iStock
Lifestyle

Oggi è primavera. Oggi possiamo rinascere migliori

Siamo in un periodo difficile di paure e ansie. Ma la natura oggi si risveglia e forse noi con lei

Impotenti davanti alla tragedia Mondiale che stiamo vivendo, in piena Pandemia, travolti da Covid-19 e dalla paura di questa avanzata invisibile di sofferenza e morte, ci stiamo perdendo l'arrivo della primavera che quest'anno cade un giorno prima: "colpa" degli anni bisestili che hanno introdotto un giorno in più ogni 4 anni grazie alla riforma del calendario voluta da papa Gregorio XIII, che anticipa l'equinozio alle alle ore 4,50 italiane di Venerdì 20 Marzo e coincide con la Giornata internazionale della felicità (quella, però, cade sempre il 20 marzo: è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2012).

Che la natura, ancora una volta, abbia voluto darci un segnale?

Il nostro stato d'animo in questo momento è quanto mai lontano dal sentimento della felicità, sopraffatto dalla paura, dallo sconforto, dall'impotenza, dallo scoraggiamento che ci offuscano la mente e non ci fanno ammirare i colori ed i profumi che ci annunciano l'imminente arrivo della Primavera.

L'equinozio ci dice che pian piano la luce vincerà sul buio, inizieranno temperature gradevoli e la natura si vestirà con dei colori bellissimi, ma ricordiamoci che la primavera è uno stato d'animo, la voglia di rinascita interiore e mai come ora abbiamo bisogno di tutto questo. Da sempre era il momento delle passeggiate nelle strade bianche, dei pic nic, delle scampagnate tra amici, delle feste paesane, della voglia di stare insieme in allegria finalmente all'aperto a poter godere delle bellezze della natura e, perché no, dell'inizio di tante storie d'amore. Ed invece siamo stati messi davanti ad una prova importante. Nella vita prima o poi arriva qualcosa a scompaginarti i piani che ti eri fatto, a farti saltare tutte le certezze, delle volte è un ciclone che ti travolge e ti fa vivere un sogno, altre volte è un uragano che spazza via tutti i piani e non ti rimane che adattarti e cercare di trovare il meglio di quello che resta.

L'Equinozio di primavera celebra il ritorno alla vita, l'ascesa della Dea dagli Inferi, celebra la fertilità della terra, segna proprio il momento dell'unione in un simbolismo cosmico, legato al risveglio della Natura; a ciò si ricollega il tema del matrimonio fra una divinità maschile, appartenente alla sfera solare, ed una femminile, legata alla Terra o alla Luna. Il Dio Sole si accoppia, infatti, con la Giovane Dea Terra. In questo giorno venivano accesi dei fuochi rituali sulle colline e, secondo la tradizione, più a lungo rimanevano accesi, più fruttifera sarebbe stata la terra. In questo giorno venivano, solitamente irrigati i campi, mentre i Druidi, sfruttando la corrispondenza perfetta tra ore solari e ore notturne, celebravano i loro Riti.

Ma allora, quale messaggio avranno voluto darci gli astri nel far coincidere l'equinozio di primavera con la Giornata della Felicità?

Secondo me abbiamo perso la "strada maestra": l'umanità è impegnata in una corsa assurda alla alla ricchezza, suda e litiga (in lotta tutti gli uni contro gli altri) per accaparrarsi un potere che non esiste e dei beni materiali che non aiutano a vivere felici, mentre si sono persi di vista i rapporti umani ed i valori veri.

Anche in Toscana, culla del Rinascimento, stiamo pian piano dimenticando le buone abitudini, la sveglia al "canto del gallo" o il suono delle campane per segnare l'ora di pranzo sono solo un lontano ricordo. I circolini di paese dove ritrovarsi a giocare e fare quattro chiacchiere tra amici stanno pian piano scomparendo e suonare al vicino di casa per portare con orgoglio le primizie appena colte dall'orto sono gesti sempre più rari.

Dove sono finiti l'onore, l'orgoglio, la solidarietà e la condivisione? Cerchiamoli, troviamoli perchè sono gli unici a renderci "Felici". Dobbiamo tutelare e promuovere questo immenso patrimonio di valori che ci sono stati tramandati al pari delle opere d'arte che troviamo nei nostri bellissimi musei, ed in questo momento di smarrimento dobbiamo ripartire proprio da ciò, cercare di ritrovare la strada della tolleranza, della condivisione, imparare ad essere felici per le piccole cose e poi "Quando siete felici fateci caso" diceva Kurt Vonnegut.



E' il momento del coraggio, ma non c'è coraggio senza orgoglio e senso civico, quel senso di appartenenza ad una comunità che ha una grande storia, ed io lo vedo riflesso ogni giorno negli occhi dei vignaioli, che con passione ed amore coltivano sogni e speranze.
Zygmunt Bauman affermava che "Non è vero che la felicità significhi una vita senza problemi. La vita felice viene dal superamento dei problemi, dal risolvere le difficoltà. Bisogna affrontare le sfide, fare del proprio meglio. Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a controllare le sfide poste dal fato, ci si sente persi se aumentano le comodità".Per concludere queste mie riflessioni in un momento così delicato, ho trovato una una grande frase di Gandhi che riassume tutto quello che ho in testa e che io non riesco a dire così bene neppure con 100.000 parole "Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre… Ma non può contenere la primavera"





Ti potrebbe piacere anche

I più letti