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Economia

Crisi Grecia: l'ultima proposta (e battaglia) di Tsipras

Il premier avrebbe riferito al governo che "i creditori internazionali hanno respinto alcune proposte". È il momento dell'ultimo scontro interno al partito

È iniziata l'ultima grande partita di Tsipras. Il premier greco ha riferito agli alleati di governo che "i creditori internazionali hanno respinto alcune proposte di riforma presentate da Atene per sbloccare gli aiuti necessari ed evitare il default" criticando per di più la mancanza di volontà di raggiungere un accordo. "La non approvazione delle misure compensative non è mai accaduta prima. Nè in Irlanda nè in Portogallo, in nessun posto", avrebbe detto Tsipras secondo quanto riferito dal funzionario. "Questo atteggiamento puo' solo significare due cose: o non vogliono l'accordo o sono al servizio di interessi specifici in Grecia".

Ma cosa ha proposto il governo greco? Misure per circa 8 miliardi di euro: 2 miliardi e 692 milioni per il 2015 e 5 miliardi e 207 milioni per il 2016. La proposta, come riferisce l'edizione online del quotidiano To Vima, comprende un obiettivo dell'1% di avanzo primario per il 2015 e del 2% per il 2016. Atene si impegna inoltre a cominciare gradualmente a limitare le pensioni anticipate a partire dal 2016 con l'intento di eliminarle del tutto entro il 2025 senza peraltro incidere sulle cosiddette categorie speciali (addetti ai lavori pesanti o disabili). La clausola di deficit zero per le pensioni, che produrrebbe 500 milioni di euro dai tagli, non sarà attuata. Ma ecco le prinicipali misure:

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IVA: tre aliquote

La riforma dell'Iva, che prevede tre aliquote (23%, 13% e il 6%), entrerà in vigore nel mese di luglio e ha lo scopo di generare 680 milioni di euro (lo 0,38% del Pil) nel 2015 e un ulteriore miliardo e 360 milioni (0,74%) nel 2016. Il governo intende applicare l'aliquota del 6% sui medicinali ed i libri, quella del 13% su energia, alimentari e acqua e quella del 23% su tutto il resto.

Pensioni: faro su quelle anticipate

Misure per circa 1,8 miliardi di euro saranno attuate nel sistema pensionistico, pari a circa lo 0,37% del Pil per il 2015 e all'1,05% del Pil per il 2016. Questo include le restrizioni ai pensionamenti anticipati (60 milioni di euro nel 2015 e 300 milioni di euro nel 2016), l'aumento dei contributi pensionistici (Ika) del 3,9% (350 milioni di euro nel 2015 e 800 milioni di euro nel 2016) e dei contributi per le pensioni integrative dal 3% al 3,5% (120 milioni di euro nel 2015 e 250 milioni di euro nel 2016). Saranno aumentati anche i contributi per l'assistenza sanitaria dei pensionati, dal 4% al 5% per le pensioni principali (135 milioni di euro nel 2015 e 270 milioni di euro nel 2015) e dallo 0% al 5% per le pensioni integrative (240 milioni di euro nel 2016).

Tasse su società e reddito

Le imposte sulle società e sul reddito - riferisce ancora To Vima - genereranno introiti per circa lo 0,66% del Pil per il 2015 e lo 0,58% per il 2016. In particolare, le imprese con profitti superiori ai 500 milioni di euro dovranno pagare una tassa speciale del 12%, che dovrebbe produrre 945 milioni di euro nel 2015 e 405 milioni nel 2016. A partire dal 2016 l'imposta sulle società passerà dal 26% al 29%, generando così 410 milioni, mentre l'aumento della tassa di solidarietà dovrebbe produrre 220 milioni nel 2015 e 250 milioni nel 2016.

Tagli alla difesa e nuove imposte

Ulteriori misure, del valore dello 0,5% del Pil nel 2016, includono tagli al settore della Difesa (200 milioni), imposte sulla pubblicità televisiva (100 milioni nel 2015 e 2016), aumento della tassa sul lusso e sugli yacht privati (47 milioni nel 2015 e 2016), nuove imposte su videolotterie e gioco d'azzardo elettronico (35 milioni nel 2015 e 225 milioni nel 2016) e la tassazione delle licenze di telefonia mobile (per le reti 4G e 5G) che dovrebbe generare 350 milioni nel 2016

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