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La tempesta perfetta: lo speciale di Rai1 su Vasco Rossi è già un cult

Intervista a Giorgio Verdelli, l'autore e regista dello speciale di tre ore in onda mercoledì 1° luglio che racconta il mega concerto del rocker al Modena Park, tre anni fa. Tra le guest star, Laura Pausini, Elena Sofia Ricci, Luca Zingaretti, Francesco Montanari e Vinicio Marchioni

Tutti vorrebbero raccontare Vasco Rossi, ma in pochi ci riescono. Tra questi c'è Giorgio Verdelli, il «cantore dei cantanti», regista e produttore che il 1° luglio porterà su Rai 1 in prima serata La Tempesta perfetta, lo speciale sul concerto evento di Vasco al Modena Park, nel 2017. «Non sarà una semplice replica. Al centro c'è un'intervista inedita con Vasco che racconterà il concerto e i momenti più emozionanti», anticipa a Panorama.it Verdelli - autore del programma cult Unici - rivelando come ha fatto a convincere il rocker a imbastire quest'ambizioso progetto, nel quale interverranno anche Laura Pausini, Elena Sofia Ricci e Luca Zingaretti.

Partiamo dal titolo: perché La tempesta perfetta?

«Sono sincero: non mi veniva il titolo, ho pensato alle cose più strane ed ero tentato da Io sono ancora qua, ma a Vasco non piaceva l'idea di essere considerato uno statico. Una notte mi sono ricordato le sue parole dopo quel concerto: "È stata proprio una tempesta perfetta". Glie l'ho proposto e lui si è gasato».

Una sintesi efficace di un evento memorabile.

«Quella notte il grande rock entrava nella vita di tre generazioni raggiungendo la perfezione espressiva. Quarant'anni di carriera festeggiati davanti a 240 mila persone: il 1° luglio del 2017 Modena è diventata la nona città d'Italia, raddoppiando per qualche giorno il numero di abitanti».

Che impressione fa vedere 240 mila persone ammassate in pieno divieto di assembramenti?

«Fa molto bene e molto male, come dice Elena Sofia Ricci nel suo intervento. Speriamo che questi super assembramenti si possano presto tornare a fare. Perché, come dice Laura Pausini – che Vasco chiama "la Pausella" e che conosce dai tempi in cui suo padre suonava nei locali – nel contributo che ci ha inviato, ci sono migliaia di lavoratori "invisibili" che lavorano dietro le quinte dello spettacolo e che vanno sostenuti».

Che cos'è La tempesta perfetta?

«È un racconto inedito, non una semplice replica, che né Vasco né i suoi collaboratori volevano. Sono onorato che Rai 1 abbia accettato la mia idea, che segue un linguaggio inusuale per personaggi, idee e temi. Non mancherà una panoramica sui suoi esordi e sui momenti importanti della sua vita, e punti di vista inediti: un carcere femminile, la visita a casa di un disabile, una scuola dove la maestra insegnava ai bambini a cantare Vasco».

La spina dorsale è però l'intervista a Vasco.

«Regge il filo conduttore, apre lo speciale e lo punteggia con momenti intensi e forti, persino politici in senso lato. Il pubblico si stupirà a sentirlo parlare di regole e di quanto non gli piaccia la furbizia all'italiana».

A lui è piaciuto questo speciale?

«Vasco ha visto la prima parte, di trentasette minuti, i suoi collaboratori tutto e hanno dato il via libera. Del resto il mio obiettivo è rispettare la musica e i musicisti».



La cosa che ti ha fatto emozionare di più lavorando al programma?

«Lo straordinario supporto dei suoi fan, che sono ormai diventati dei consulenti primari. Ha un "popolo" che lo segue, sono quasi un partito. Una partecipazione e un affetto così clamorosi forse li ha solo Renato Zero».

La voce narrante de La tempesta perfetta è di Vinicio Marchioni, ma ci saranno anche la Ricci, Francesco Montanari e Luca Zingaretti: che ruolo avranno?

«Faranno degli interventi. Tutti hanno un nesso con Vasco oltre che una spiccata sensibilità musicale. Alcuni reciteranno i testi delle sue canzoni, che sono letteratura in sintesi, complice il suo stile minimalista che narra per immagini in maniera efficace».

Come si conquista la fiducia dei big come Vasco, che da quarant'anni si fa seguire da uno staff ristrettissimo?

«Intanto sono un appassionato di musica, vado ai loro concerti, nasco in un ambiente musicale napoletano – ho frequentato a lungo sia Pino Daniele che Edoardo Bennato - e ho avuto l'accesso ai grandi musicisti. Tra cui Vasco, che mi conosce e sa come lavoro».

Come lavori?

«Cerco di connettere un certo tipo di giornalismo musicale – spesso troppo criptico – e una divulgazione che arrivi al grande pubblico. La mia ricetta è vicina è quella a quella di un maestro come Gianni Minà, il mio racconto è in bilico tra ciò che tutti sanno e quello che nessuno sa. E poi sono autarchico, non faccio parte del circo televisivo, racconto solo gli artisti che mi piacciono, di cui non necessariamente sono fan».

È vero che stai lavorando a uno speciale sull'indimenticabile Giorgio Faletti?

«Sì, da tempo, perché l'idea piaceva a Carlo Freccero. Ci tengo parecchio, è una cosa che considero necessaria: lo conoscevo e lo stimavo molto e ho due interviste inedite che mi permetteranno di raccontare che personaggio complesso e complicato fosse. Per questo è una sfida bellissima».

Lo vedremo su Rai 2?

«Non so nulla, nemmeno di Unici. Ho parlato con Coletta e Di Mare, mentre Di Meo non l'ho visto e mi sembra strano. Le logiche Rai non sono facilmente decifrabili ma per fortuna ho molto lavoro».

Un desiderio ancora da realizzare?

«Molti. Vorrei raccontare Jannacci, De Gregori, Neil Young e poi narrare i luoghi della musica uscendo dalla monografia, visto che adesso la stanno facendo tutti. Io continuo a lavorare da artigiano: dev'esserci sempre un filo conduttore, una chiave nel racconto che lo renda diverso da tutto il resto».

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