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I libri più belli del 2013: filosofia

Cinque libri in cui la filosofia si contamina felicemente con la letteratura, l'arte, l'ecologia, la scienza, lo sport. Libri capaci di offrire un brivido di trascendenza.

Particolare della copertina di Immaginare altre vite: René Magritte, Le chef d'oeuvre ou les mysterès de l'horizon (1955) – Credits: Private Collection/The Bridgeman Art Library

A ventisette secoli dalla sua nascita, che la tradizione erudita fa risalire a Talete di Mileto (VII-VI secolo a.C.), la filosofia gode di buona, ottima salute. Almeno a giudicare dalla qualità dei titoli apparsi quest'anno in libreria e dal lancio di nuove iniziative editoriali come la serie "I grandi filosofi" del Sole 24 Ore. Ho scelto cinque libri nei quali la filosofia, al di là del suo significato etimologico di "amore per la sapienza", si offre come una griglia razionale e radicale per interpretare la nostra incerta realtà (sociale, politica, esistenziale) e insieme come una tecnica per dare un senso alla nostra esistenza o, con le parole di Remo Bodei, per "meritarsi la propria nascita".

- Moreno Montanari, Vivere la filosofia, Mursia
Un titolo programmatico che rimanda alle radici della filosofia, quando con Socrate vita e pensiero raggiunsero il culmine della sintesi. Filosofia come arte di vivere, nel solco della prospettiva olistica già tracciata nel precedente saggio La filosofia come cura . Il professor Montanari propone esercizi di trascendenza per compiere il passaggio cruciale dall'egocentrismo all'ecocentrismo. Una meditazione alla portata di tutti, una eudaimonia rivisitata: come la bellezza non risiede nelle cose in sé ma nella capacità di vederla nelle cose, la felicità non consiste nel raggiungimento dell'altro da sé ma nel saper vivere in armonia con le proprie potenzialità.

- Michel Onfray, L'ordine libertario, Ponte alle Grazie
"Una volta la prova del filosofo era data dalla vita filosofica che conduceva". La vita filosofica di Albert Camus è al centro di questo poderoso tomo del filosofo francese, studioso delle "radicalità esistenziali" e autore del controverso Trattato di ateologia (2005). A cent'anni dalla sua nascita, la biografia dello "Zarathustra venuto dall'Algeria" offre un modello di straordinaria coerenza etica e una visione che non passa di moda, anticonformista e intransigente, refrattaria agli schemi. L'ontologia politica libertaria di Camus, formulata attraverso l'allegoria della Peste, si applicò ai totalitarismi europei (quello nero, i fascismi di Hitler, Mussolini, Franco; quello rosso dell'est europeo) causando all'autore una solitudine intellettuale che andò a innestarsi sulla condizione esistenziale per eccellenza, quella dello Straniero. Personalità affascinante e sfaccettata, in gioventù Albert Camus faceva il portiere nel Racing Club di Algeri ed era un grande appassionato di calcio. "Il poco di morale che conosco", amava dire, "l'ho appresa sui campi da calcio e sul palcoscenico dei teatri". L'adolescenza algerina dello scrittore è raccontata in un altro bel libro uscito quest'anno: Il portiere e lo straniero di Emanuele Santi.

- Slavoj Zizek, Meno di niente, Ponte alle Grazie
In che senso si può essere hegeliani, oggi? Il filosofo sloveno rilegge Hegel alla luce di Lacan e dello strutturalismo. Tornare a Hegel significa analizzare in modo critico ma organico il responsabile della deriva fallimentare della nostra epoca, il capitalismo contemporaneo, rintracciando nel nucleo stesso del sistema il germe della crisi e dei conflitti che lo attanagliano. Dalla fisica quantistica alla psicanalisi, dal punk alla letteratura, dall'arte contemporanea all'idealismo fichtiano, dalla tragedia greca al pianto in scatola delle sit-com, Zizek affabula con la debordante bulimia citazionistica, mischiando metafisica e storielle in barba alla prassi erudita. Il risultato è un'opera affascinante e mostruosa (700 pagine), ma non scoraggiatevi: è solo la prima parte di un corpus ben più ricco. In compenso, è uno dei pochi libri che si può cominciare anche dal fondo, solo per il gusto di trovare uno dopo l'altro nell'indice dei nomi Matrix e Materialismo dialettico, Picasso e Platone, Psicanalisi e Psycho, Imbecillità e Immaginazione.

- Remo Bodei, Immaginare altre vite, Feltrinelli
Se la costruzione della soggettività è l'opera cui siamo chiamati fin dalla nascita, realtà, progetti, desideri concorrono ad ampliare gli orizzonti ristretti entro i quali è confinata la nostra esistenza. Ci serviamo cioè dell'immaginazione per sfuggire alla finitezza della nostra esperienza individuale. Ma quali sono i modelli a cui affidarsi oggi, un tempo di incerta percezione del futuro specie da quando la precarietà economica si è insediata nel quotidiano di sempre più persone? Oggi che il catalogo di vite parallele a disposizione è pressoché infinito grazie agli strumenti offerti dalla tecnologia? Sono fra le domande capitali di una generazione impegnata, come quelle che l'hanno preceduta, a "diventare contemporanea di se stessa".

- Giovanni Boniolo, Le regole e il sudore, Raffaello Cortina Editore
Ex giocatore di basket professionista, Boniolo attinge dalla personale esperienza aneddoti e ricordi per interessanti divagazioni su sport e filosofia, sotto forma di lettere ai figli e ad amici. Partendo da un fondamentale assunto kantiano: la vera creatività è quella che si fonda sulle regole. L'etica dello sport, quindi, entro un ampio orizzonte di significati e suggestioni: il sudore, l'allenamento e l'estasi, lo spogliatoio, la complicità e la solidarietà, la bellezza e il corpo in movimento. Ma anche l'importanza dello sport per la sua natura assolutamente "democratica" e trasversale. Non è indispensabile scendere sul parquet del Madison Square Garden per un istante di estasi sportiva, basta "una stanza, un garage, il campetto brullo dietro il supermercato, la piscina scrostata del comune, la vecchia palestra della scuola..."

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