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Economia

Contributo a fondo perduto alternativo: a chi spetta e come farne richiesta

È possibile inoltrare la domanda per via telematica: impresa tutt'altro che semplice

E' stata chiamata "contributo a fondo perduto alternativo" la sovvenzione varata dal Governo Draghi la cui domanda va presentata a partire da oggi unicamente online dopo aver superato quella che contribuenti e commercialisti hanno definito "una corsa a ostacoli".

Sì, perché per complicare la vita ai soliti furbetti che cercano di portare a casa più di quanto spetti loro, le regole d'accesso ai fondi sono state inasprite e quindi riuscire a rispondere a tutti i parametri e ottenere il via libera è impresa tutt'altro che semplice.

Come ottenere il contributo

Il portale dell'Agenzia delle Entrate, infatti, specifica che il modello da inoltrare per via telematica oltre alla parte compilativa riguardante i requisiti tecnici per l'ottenimento dell'agevolazione, contiene la dichiarazione sostitutiva di atto notorio con l'obbligo di compilare l'allegato elenco (quadro A) di tutti gli aiuti ricevuti sulla base dei precedenti decreti anti-Covid.

Dopo aver ricostruito l'albero genealogico delle sovvenzioni è possibile quindi inviare telematicamente la domanda a partire dal 5 luglio per chi è registrato nell'area riservata del sito "fatture e corrispettivi" e dal 7 luglio per gli altri contribuenti. Il termine ultimo per questo contributo è stato fissato al 2 settembre. In caso di errore di compilazione è possibile presentare un'istanza sostitutiva entro la spessa data però una sola volta.

A chi spetta

Il contributo in questione spetta ai soggetti che svolgono attività d'impresa, arte o professione o producono reddito agrario, titolari di partita Iva, attiva al 26 maggio 2021, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, con ricavi/compensi non superiori a 10 milioni di euro nel 2019.

Costoro devono aver subìto una perdita del fatturato medio mensile di almeno il 30% nel periodo compreso dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 rispetto al periodo compreso tra il 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020.

I criteri di pertinenza, però, non finiscono qui. Secondo quanto recita il provvedimento 175776/2021 delle Entrate di venerdì 2 luglio l'indennità spettante varia in funzione del fatto che il soggetto abbia già percepito il contributo previsto dal primo decreto Sostegni.

La variabile "Precedenti sovvenzioni"

Perché se così è la sovvenzione verrà erogata in maniera automatica per un importo pari a quello già percepito. Non solo: chi avesse già ricevuto una prima sovvenzione potrebbe aver diritto a un ulteriore integrazione del contributo "replicato" se l'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 fosse inferiore almeno del 30% rispetto all'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020.

Quanto spetta

A questo punto , però, bisogna tradurre in Euro tutta la teoria e per farlo, ancora una volta, bisogna tenere in mano la calcolatrice. Per calcolare il contributo, infatti, è necessario prendere la differenza tra le due medie mensili indicate e moltiplicarla per percentuali differenziate (dal 60% al 20%) in base ai ricavi o compensi del 2019.

Un vero rompicapo che sta scoraggiando centinaia di autonomi e partite Iva dal richiedere il contributo pubblico alternativo.

L'indennità per ricompensare le perdite subite nell'anno del Covid può essere richiesta anche da chi non ha mai messo in tasca un euro fino a oggi. I requisiti necessari sono gli stessi, quel che cambia è che le percentuali di compensazione si inseriscono in una forbice compresa tra il 90 e il 30%.

In ogni caso, il contributo non potrà essere superiore ai 150mila euro e potrà essere riconosciuto direttamente sul conto corrente o tramite credito d'imposta.
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