Equitalia, sanatoria slitta al 31 luglio. Ecco chi può sfruttarla

Coloro che si erano visti interrompere un piano di rientro perché non in regola con i pagamenti, possono chiedere una nuova rateazione

– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Continua la strategia di riavvicinamento di Equitalia ai contribuenti, ai quali in questi ultimi tempi sono stati concessi, anche grazie all’intervento diretto del Parlamento, strumenti di rientro da ritardati pagamenti meno onerosi. Dopo le recenti proroghe della sanatoria che ha permesso a migliaia di contribuenti una più sostenibile dilazione degli arretrati, ecco arrivare l’ultimo, in ordine di tempo, appello per i ritardatari più ostinati. E’ in vigore infatti la norma che consente a coloro che si erano visti interrompere un piano perché non in regola con i pagamenti, la possibilità di richiedere una nuova rateazione come previsto dal Decreto Irpef.

EQUITALIA, PROVE DI NORMALIZZAZIONE

Per farlo, i contribuenti interessati, dovranno utilizzare un modulo specifico disponibile sul sito di Equitalia e che proprio in queste ore è stato finalmente reso disponibile a chi volesse scaricarlo. E’ bene sottolineare inoltre che la sanatoria in questione può essere utilizzata solo da chi sia decaduto dal beneficio, omettendo il pagamento di qualche rata arretrata, entro il 22 giugno 2013. La richiesta inoltre deve essere presentata entro il prossimo 31 luglio 2014, seguendo le modalità spiegate sullo stesso sito di Equitalia, cliccando nella sezione denominata: “rateizzare”.

CONTRIBUENTI, IL FISCO ALLENTA LA PRESSIONE

Questi nuovi piani di rientro, dedicati a chi in passato non è stato puntuale nei pagamenti delle rate già definite, presentano però, è bene evidenziarlo, delle condizioni molto più stringenti: innanzitutto non sono prorogabili e poi  hanno un requisito relativo alla decadenza del beneficio più rigoroso di quelli ordinari: basta infatti saltare anche solo due rate, anche non consecutive, e scatta l’esclusione definitiva dal beneficio della nuova rateizzazione. Per apprezzare la differenza rispetto ai piani ordinari di rientro, a cui possono accedere in ogni caso i contribuenti che ne facciano richiesta e le cui condizioni siano ritenute idonee da Equitalia, ricordiamo quali sono i piani ordinari attualmente disponibili presso l’ente di riscossione.

MA EQUITALIA CONTINUA A FAR PAURA

In pratica sono due le strade che si possono seguire,o per meglio dire, per le quali si può fare richiesta di adesione: un piano in 10 anni che prevede il versamento dilazionato in 120 rate, oppure quello in sei anni con 72 rate. In entrambi i casi la normativa prevede che si possa arrivare a saltare fino a 8 rate, anche non consecutive, per decadere dal beneficio. Come si vede dunque una differenza non da poco rispetto ai soli due mesi di cui beneficerà che deciderà di aderire all’ultima sanatoria più sopra ricordata.

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