Musica

Addio a Peter Green, il bluesman che ha fondato i Fleetwood Mac

ll grande chitarrista sostituì Clapton nei Bluesbreakers prima di fondare la storica band con Mick Fleetwood e John McVie: è morto nel sonno a 73 anni

Il mondo del rock piange oggi la scomparsa, a 73 anni di Peter Green, uno dei più influenti chitarristi blues inglesi, l'anello di congiunzione tra Eric Clapton (di cui prese il posto nei Bluesbreakers di John Mayall) e Jimmy Page. "E' con profonda tristezza che la famiglia di Peter Green annuncia la sua morte, avvenuta pacificamente nel sonno", si legge in una nota rilasciata dalla famiglia. Nato a Londra il 29 ottobre 1946, Peter Allen Greenbaum è stato uno dei fondatori dei Fleetwood Mac, band che univa i cognomi del batterista e del bassista, con cui aveva militato nei Bluesbreakers, Mick Fleetwood e John McVie. Cantautore e chitarrista di eccezionale talento, Green è stato fondamentale nel creare, attraverso la sua leggendaria Les Paul Standard del 1959, il sound di brani indimenticabili come Albatross, The Green Manalishi e Black Magic Woman, quest'ultima portata al grande successo grazie alla versione di Carlos Santana nel 1970. Dopo cinque album con i Fleetwood Mac, il chitarrista abbandonò il gruppo nel 1970 a causa dei suoi gravi problemi con LSD, che lo porteranno nel 1977 al ricovero in ospedale psichiatrico per schizofrenia, allucinazioni e paranoia.

Nel mezzo troviamo la pubblicazione del primo album The end of the game, psichedelico, folle e traboccante di idee, un'esperienza come barelliere in un ospedale, la fuga in Bangladesh, poi in un kibbutz israeliano, fino all'arresto per possesso di armi. I suoi difficili rapporti con la fama e con il successo furono mirabilmente raccontati in Man Of The World, uno dei suoi brani più memorabili, pubblicato nell'aprile del 1969. Green tornò a suonare in un disco dei Fleetwood Mac, Tusk, con la formazione-tipo con Lindsey Buckingham, Stevie Nicks e Christine McVie, anche se il suo contributo non fu registrato. All'inizio degli anni Novanta il chitarrista intraprese un lungo tour con il suo gruppo Peter Green Splinter, accolto ovunque da grande affetto, ma era evidente che il suo tocco magico era ormai svanito. Nel 1998 Green fu inserito ufficialmente nella Rock and Roll Hall of Fame, il suggello di una carriera breve e travagliata, ma straordinariamente intensa.

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