Tasse

Le nuove regole della web tax

Il provvedimento sull’imposta dell’online è stato riscritto alla Camera grazie a un emendamento dell’onorevole Boccia

Francesco_Boccia

Giuseppe Cordasco

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Nell’ambito della discussione sulla legge di stabilità in corso alla Commissione Bilancio della Camera, come forse prevedibile, il provvedimento sulla web tax è stato radicalmente rivisto e riscritto. Con un emendamento di Francesco Boccia, presidente della stessa Commissione infatti, l’impianto della tassa che colpirà le attività online cambia in maniera significativa.

Possiamo dire addirittura che forse, una delle poche cose che resta confermata, è l’entrata in vigore delle nuove regole, fissata per il 2019. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i cambiamenti più significativi rispetto alle norme approvate precedentemente in Senato con la versione della web tax presentata a suo tempo dal senatore Mucchetti.

Aliquote e gettito

Il primo, e forse più importante cambiamento riguarda l’aliquota della web tax, che passa dal 6% della prima versione, al 3%. Un calo che però non produrrà effetti negativi sul gettito, che anzi aumenterà, grazie a una variazione della base imponibile.

Secondo le stime della Commissione Bilancio infatti il gettito complessivo sarà di 190 milioni l'anno, ben 76 milioni in più di quanto previsto con la versione 'Mucchetti' approvata dal Senato. La base imponibile, si legge nella relazione tecnica, è stata infatti valutata in 6,34 miliardi, tre volte la sola base imponibile (oltre 2 miliardi) della pubblicità online, in trend di crescita medio dell'8%.

Alla pubblicità vanno poi aggiunti gli altri servizi, che andranno individuati con un decreto del ministero dell’Economia entro aprile, compresi data analytics, cloud computing e sistemi di integrazione Ict.

Dal credito d’imposta alla ritenuta

L’altra modifica sostanziale è poi quella che fa saltare il meccanismo del credito d'imposta, visto che la nuova imposta sulle transazioni digitali sarà prelevata con l'applicazione di una ritenuta.

Prevista poi anche una misura 'salva' Pmi e start up, dato che l'obbligo di versamento delle imposte scatterà quando in un anno solare saranno state effettuate almeno 3.000 transazioni digitali. Una conferma del fatto che la web tax è rivolta soprattutto ai grandi gruppi commerciali dell’online.

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