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Economia

Niente soldi in più contro il caro bollette. Più poveri ma a rate

Sconfessato il Ministro Cingolani che aveva parlato di altri 800 mln. Unica novità la possibilità di pagare a rate le bollette molto più care

Non ci saranno nuovi fondi per contrastare l’aumento delle bollette nel 2022. Il Consiglio dei Ministri ha di fatto sconfessato le parole rilasciate dal Ministro della Transizione Ecologica, Cingolani prima della riunione dell'esecutivo con cui annunciava nuovi fondi da aggiungere ai già previsti 3,8mld. Invece nulla

Il ministro dell’economia, Daniele Franco, nel corso del Consiglio dei ministri di oggi ha solo spiegato come verranno reperiti ed utilizzati i 3,8 miliardi già previsti per calmierare i rincari di elettricità e gas. Di questi 1,8 saranno destinati all’annullamento degli oneri generali di sistema per le utenze fino a 16kwh. Sempre per le bollette dell’energia, 900 milioni serviranno invece per annullare gli aumenti a tutti quegli italiani che hanno un Isee fino a 8.000 euro.

Per le imprese in difficoltà davanti a bollette che rischiano di essere un vero e proprio salasso con aumenti del 50% l'esecutivo ha studiato una nuova misura, che dovrà essere definita ed approvata più avanti: la rateizzazione delle bollette. Una misura che difficilmente verrà apprezzata dalle associazioni di categoria.

Il quadro energetico dell’Italia

Il 2022 metterà ulteriormente sotto pressione le famiglie e le imprese italiane. Il governo sta inserendo nuove risorse per cercare di tamponare la situazione nel primo trimestre dell’anno nuovo, ma se i rialzi continueranno “dovremmo intervenire con misure più strutturali”, spiega Roberto Cingolani, Ministro della transazione ecologica. Per il ministro "la crisi dei prezzi interessa tutti i paesi. Le dinamiche al rialzo dureranno almeno fino alla metà del 2022, ma potrebbero proseguire anche dopo”. Sul caro energia pesano inoltre le specificità nazionali e le capacità di adattamento dei singoli paesi. “Noi siamo più deboli per il nostro mix energetico – continua Cingolani- dove il gas ha un ruolo significativo. Importando il 93% del gas e il 10% dell'elettricità, non abbiamo la capacità di adattarci allo sbalzo dei prezzi. In Italia paghiamo l'elettricità fino a 270 euro al megawattora. Altrove in Europa la pagano 130 euro, a causa di un mix energetico diverso". Il nostro paese importa il 41% del suo gas dalla Russia, il 19% dall'Algeria, il 10% dal Qatar, il 9% dalla Norvegia e il 3% dagli Stati Uniti. La capacità di stoccaggio del paese – prosegue Cingolani - è di 18 miliardi di metri cubi, sufficiente per garantire la sicurezza energetica in inverno. L'80% del metano arriva in Italia tramite gasdotti, il restante 20% via nave sotto forma di Gnl (Gas naturale liquefatto). In merito alla situazione italiana il ministro della Transazione ecologica ha inoltre spiegato, in audizione alla Camera e al Senato in commissione sui Prezzi dell’energia e sull’approvvigionamento, come si stia ragionando di "aumentare la quota di produzione nazionale del gas, in modo da ridurre le importazioni, ovviamente a parità di fabbisogno, senza che questo faccia rallentare il percorso di decarbonizzazione".

Unione europea frammentata sul caro bollette

“Fra il Consiglio dei Ministri di oggi, la Ministeriale del 20 e le notizie degli analisti, i prossimi due mesi saranno fondamentali per capire qual è la direzione da prendere. Stiamo analizzando tutti gli scenari possibili per arrivare all'inizio dell'anno a poter prevedere un risparmio in bolletta. Dobbiamo capire come fare a migliorare il costo soprattutto per i più vulnerabili". Così Cingoloani nel corso dell'audizione parlamentare in relazione alla strategia europea d'intervento e di sostegno per calmierare il prezzo di gas ed elettricità.

Il 20 dicembre si terrà infatti un'altra riunione dei ministri dell'energia della Ue sul caro energia, ma le posizioni sono frammentate: "Germania, Austria, Danimarca e Olanda non vogliono intervenire sulla regolazione dei mercati dell'energia. Sono paesi che usano molto carbone, e dicono di voler aspettare, dato che questi aumenti del prezzo del gas potrebbero essere una cosa contingente” , spiega Cingolani. Dall’altra parte ci sono invece l’Italia, la Spagna, la Romania e la Grecia (paesi del sud che puntano sulle rinnovabili) che hanno proposto la possibilità di regolare i prezzi dell'energia, i contratti di acquisto comuni e a lungo termine, gli stoccaggi congiunti e le riserve strategiche. L'Italia secondo il ministro "ha espresso perplessità sul mercato elettrico all'ingrosso. Il prezzo dell'elettricità da rinnovabili viene stabilito su quello del gas del giorno prima. Questo serviva da incentivo quando le fonti pulite costavano più del gas, ma è ragionevole oggi, quando costano meno?”.

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