Perché S&P's ha bocciato l'Italia

L'agenzia di rating teme per il livello del debito e giudica negativa l'abolizione dell'Imu e il mancato rialzo dell'Iva

Standard&Poor's

La sede Standard&Poor's a New York – Credits: EPA/JUSTIN LANE

Ilaria Molinari

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Non aumentare l'Iva di un punto percentuale e abolire l'Imu sulla prima casa significa far mancare alle casse dello stato oltre 6 miliardi di euro. Troppi. O comunque abbastanza per considerare "potenzialmente a rischio" la tenuta degli obiettivi di bilancio per il 2013. È con questa sentenza che l'agenzia di rating Standard&Poor's ha tagliato il nostro rating (ovvero il giudizio sulla capacità del nostro Paese di restituire i debiti contratti, come per esempio ripagare i titoli di stato) da BBB+ a BBB con una previsione (outlook) negativa. Cosa significa? Che molto probabilmente il giudizio sull'Italia peggiorerà ancora. E presto.

Il voto arriva alla vigilia del vertice di Governo che si tiene oggi su Imu, Iva e tasse e dopo che già il Fondo Monetario Internazionale aveva lanciato il suo warning sulla pericolosità di un mancato gettito sulla stabilità dei conti dello Stato italiano. E certo non fa bene al Paese.

Si basa comunque su precisi riferimenti allo Stato di salute della nostra economia.

- il prodotto interno lordo era cresciuto dello 0,5% nel 2011, per poi scendere al -1,4% di marzo e al -1,9% delle ultime previsioni.

- il rapporto debito/pil nel 2013 salirà fino al 129%. Difficile, anzi molto rischioso, agire sull'Imu abolendo quella sulla prima casa e non alzare l'Iva a discapito delle tasse sul lavoro che, quelle sì, andrebbero ridotte.

- il costo del lavoro è salito negli ultimi anni, invece di essersi contenuto; il mercato del lavoro è rigido, fermo, in paralisi.

- la produttività è peggiorata senza alcun tipo di proposta reale per contrastarne la crisi.

Con questa ennesima bocciatura (S&P's aveva già abbassato il rating sull'Italia a gennaio del 2012 da A a BBB+) tutte e tre le agenzie di rating sono allineate nel giudicare l'Italia un paese a rischio, un "sorvegliato speciale" come ha dichiarato proprio ieri anche il Presidente del Consiglio Enrico Letta. Per le altre due società, Moody's e Fitch, siamo infatti un Paese che merita rispettivamente il Baa2 e il BBB+ che, tradotto in termini semplici, significa essere a un passo dall'essere considerati junk, ovvero "spazzatura".

Al Governo evitare che questo accada.
MA A VOLTE LE AGENZIE DI RATING SBAGLIANO

CHI CONTROLLA LE AGENZIE DI RATING

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