‘Percival Everett di Virgil Russell’, un romanzo per imparare a raccontare
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‘Percival Everett di Virgil Russell’, un romanzo per imparare a raccontare
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‘Percival Everett di Virgil Russell’, un romanzo per imparare a raccontare

Ecco il surreale e impressionante esperimento narrativo dell’autore statunitense Percival Everett

Il nome dell’autore è nella prima parte del titolo del romanzo. Percival Everett di Virgil Russell (Nutrimenti) è un impressionante esempio di cosa si può fare con trama, tempo, spazio, personaggi, narratore. Tutti gli elementi del racconto vengono usati da Everett in un esperimento narrativo di rara bellezza ed efficacia.

“Sono un vecchio oppure suo figlio che scrive di un vecchio che scrive di suo figlio che scrive di un vecchio.”

Inizia tutto con l’incontro di un figlio con il padre ricoverato in una residenza per anziani. L’anziano sembra stia scrivendo un romanzo, e lo detta al figlio. Si tratta del romanzo che il figlio scriverebbe se fosse uno scrittore. Oppure no? Forse è il figlio che sta scrivendo il romanzo che il padre pensa di scrivere al posto del figlio. Sembra già tutto complesso, ma il jolly arriva dal fatto che questo romanzo nel romanzo è composto da un reticolo di personaggi e storie apparentemente tanto lontane fra loro.

C’è un famoso pittore alla cui porta bussa una giovane che afferma di essere sua figlia. Ed anche un medico appassionato di fotografia che decide di curare il più grasso di due fratelli gemelli particolarmente pericolosi. E ancora, un solitario cowboy forse trova l’amore in una tosta veterinaria chiamata per curare il suo cavallo misteriosamente ferito da una pallottola. In tutto questo, richiamati ogni tanto dalle voci del padre e del figlio (ma non si sa mai chi stia davvero parlando), ecco che spuntano Nat Turner e Martin Luther King: il primo, il più famoso schiavo ribelle della storia, sembra sia intento a fare le biografia del suo biografo; il pastore protestante deve invece pronunciare il suo discorso più celebre a braccio, che quelli dell’Fbi ci hanno messo lo zampino. Infine, una vecchia chiave potrebbe essere quella giusta per una porta segreta.

Ogni piccolo frammento di trama, anche se abbandonata, merita la nostra attenzione. Reclama la sua dignità di storia, così come i personaggi, mai banalmente tratteggiati, esigono la loro esistenza. E il lettore non può che rimanere ipnotizzato da questo tour de force, da questi continui cambi di punti di vista e di voci. Il risultato è spiazzante, ma al contempo brillante: un ottimo esempio di stile e tecnica. Il significato si trasforma e si trasferisce attraverso diversi significanti, lungo diversi tempi e piani narrativi. Come accade nella vita (?).

Lo statunitense Percival Everett (classe 1956) si conferma un autore di grosso calibro. Insegna scrittura creativa e letteratura alla University of Southern California, laureato in filosofia, è stato anche chitarrista jazz e addestratore di cavalli. Ha all’attivo più di venti libri, di cui solo nove per ora disponibili in Italia, tra i quali Deserto americano (Nutrimenti), Cancellazione (Instar Libri) e Sospetto (Nutrimenti).

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