Economia

Perché l'UE sta studiando una nuova tassa sul trasporto aereo

Pare che i benefici per l'ambiente valgano l'inasprimento fiscale che ogni stato membro dovrebbe subire

aereo

Barbara Massaro

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Si potrebbero prospettare tempi duri per chi viaggia in aereo.

L'Unione Europea, infatti, starebbe valutando l'ipotesi di porre una nuova tassa per il trasporto aereo cercando di colpire gli inquinanti combustibili a beneficio dell'ambiente.

Perché una nuova tassa

La Commissione avrebbe effettuato uno studio segreto per valutare l'impatto sul clima delle emissioni di CO2 del keronese utilizzato dagli aeroplani e il risultato dello studio verrà analizzato - s'intende a elezioni finite - durante il summit di giugno dei Ministri delle Finanze degli Stati Membri. Pare che solo il trasporto aereo continientale incida per il 27% sull'intera quantità di emissioni inquinanti nei cieli d'Europa

La notizia è stata fatta trapelare da Transport & Environment (T&E), organizzazione ambientalista molto agguerrita in ambito europeo che ha accolto l'eventuale nuova accisa con entusiasmo.

Gli scenari

L'Italia, a giugno, si presenterà all'Aja - dove è in programma la riunione - con il suo fardello chiamato  Alitalia e questo dovrà essere preso in considerazione a livello comunitario.

Secondo quanto trapela al momento, ogni singolo Stato dovrà fronteggiare la nuova tassa europea nella maniera più consona ai propri equilibri e la morsa fiscale andrà inevitabilmente a ricadere sulle tasche dei cittadini. 

Secondo l'UE i rischi che i singoli Stati dovranno evitare di correre saranno: la perdita di competitività; la perdita di concorrenzialità e la perdita di posti di lavoro.

Cosa succederà in Italia

Secondo gli analisti, per quanto riguarda l'Italia, si prospettano tre possibili scenari con altrettante conseguenze economiche. Nel nostro Paese su tutti i biglietti nazionali grava l'Iva al 10% sui soli voli nazionali cui vanno aggiunte tasse d’imbarco e tasse locali.

Se l'Iva, ed è il primo scenario, venisse abolita aumenterebbero dell'11% il numero di voli, dei passeggeri, dei posti di lavoro nell'aviazione e il valore aggiunto del settore.

Però nello stesso tempo crescerebbero anche le emissioni di CO2 e questo non andrebbe bene per i parametri europei. La seconda ipotesi sarebbe quella di estendere l'Iva anche a tutti i voli internazionali. Questo determinerebbe una perdita per il settore del 7%, ma senza grandi ricadute sul Pil nazionale mentre il livello di CO2 calerebbe del 7% e le entrate fiscali salirebbero a 3,26 miliardi.

La terza e ultima ipotesi - quella che starebbe andando per la maggiore a livello europeo - è l'idea di tassare il kerosene con un'accisa di 330 euro a tonnellata di combustibile. In termini pratici questo determinerebbe una perdita per il settore dell'8%, ma con un corrispondente beneficio per l'ambiente e un aumento delle entrate fiscali di 3,15 miliardi di euro.

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