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Maurizio Gianotti, la tv al tempo del web 2.0

Il libro analizza la metamorfosi del piccolo schermo dalla nascita alle nuove tecnologie che, grazie alla trasmissione in tempo reale di contenuti audio e video, stanno trasformando il telespettatore in reporter

Mike Bomgiorno

Mike Bongiorno ai tempi di Lascia o raddoppia? – Credits: Archivio storico LaPresse

Correva l'anno 1954, quando un giovanissimo Mike Bongiorno si affacciò sul piccolo schermo e, con la trasmissione "Arrivi e partenze", aprì ufficialmente l'epoca della televisione. Oggi, in piena evoluzione tecnologica, le modalità di fruizione del mezzo televisivo sono radicalmente cambiate. Il telespettatore non è più il soggetto passivo che si limitava ad assistere ai programmi e, successivamente a cambiar canale. Oggi il telespettatore fa la tv, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione come cellulari, web cam, ed alla capacità di trasmettere dati e contenuti in tempo reale.  Da soggetto passivo è diventato protagonista.

Come tutto questo sia accaduto, lo descrive il libro La tv ai tempi del web 2.0 (edizioni Armando) scritto da Maurizio Gianotti, autore televisivo, responsabile di Rai-Lab, settore della Rai che forma nuovi giovani autori.

A condurre il lettore attraverso la straordinaria metamorfosi tecnologica del piccolo schermo è Gianpaolo Gamaleri, docente di Sociologia presso l'Università Roma 3 e di Comunicazione istituzionale alla Pontificia Università della Santa Croce.

Gamaleri, in qualità di ex consigliere del CdA della Rai, conosce molto bene il mondo televisivo e le sue dinamiche. Riesce, perciò, nella prefazione, a delinearne un profilo ancora in movimento, perchè i mutamenti epocali sono ancora in corso e destinati a raggiungere nuovi esaltanti mete. Come la tv olfattiva, dice Gamaleri, che potrebbe portare nelle nostre case gli odori e i profumi, coinvolgendo i nostri sensi.

"Già oggi", continua il docente, "molti notiziari nazionali sono realizzati con i contributi  video inviati dai telespettatori tramite i telefonini. Evento impensabile solo alcuni anni fa. Persino nella documentazione di fatti di cronaca drammatici, come le guerre e le recenti insurrezioni in Egitto, Libia e Siria, i contenuti multimediali inviati dai telefonini, da parte di semplici osservatori, hanno rappresentato una preziosa fonte di informazione per i vari Tg. Ci avviamo, dunque, verso il "citizen journalism". E c'è di più: oggi la tv esiste anche senza la tv. Grazie a tablet, I pad, e agli stessi computer, le trasmissioni televisive sono fruibili anche in maniera non tradizionale. E' questo il nuovo trend de il bello della diretta anche attraverso il web.  Quest'ultima innovazione tecnologica ha avvicinato molto i giovani al piccolo schermo," conclude Gamaleri che, intravede proprio nella futura ed imminente era del web 3.0 il salto qualitativo che rende la gente comune protagonista in prima persona, grazie alla partecipazione interattiva con il piccolo schermo.

La Tv al tempo del web 2.0 è articolato in varie sezioni nelle quali l'autore Maurizio Gianotti analizza le metodologie classiche della fruizione televisiva facendo riferimento alle principali trasmissioni del passato. Dalla cosiddetta preistoria del piccolo schermo, fatta dai programmi di Bongiorno, Tognazzi e Vianello,  si arriva agli show moderni analizzandone la varie componenti strutturali e paragonandole a quelle attuali. Nel primo capitolo l'autore si occupa delle varie età della tv, partendo da  "l'età dell'innocenza" fino ad arrivare all'età del web. Nel secondo capitolo si indaga su Cosa guarda in tv la gente che..guarda la tv. Nel terzo, si va alla ricerca della nuova tv, partendo dalla piazza globale, arrivando alla Streetcam, al VoiP e finalmente al nuovo modello di tv senza la tv.

La scrittura accessibile ad un vasto pubblico prepara ad un racconto che procede senza sofismi intellettuali e elucubrazioni socio-filosofiche. E' una sorta di excursus attraverso il piccolo schermo che segue gli ultimi sessant'anni della nostra storia

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