Quanto vale la moda curvy in Italia

Il giro d'affari supera il miliardo di euro. In Italia una donna su cinque supera la 48 e il 38% fatica a entrare nella 44

Elena Mirò Vanessa Incontrada

Vanessa Incontrada con la collezione Elena Mirò – Credits: Miroglio Fashion

Massimo Morici

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È una rivincita non solo sociale ma anche "economica", quella delle donne formose sulle "skinny", le magre. Non si arresta la crescita in Italia della moda curvy e lo dimostrano i bilanci degli operatori del settore: nell'ultimo lustro il fatturato annuo delle case di moda che hanno investito in questo segmento supera il miliardo di euro.

Che sia un target su cui puntare, lo dicono sempre altri numeri, quelli di GfK Eurisko: in Italia oggi 1 donna su 5 supera la taglia 48, più del 38% fa fatica a entrare nella taglia 44 e oltre il 35% veste taglie sopra la 46. Detto altrimenti, c'è un potenziale bacino di circa 8 milioni di clienti, di cui oltre 1,3 milioni maggiormente propensi allo shopping di questo settore, con una elevata capacità di spesa e una forte attenzione ai nuovi trend. Senza contare che più del 50% degli acquisti di abbigliamento lungo la Penisola riguardano taglie dalla 46 in su, stando a Sita Ricerca.

Le nuove icone

Non mancano, poi, gli esempi di icone femminili internazionali curvy dal jet set: Beyoncé, Jennifer Lopez, le sorelle Kardashian e, da noi in Italia, Vanessa Incontrada, testimonial e stilista del brand Elena Mirò di Miroglio Fashion, casa di moda impegnata in questo settore da circa 30 anni con 4 brand (oltre a Elena Mirò, anche con Fiorella Rubino, Luisa Viola e Per Te by Krizia) che nell'insieme rappresentano il 40% del fatturato totale dell'azienda.

Barriere all'ingresso più alte

In Italia il mercato è coperto da pmi e ci sono solo un paio di grandi player. "Le barriere all'ingresso sono molto più alte rispetto al mercato skinny. È un segmento di mercato estremamente difficile, complesso che richiede grandi investimenti e competenza. Noi chiamiamo questo rispetto per tutte le forme femminili shape diversity: è la nostra bandiera, il nostro manifesto e ci rappresenta al meglio" spiega a Panorama.it Hans Hoegstedt, amministratore delegato di Miroglio Fashion.

Cambiano i gusti

A supporto di questo mercato, tuttavia, sembrano esserci anche i gusti degli italiani, che tendono a preferire oggi la donna dalle forme dolci. Detto con le taglie, sempre secondo una ricerca condotta di recente da GfK Italia per Fiorella Rubino su un campione di 1.000 donne e 200 uomini, la donna ideale indosserebbe una 44, seguita dalla taglia 46, mentre sono solo al terzo posto troviamo la 40-42.

Il segmento giovani

Un dato significativo, inoltre, è la percentuale dell'aumento degli acquisti di capi oversize negli ultimi 4 anni da parte di adolescenti, passati dal 19% al 34%. Le aziende del fast fashion sono state le prime ad approfittare di questa tendenza mettendo a punto intere collezioni dedicate all’abbigliamento curvy. Negli USA, addirittura, le vendite di abbigliamento femminile plus-size fra il 2013 e il 2016 sono aumentate del 17%, da 17,4 milioni di dollari a 20,4 milioni di dollari (fonte NDP Group).

"Viviamo in un mondo che sta cambiando velocemente e dove l'apertura al tema diversity rappresenta ormai un dato di fatto: finalmente in questo contesto sta fortemente crescendo la sensibilità e l'apertura al mondo curvy e lo dimostrano i sempre più concreti ed evidenti segnali di evoluzione provenienti dalle sfilate moda e dalle campagne comunicazione di importanti stilisti" conclude Hoegstedt.

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