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Grecia, Samaras chiede tempo ma promette austerità

In vista dell'incontro con  il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, il premier ellenico vuole rendere più flessibili i piani di salvataggio per Atene

Il premier greco Antonis Samaras (Credits:LaPresse)

Niente sconti o sanatorie ma soltanto un po' più di tempo, “in modo da far ripartire l'economia”. E' la richiesta avanzata (in una intervista al giornale tedesco Bild) dal premier greco, Antonis Samaras , riguardo ai piani di austerity che il governo ellenico sta per mettere in atto, allo scopo di rispettare i patti con l'Europa.

TUTTO SULLA CRISI DELL'EURO

Oggi Samaras vedrà ad Atene il primo ministro lussemburghese e presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker , dando inizio a un tour diplomatico che lo porterà in giro nel vecchio Continente, per incontrare la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente della repubblica francese, Francois Hollande.

TAGLI PER  13,5 MILIARDI.

Nell'incontro con Juncker, Samaras anticiperà probabilmente i contenuti di un nuovo piano di austerity, basato su tagli alla spesa pubblica per ben 13,5 miliardi di euro (2 in più rispetto alla cifra iniziale prevista): 4 miliardi circa arriveranno dalle pensioni, più di 1 miliardo dalla difesa, 1,2 miliardi dai tagli agli ospedali e circa 1,5 miliardi dai risparmi di spesa negli enti locali e nel settore dell'istruzione. Tra il 5 e il 14 settembre prossimi, ci sarà invece ad Atene la missione della Troika , il comitato di esperti dell'Ue, del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e della Banca Centrale Europea (Bce), che dovrà esaminare nel dettaglio i provvedimenti messi in cantiere dall'esecutivo greco.

UN PO' DI RESPIRO.

Pur non rinunciando al rigore (con il rischio di sfidare nuovi moti di piazza ad Atene), Samaras chiede però un po' di clemenza sui tempi di attuazione delle misure e sui piani di restituzione dei prestiti ottenuti dall'Europa. In sostanza, per avere un po' di respiro ed evitare una rivolta sociale, Atene auspica il rinvio di un paio d'anni, fino  al 2016, degli obiettivi di risanamento dei conti pubblici, che oggi si basano sul contenimento del debito statale al 180% del Pil entro il 2014, con l'obiettivo di portarlo al di sotto del 150% prima del 2020.

LE APERTURE DI BERLINO.

L'incontro con Junker è dunque un primo banco di prova importante per Samaras che, intanto, sta già incassando qualche timida apertura dalla Germania, da cui dipendono in gran parte le sorti di della Repubblica Ellenica all'interno di Eurolandia. “Sono contrario ad aumentare gli aiuti alla Grecia ma c'è la possibilità di un anticipo dei pagamenti previsti a favore di Atene”, ha dichiarato per esempio Michael Meister, vice-capogruppo della Cdu/Csu (il partito della Merkel) al parlamento di Berlino. Disponibile a  concedere un po' più tempo alla Grecia si è detto anche Christian Lindner, capo dei liberali del Nordreno-Westfalia ed esponente di spicco del partito oggi alleato con la cancelliera. La nuova “clemenza” tedesca verso Atene è però subordinata ai risultati della missione della Troika del prossimo 5 settembre. Se in quell'occasione emergeranno altre novità negative nei bilanci della Grecia, la Germania sarà subito pronta a fare marcia indietro.

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