Bramante e Leonardo forestieri a Milano

Idee, invenzioni, intuizioni e teorie artistiche: l’incontro di Bramante e Leonardo nella Milano del Quattrocento genera un momento ricco di fermento e sviluppo che ha ispirato il libro Forestieri a Milano di Simone Ferrari e Alberto Cottino (Nomos edizioni)

La copertina del libro: Forestieri a MIlano di Simone Ferrari e Alberto Cottino (Nomos Edizioni)

Marina Jonna

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Quanta ricchezza hanno portato a Milano, in termini di architettura, arte e innovazione, due menti "forestiere" come quelle di Leonardo e Bramante ? Quali sono stati i rapporti tra questi due grandi artisti vissuti alla corte di Ludovico il Moro (1482-99)?

A queste domande, hanno cercato di rispondere Simone Ferrari e Alberto Cottino nel volume "Forestieri a Milano" (Nomos edizione), indagando e interpretando i legami artistici che hanno caratterizzato le grandi opere dei due grandi artisti.

Arricchito da una vasta iconografia (oltre 70 immagini a colori), il volume ripercorre le opere del Bramante e di Leonardo sullo sfondo di una suggestiva Milano del Quattrocento.

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Cinque le sezioni attraverso cui si sviluppa il racconto: il rapporto con la tradizione e lo scambio con l’ambiente lombardo/settentrionale nelle opere di entrambi gli artisti. Da qui si passa a un’analisi del Bramante pittore fino ad arrivare a quella puntuale sul Cenacolo di Leonardo. A conclusione di questi passaggi, un’interessante riflessione su Albrecht Dürer , del quale si ipotizza un passaggio a Milano proprio in quegli anni.

Nella prefazione, a cura di Gianni Carlo Sciolla e Kristina Hermann Fiore, si legge: “I saggi di Simone Ferrari e di Alberto Cottino sull’attività e il soggiorno di Leonardo e Bramante a Milano e in Lombardia, s’inseriscono nel novero ormai imponente affrontato dagli studi sin dal principio del Novecento.

Le riflessioni proposte ora dai due autori si pongono però non soltanto come semplici sintesi e approfondimenti della letteratura ormai copiosa, ma presentano nuove e affascinanti ipotesi critiche”.

Un volume dunque da leggere e sfogliare che ci prende per mano accompagnandoci in un viaggio rivelatore all’insegna della scoperta di una Milano rinascimentale vista attraverso il rapporto fra i due grandi "forestieri”, protagonisti di una stagione irripetibile che, a buon diritto, si può definire la nascita della "maniera moderna”.

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