Mondiali 2014 in Brasile: gli effetti economici che (non) ci saranno

Disoccupazione, corruzione, inflazione e Pil piatto: per la prima volta, secondo gli esperti, un evento sportivo rischia di non produrre effetti economici positivi sul Paese ospitante - Lo Speciale Brasile 2014

Gianluca Ferraris

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Più inflazione che crescita, più disoccupazione che indotto, più danni ambientali che riqualificazione duratura. E il rischio che questi effetti, combinati, producano conseguenze macroeconomiche negative anche nel lungo periodo. Se i mondiali di calcio sono da sempre un evento in grado di agire come moltiplicatore sull’economia del Paese ospitante, l’edizione brasiliana (al via oggi con la cerimonia d’apertura e il match inaugurale tra i verdeoro e la Croazia) rischia di essere la prima a evidenziarne, se non addirittura accentuarne, le debolezze sistemiche.

A sostenerlo è un rapporto appena pubblicato da Euler Hermes , società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, che ha analizzato l’impatto economico del grande evento sui principali indicatori del Paese ospitante sia per quanto riguarda la fase preparatoria che sul fronte delle attese future. Ecco le principali conclusioni contenute nel documento, scaricabile in versione integrale a questo link

Prodotto interno lordo. Nel periodo 2009-2014, per la realizzazione delle infrastrutture sono stati spesi 26 miliardi di real (circa 8,6 miliardi di euro, pari allo 0,5 per cento del Pil) mentre nel periodo 2010-2016 in occasione di Giochi olimpici saranno impegnati 12 miliardi di real (circa 4 miliardi di euro, pari allo 0,2 per cento del pil), che rappresentano comunque un impegno economico minimo se rapportato all’economia del Paese. Secondo le prime stime di Euler Hermes, tuttavia, l’impatto delle grandi opere è stato ancora più modesto del previsto, traducendosi in incrementi del Pil reale tra lo 0,1 e lo 0,5 per cento annuo. Meno della metà, per capirci, di quanto realizzato dalle Olimpiadi londinesi di due anni fa e dai mondiali sudafricani del 2010, dove pure non erano mancate polemiche analoghe. Ancora più basso potrebbe rivelarsi l'effetto quest’anno, visto che gli investimenti di Stato si sono concentrati soltanto sul primo semestre. Colpa dei ritardi, certo, ma anche di stime troppo ottimistiche stilate al momento dell’assegnazione nel 2007, quando il Paese era in pieno boom mentre ora ha rallentato sensibilmente.

Consumi, turismo e prezzi. Dai visitatori stranieri sciamati a Rio e dintorni per i mondiali, inoltre, arriverà soltanto uno 0,2 per cento in più di Pil: il motivo, in questo caso, è da ricercarsi nell’esplosione dei prezzi che indurrà molti turisti a risparmiare il più possibile in loco, ma anche nel fatto che la stagione estiva sconta già un moltiplicatore tradizionalmente alto. I visitatori in arrivo per le partite, insomma, saranno soltanto qualcuno di più rispetto a quelli che stagionalmente affollano le spiagge carioca. È attesa, infine, una forte tensione inflazionistica, destinata a durare ben oltre l’evento e già in atto da mesi (proprio l’aumento dei prezzi alimentari e delle tariffe energetiche è stato all’origine di molte delle proteste di piazza ). “I prezzi raggiungeranno il picco tra agosto e settembre e in media possiamo valutare intorno allo 0,5 per cento il peso aggiuntivo generato dai Mondiali di calcio sui livelli di inflazione del paese” si legge nel documento “Se includiamo anche i prossimi Giochi Olimpici, la crescita addizionale dell’inflazione sarà pari al 2,5 per cento medio fino al 2016 e l’inversione del trend di crescita è attesa non prima del 2020”.

L’eredità. Dal punto di vista ambientale la riqualificazione o la costruzione ex novo dei 12 stadi ospitanti, per non parlare delle infrastrutture, ha prodotto disastri e generato corruzione, come si legge da tempo un po’ ovunque. Ma quel che è peggio è che sul piano dell’indotto lascerà sul terreno pochissimi posti di lavoro duraturi, con un effetto volano praticamente inesistente che Euler Hermes stima dello 0,7 per cento su base quinquennale. Il deficit di bilancio dello Stato, in compenso, aumenterà di oltre un punto percentuale e il totale dei crediti richiesti per le grandi opere, tra mondiali e Olimpiadi, è pari all’8 per cento dello stock di debito complessivo. Nessuna rivalutazione prevista, infine, per gli immobili, visto che su questo fronte il Brasile arriva da anni di “quasi bolla” e in molte delle città coinvolte il restyling residenziale è stato limitato ai dintorni degli impianti sportivi.

 

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