Investimenti: cosa aspettarsi nel 2014, con la Cina a rischio-bolla e l'Europa in mezzo al guado

Ecco i fattori che peseranno sui mercati nei prossimi mesi, senza però danneggiare troppo le azioni. Parola di esperti

– Credits: Carlo Carino/Imagoeconomica

Andrea Telara

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Gli Stati Uniti in ripresa, l'Europa ancora in mezzo al guado e la Cina che rischia una bolla immobiliare. Sono i tre fattori che, secondo diversi esperti delle case d'investimento, condizioneranno nel bene e nel male le performance dei mercati borsistici, durante i prossimi mesi. Nonostante questa incognite, però, tra gli esponenti della comunità finanziaria permane un cauto ottimismo sulle prospettive del settore azionario.

IN BORSA SI', MA CON PRUDENZA

Questa, almeno, è la visione espressa da John Greenwood, capo economista della società di gestione Invesco e da Pu Yonghao, responsabile per gli investimenti nella regione dell'Asia-Pacifico di Ubs Wealth Management, che si sono confrontati in una tavola-rotonda durante l'ultima edizione dell'Asian Financial Forum di Hong Kong. Assieme a loro, c'era pure Simon Smiles che in Ubs Wealth management cura le strategie d'investimento per i clienti più ricchi (quelli che, in gergo finanziario, vengono classificati nel segmento Ultra High Net Worth). Riguardo al settore azionario, Smiles ha fatto sapere che la sua società tiene attualmente una posizione “long”, cioè punta su un rialzo dei listini nei prossimi mesi.

Sulla stessa lunghezza d'onda è anche Greenwood che, in questo momento, preferisce soprattutto le borse americane ed europee a quelle dei paesi emergenti, per una ragione molto semplice: nel Vecchio Continente e negli Stati Uniti, è arrivata o sta arrivando la ripresa economica, che si accompagnerà a una crescita dei profitti delle imprese, non ancora pienamente incorporata nei prezzi dei titoli sui listini. Le occasioni per guadagnare con le azioni, insomma, oggi non mancano di certo. Meglio, però, non farsi prendere da troppo facili entusiasmi perché, a ben guardare, le insidie per gli investitori sono sempre in agguato.

L'INCOGNITA-CINA 

In particolare, Greenwood ha ripetuto sull'Europa quello che va dicendo da tempo: non è affatto escluso che, nell'arco dei prossimi 3 o 5 anni, una o due nazioni di Eurolandia siano costrette ad abbandonare l'Unione Monetaria. Il riferimento è alla Grecia e al Portogallo, che sono i paesi più vulnerabili, mentre per tutti gli altri membri dell'Eurozona c'è la reale prospettiva che piombino in una spirale di deflazione, cioè di un calo generalizzato dei prezzi che rischia di affossare l'economia. Yonghao, invece, ha ricordato le insidie che arrivano dalla Cina, dove i prezzi delle case si muovono ormai in “un territorio da bolla immobiliare”. Sulle prospettive del mercato del mattone in tutta l'Asia, l'economista di Ubs non sembra molto ottimista: “ negli ultimi 4 o 5 anni, l' investimento in immobili ha dato grandi risultati, che tuttavia non possono durare in eterno”, ha detto Yonghao, sottolineando come le quotazioni delle case siano già in calo in alcuni mercati come quelli di Singapore e di Hong Kong. Con questi chiari di luna, insomma, meglio stare in guardia.

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