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(Andrea Pattaro, Getty Images)
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Economia

Contributo a fondo perduto: come presentare la domanda

La guida pratica per capire come ottenere i contributi previsti dall'ultimo Decreto del Governo per imprese e partite Iva

A partire da oggi c'è tempo fino al 28 maggio per inoltrare online all'Agenzia delle Entrate la domanda per accedere ai finanziamenti a fondo perduto destinati alle imprese che hanno subito danni economici derivati dalla crisi sanitaria.

Il denaro messo a disposizione dal Decreto Sostegni verrà erogato direttamente sul conto corrente dei beneficiari entro 10 giorni dall'approvazione della domanda.

Come accedere al fondo

Per accedere al contributo il titolare d'impresa deve, in primo luogo, poter dimostrare di avere la partita Iva attiva al 23 marzo 2021 (esclusi gli eredi che abbiano rilevato l'attività dopo quella data), ovvero alla data di entrata in vigore del decreto. In termini di ricavi e compensi non bisogna superare la cifra dei 10 milioni di euro nell'anno 2019.

Il calo di fatturato

Bisogna, poi, aver subito cali di fatturato almeno del 30% nel primo anno della pandemia. Ai soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019 il contributo spetta anche in assenza del requisito relativo al calo di fatturato. Per calcolare a quanto denaro si ha diritto bisogna sottrarre al fatturato medio mensile del 2020 quello medio mensile del 2019 e la differenza rappresenta la quota parte in oggetto.

Le norme, si legge sul documento ufficiale, "Prevedono la creazione di 5 fasce. L'ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 e l'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2019"

Le fasce di ricavi

A seconda dei ricavi cambia la percentuale di rimborso alle perdite subite. Si parla del 60% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 non superano la soglia di 100mila euro; 50% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 100mila euro fino a 400mila; 40% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 400mila euro fino a 1 milione; 30% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 1milione di euro fino a 5 milioni; 20% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 5 milioni di euro fino a 10 milioni.

Il contributo minimo non può essere inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

L'importo del contributo riconosciuto non può in ogni caso superare 150.000 euro.

La restituzione in caso di erogazione non spettante

Dopo l'effettuato controllo da parte dell'Agenzia il denaro viene erogato secondo il modello. In caso in cui il soggetto abbia percepito il contributo in tutto o in parte non spettante - recita la legge - anche a seguito di presentazione di istanza di rinuncia, può regolarizzare l'indebita percezione, restituendo spontaneamente il contributo, i relativi interessi e versando la sanzione con applicazione delle riduzioni previste per il ravvedimento operoso".

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