperienza emotiva avvincente. La colonna sonora sublime di Christopher Bear e Daniel Rossen completa l'atmosfera, intrecciando armoniosamente elementi lirici e melodici.

"Past Lives" si presenta come un'opera cinematografica che non solo affascina per la sua trama avvincente e la qualità della sua produzione, ma anche per la capacità di Celine Song di esplorare in profondità le sfumature dell'esperienza umana. È una storia d'amore che coinvolge, strugge, prosciuga. Un po' come quegli amori folli che durano anni, ma che, in questo caso, per noi spettatori si esaurisce nel 106 minuti di questa pellicola che trascende i confini dell'Occidente e dell'Oriente legandoli con un filo rosso, quello del destino, che sconvolge nel profondo.


Guarda il trailer

Past Lives di Celine Song, candidato a 5 Golden Globe | Trailer ITA HDwww.youtube.com

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Marianna Baroli

Giornalista, autore

(Milano, 1986) La prima volta che ha detto «farò la giornalista» aveva solo 7 anni. Cresciuta tra i libri di Giurisprudenza, ha collaborato con il quotidiano Libero. Iperconnessa e ipersocial, è estremamente appassionata delle sfaccettature della cultura asiatica, di Giappone, dell'universo K-pop e di Hallyu wave. Dal 2020 è Honorary Reporter per il Ministero della Cultura Coreana. Si rilassa programmando viaggi, scoprendo hotel e ristoranti in giro per il mondo. Appena può salta da un parco Disney all'altro. Ha scritto un libro «La Corea dalla A alla Z», edito da Edizioni Nuova Cultura, e in collaborazione con il KOCIS (Ministero della Cultura Coreana) e l'Istituto Culturale Coreano in Italia.

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