'Mi si è fermato il cuore' di Chamed. Una storia vera

Pagine vere quanto atroci tratte da uno scorcio di vita della voce narrante: Chamed al ritorno dal suo inferno, fatto di malattia, perdite, violenza, elettroshock e salvezza

Chamed, Mi si è fermato il cuore (particolare della cover) – Credits: Newton Compton

Valeria Merlini

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Non avrei mai immaginato di sentire quello che ho sentito leggendo questo libro. Non avrei mai neanche lontanamente immaginato che le parole di Chamed Da Silva , scritte nere su bianco, potessero fare così male a chi come me le legge. Nulla in confronto al suo viaggio all’inferno, andata e ritorno, per non una, non due, ma più volte. Nulla. Ecco perché provo un enorme rispetto per te Chamed, ecco perché voglio scriverti direttamente.

Mi si è fermato il cuore (Newton Compton ) è una parte del tuo diario. Un estratto della tua vita. Sto parlando di una vita vissuta all’insegna dell’amore e del coraggio. Qualità che il grande uomo, tuo papà, e tua mamma, ti hanno sin dai primi anni della tua vita insegnato. Senza mai risparmiarsi.

A quattordici mesi ti sei ammalata di poliomelite. E leggere che la causa è stata quella maledetta vaccinazione crea sgomento in una madre come me che senza esitazione e dubbio alcuno ha vaccinato la propria bambina.   

La malattia aveva debilitato il mio sistema nervoso, l’intera parte destra del mio corpo era paralizzata. (…) Pochi, praticamente nessuno, riuscivano a tornare alla normalità.

Cresciuta tra insulti e umiliazioni, spronata dal grande uomo che sin da subito non si era mai arreso, sorretta dalla grande forza che solo due genitori come i tuoi potevano trasmetterti, tu ti sei alzata e hai camminato. Di nuovo. E ti sei presentata al mondo con sguardo fiero.

Purtroppo il grande uomo non ti aveva preparata ad affrontare la prova peggiore. Quella macchina carica di bagagli, un parto-non parto che ti responsabilizza, una telefonata che non arriva. Io leggo e posso solo intuire, anche se intuire è pretendere di avvicinarsi troppo alla tua sfera, cosa possa voler dire. Due genitori che non potrai più vedere, due voci che non potrai più sentire, con la sola idea che le loro immagini si sbiadiranno con il tempo.

Così da quel giorno ho conosciuto la voce del dolore. Tutto ciò che era stato prima non era mai stato tale. (…) Ero morta dentro.

La casa degli orrori diventa quella che ti dovrebbe cullare, quella zia dal cuore frantumato dal peggiore dei sentimenti, lo zio Raul un’assenza dettata dalla leggerezza più che dall’irresponsabilità. Nessuno avrebbe potuto credere, e invece. Quella donna senza più anima capace di infliggere dolore per il solo gusto di farlo...

Scoprivo con delusione la falsità di chi pensavo potesse comprendere la mia sofferenza. Al contrario, vedevo che ne gioiva.

Non voglio andare oltre. Non voglio proseguire parlando degli orrori del manicomio in cui sei stata internata. Perché se leggere mi ha fatto male, scriverne sarebbe rimarcarne la gravità. Scusami Chamed, non lo faccio per superficialità, vorrei che chi è arrivato sin qui ora fosse spinto dall’amore che leggere il tuo libro significa. Una condivisione che tu hai voluto fare con tutti noi. Con cui io spingo vivamente ognuno dei lettori a scoprire perché il tuo cuore si è fermato quel giorno, in quel momento preciso.

Mi si è fermato il cuore
di Chamed
Newton Compton, 2014
(224 pagine)

@violablanca

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