Draghi fa la riforma del catasto senza la Lega
(Ansa)
Draghi fa la riforma del catasto senza la Lega
Tasse

Draghi fa la riforma del catasto senza la Lega

I ministri di Salvini lasciano la cabina di regia: «Noi avvisati all'ultimo di una cosa non prevista». Draghi presenta la Legge Delega e promette che le tasse sulla casa non aumenteranno (fino al 2026)

Il governo Draghi ha tirato dritto presentando in conferenza stampa i punti principali su cui si baserà la riforma fiscale ma deve incassare il no, secco, della Lega. Sono due gli aspetti che il Presidente del Consiglio ha tenuto a precisare, prima di entrare nel merito delle misure. Il primo riguarda il fatto che «questa legge è una legge delega, è molto generale, e poi andrà riempita dai contenuti. Sui decreti delegati ci saranno ulteriori momenti di confronto. Questo è molto importante perché uno più avere la sensazione che questa sia l'ultima parola che avrà sul fisco».

Il secondo riguarda invece il catasto: «Il governo si impegna ad accatastare tutto quello che non è accatastato. Nessuno pagherà di più o di meno. E un'operazione di trasparenza ma non cambia l'imposizione fiscale sulle case e sui terreni». Temi sui quali il Matteo Salvini, ha una visione diametralmente opposta. E infatti, durante la conferenza stampa a Montecitorio il leader della Lega ha chiarito come «la delega approvata oggi è diversa da quello che ha approvato il Parlamento. Draghi dice che magari ci sarà fra qualche anno la riforma, io però ti do mandato a ottobre 2021 per aumentarmi le tasse. Io mi fido di Draghi, ma tra un anno non c'è più lui premier e arriva qualcuno che tassa anche l'aria che si respira, e agli atti rimane una delega in bianco del Cdm”. Aggiungendo anche che «tassare la casa in questo momento sarebbe una follia. In questo momento, fra un anno o due, significa bloccare l'edilizia adesso. A Confindustria Draghi ha detto noi non togliamo soldi dalle tasche degli italiani ma ce li mettiamo. Perfetto, la riforma del catasto non c'entra. Non c'è nulla sulla rottamazione delle cartelle esattoriali, nulla sulla rateizzazione di saldi e acconti, nulla sulla flat tax, anzi peggio: si ipotizza l'aumento dal 15 al 23% della mini flat tax che ha dato ossigeno a centinaia di migliaia di partite Iva. Su un documento cosi' importante, dato mezz'ora prima, che si discosta da quanto approvato dal Parlamento, e prevede, stando ad alcune associazioni aumenti fiscali, il consenso della Lega non c'è».

I punti cardini della Legge delega

Il testo approvato dal consiglio dei ministri va dunque a tracciare i confini entro cui il governo dovrà operare tramite i vari decreti successivi, che entreranno nel merito delle singole questioni. I macro obiettivi della riforma fiscale sono tre. Il primo riguarda la crescita dell'economia, attraverso l'aumento dell'efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall'impiego dei fattori di produzione. Il secondo tocca la razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario italiano, la progressività, e l'eliminazione dei "micro-tributi" con gettito trascurabile per l'Erario. E infine il terzo punto riguarda la riduzione dell'evasione ed elusione fiscale.

Per realizzare tutto questo si sono sviluppati diverse aree tematiche di revisione. La prima è rappresentata dal sistema nazionale della riscossione. Qui gli obiettivi riguardano la riformulazione dell'attuale sistema di remunerazione dell'agente di riscossione, l'eliminazione dei duplicati normativi e la creazione di un nuovo modello organizzativo che superi la divisione tra Agenzia delle entrate e Agenzia delle entrate – Riscossione.

Secondo pilastro è l'imposta personale sui redditi. In questo caso si vuole andare verso il completamento del sistema duale che prevede l'applicazione della medesima aliquota proporzionale di tassazione sia sui redditi derivanti dall'impiego del capitale (anche nel mercato immobiliare), che su quelli direttamente derivanti dall'impiego del capitale nelle attività di impresa e di lavoro autonomo svolte da soggetti diversi da quelli a cui si applica l'imposta sul reddito delle società (Ires). Il ministro dell'economia, Daniele Franco, durante la conferenza stampa ha precisato come un punto importante, all'interno del capitolo Irpef, sia rappresentato dal cuneo fiscale sul lavoro. Nel testo della Legge delega è infatti spiegato come l'insieme di queste norme hanno il fine di «incentivare l'offerta di lavoro e la partecipazione al mercato del lavoro da parte dei giovani e dei secondi percettori di reddito (tipicamente le donne), nonché per promuovere l'attività imprenditoriale e l'emersione degli imponibili". Per completare il tutto Franco ha anche spiegato come ci sarà una revisione delle deduzioni e delle detrazioni, "tenendo conto della loro finalità e dei loro effetti sul piano della equità ed efficienza dell'imposta”.

Terzo punto è la revisione dell'Ires e della tassazione di impresa. Su questo il ministro dell'economia ha sottolineato come si deve dare molta importanza al «rafforzamento del processo di avvicinamento tra valori civilistici e fiscali». L'obiettivo di questa revisione è inoltre anche quello di eliminare gli ostacoli alla crescita dimensionale delle realtà produttive più piccole. «La delega fiscale ha come fine quello di pervenire all'applicazione di un'unica aliquota proporzionale di tassazione dei redditi derivanti dallo svolgimento dell'attività d'impresa», si legge nel documento approvato nel Cdm. Sempre lato imprese è previsto inoltre il graduale superamento dell'Irap.

Quarto tassello sarà rappresentato dalla razionalizzazione dell'Iva e delle imposte indirette. Per quanto riguarda l'imposta sul valore aggiunto si ha l'ambizione di ripensare l'intera struttura, semplificare il tributo e ridurre anche i livelli di evasione che si aggirano intorno ai 30 miliardi l'anno. Per le imposte indirette sulla produzione e i consumi energetici, si dovrà invece essere coerenti con il "Green deal" europeo e gli obiettivi preposti.

E infine la revisione del catasto. Il governo vorrebbe da una parte poter modificare la disciplina relativa al sistema di rilevazione catastale degli immobili, prevedendo strumenti, «da porre a disposizione dei comuni e dell'Agenzia delle entrate, secondo il paradigma dell'interoperabilità dei rispettivi sistemi informativi, per facilitare e accelerare l'individuazione, anche attraverso metodologie innovative: degli immobili non censiti», si legge nel testo. E dall'altra dare il via ad un'integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati, in tutto il territorio nazionale. Stando alle parola di Draghi queste modifiche non andranno a toccare le imposte. E dunque gli italiani non dovrebbero percepire nessun tipo di cambiamento né in positivo né in negativo.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti