Pasqua, perché si mangia l'uovo di cioccolato?
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Pasqua, perché si mangia l'uovo di cioccolato?

Dalla tradizione religiosa ai maestri cioccolatieri piemontesi

Ecco come nasce la tradizione delle uova di cioccolato a PasquaCountry-Kitchen-Alamy

Per chi ha uno o più bambini sono un must sulla tavola di Pasqua, almeno quanto la tipica Colomba, eppure le uova di cioccolato sono una tradizione tutta italiana, pressoché assente negli altri Paesi. Sono entrate a far parte dei rituali della Pasqua "laica", poi, da poco più di un secolo. Ecco come sono nate e quali sono la loro storia e il significato.

La Pasqua e le uova

Le uova sono strettamente legate alla tradizione della Resurrezione pasquale Dennis-Cox-Alamy

Le uova sono tipiche del periodo di Pasqua perché, secondo la religione cristiana, rappresentano il ritorno alla vita, così come la Resurrezione di Cristo. La tradizione di decorare uova (di animali e in particolare di galline) risale ai primi cristiani, che usavano il colore rosso per ricordare il sangue di Gesù. Sopra le uova venivano anche disegnate delle croci o altri simboli, proprio come ancora oggi avviene soprattutto nelle comunità ortodosse o cristiano-orientali.

Un altro motivo sta nel fatto che durante la Quaresima, che precede la Pasqua, ai cristiani orientali era vietato non solo mangiare la carne, ma anche le uova: dal momento che le galline continuavano però a deporne, si decise di bollirle, in modo da renderle sode, e poi decorarne il guscio.

Dal sacro al profano

Col passare del tempo si è passati dal sacro al profanoBROKER-Alamy

Col passare del tempo la consuetudine di dipingere le uova mutò: ai simboli e alle immagini sacre si sostituirono anche disegni "laici", che nulla avevano a che fare con la tradizione religiosa e i colori diventarono sempre più vivaci. Tra il XVIII e il XIX secolo, poi, iniziarono a fare la loro comparsa i primi giocattoli a forma di uova e le prime confezioni ricoperte di seta colorata a forma di uova.

Le "preziose" uova russe

Dalle uova di gallina a oggetti preziosi, fatti d'oroFairfax Media via Getty Images

Le uova diventarono anche regali preziosissimi e costosissimi, come quelle di Fabergé, costruite in oro e altri metalli preziosi, con decorazioni realizzate da abilissimi orafi, e destinate agli zar di Russia tra il 1885 e il 1917.

Le uova di cioccolato

Poi è arrivato il cioccolatoLAMB-Alamy

Ma quando fecero la loro comparsa le uova di cioccolato? Perché a oro o altri materiali si sostituisse dello squisito cioccolato, che rendesse le uova "appetitose" oltre che belle, si dovrà attendere l'idea di una azienda dolciaria inglese tutt'ora attiva: la Cadbury. Dopo che il chimico olandese van Houten ebbe l'idea di realizzare il cioccolato, partendo dalla polvere di cacao, la Cadbury nel 1875 creò il primo uovo di cioccolato vuoto all'interno (in Francia e Germania esistevano già alcuni cioccolatini a forma di ovetti con l'interno pieno). All'interno venne inserita poi una "sorpresa", che all'epoca consisteva in un ripieno di mandorle dolci.

Le sorpresine

Successivamente sono state inserite piccole sorprese, prima di arrivare a quelle più modernewsr-Alamy

Ma prima di arrivare alle moderne uova di cioccolato, si dovette attendere il passaggio all'uso del cioccolato al latte (sempre ad opera dei fratelli Cadbury, nel 1905, mentre in Svizzera esisteva già da diversi anni). Grazie alla tecnologia di inizio '900, infine, anche la realizzazione delle uova di cioccolato cambiò radicalmente, arrivando alla produzione delle moderne versioni, dotate di sorpresine per ogni genere, gusto ed età.

E in Italia?

La "caccia all'uovo" è particolarmente sentita nei paesi anglosassoniPeter-Titmuss-Alamy

Se si va all'estero, però, ci si rende presto conto che le uova di cioccolato non sono poi così diffuse: mentre la eggs hunt, la caccia all'uovo è tipica della tradizione anglosassone, il cioccolato solitamente non ha forma di uova, bensì di coniglietti. Secondo alcune leggende, infatti, l'idea di realizzare uova di cioccolato, dedicate soprattutto ai più piccoli, risalirebbe all'inizio del '900, quando il cacao americano arrivò alla corte del Duca Emanuele Filiberto di Savoia a Torino. Nella città piemontese, infatti, nascerà la prima cioccolateria italiana, e l'intero Piemonte ancora oggi rimane la regione "patria del cioccolato". Nel 1806 nasceva infatti il gianduia.

Da Torino a Perugia...E ritorno

Torino e il Piemonte sono la patria del cioccolato italianoPACIFIC-PRESS-Alamy

E' invece a Perugia che nascono i famosi "Baci", inizialmente chiamati "Cazzotti" per la loro forma. Come ricostruito da Mario Marsero, storico delle industrie dolciarie piemontesi, nel suo libro Dolci delizie subalpine, poi, intorno al 1920 la Casa Sartorio di Torino brevettò per la prima volta un sistema per modellare con il cioccolato le forme vuote, mentre nel 1925 vennero introdotte le prime sorprese, che inizialmente erano animaletti di zucchero o confetti. Via via comparvero anche oggetti più preziosi e giocattoli di piccole dimensioni. E' nel 1974 che arriva infine l'ovetto Kinder, nato proprio in Piemonte da un'idea di Michele Ferrero, che disse: "Sapete perché ai bambini piacciono tanto le uova di Pasqua? Perché hanno le sorprese dentro...Allora, sapete cosa dobbiamo fare? Diamogli la Pasqua tutti i giorni".

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Eleonora Lorusso

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne all’università Cattolica con la specializzazione in Teoria e Tecnica dell’Informazione, è giornalista professionista dal 2001. Ha lavorato con Mediaset, Rai, emittenti radiofoniche come Radio 101 e RTL 102,5, magazine Mondadori tra i quali Panorama dal 2011. Specializzata in esteri e geopolitica, scrive per la rivista di affari internazionali Atlantis, per il quotidiano La Ragione e conduce il Festival internazionale della Geopolitica europea dal 2019. Dal 2022 vive negli USA.

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