Fumetti

'L'arabo del futuro': Riad Sattouf tra Francia e Medio Oriente

La divertente e acuta autobiografia di una delle matite di Charlie Hebdo, premio ad Angoulême

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Serena Di Virgilio

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“L'arabo del futuro. Una giovinezza in Medio Oriente (1978-1984)” è un romanzo a fumetti del francese di origine siriana Riad Sattouf, già noto al pubblico d'oltralpe per il suo decennale contributo alla rivista satirica Charlie Hebdo. Pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard, il libro è stato insignito del premio Fauve d'or come miglior fumetto al Festival d'Angoulême 2015.

“L'arabo del futuro” racconta l'infanzia dell'autore che, figlio di una francese e di un siriano, trascorre i primi anni Ottanta tra Libia, Francia e Siria seguendo gli spostamenti della sua famiglia. Divertente e acuto, “L'arabo del futuro” si posiziona accanto a “Persepolis” di Marjane Satrapi in quanto autobiografia a fumetti che parla del Medio Oriente e del suo rapporto con l'Europa in maniera personale e accessibile.

Narrata in prima persona, la storia è incentrata sul punto di vista del bambino, protagonista sveglio, socievole e precoce. Sebbene l'umorismo, la chiarezza e la coerenza del racconto implichino una notevole integrazione e rielaborazione da parte dell'autore adulto, spiegazioni e giudizi a posteriori non sono espressi esplicitamente, ma piuttosto sono suggeriti dalla scelta degli episodi e dal modo in cui vengono raccontati.

Il periodo storico è quello del regime di Gheddafi in Libia e di Hafiz al-Asad in Siria. Della situazione politica vediamo nel libro sopratutto le conseguenze per la gente comune, mentre le effigi dei leader decorano il paesaggio. Interessante la scelta di inserire le nozioni indispensabili alla comprensione come brevi didascalie che corrono parallele agli eventi, che ha il merito di informare il lettore senza però interrompere la narrazione.

Un tema importante di “L'arabo del futuro” è quello dello shock culturale vissuto da tutta la famiglia ad ogni spostamento. Il padre del protagonista sente fortemente la sua identità culturale araba, ma è laureato in Francia e non è religioso. La madre segue il marito in Medio Oriente, ma senza integrarsi con la cultura locale. Dal canto suo Riad, amato da (quasi) tutti, biondo con un nome siriano, è un bambino estraneo ovunque vada, sebbene il carattere aperto e solare gli faccia accettare quasi tutto, che sia la compagnia di bambini dai comportamenti incomprensibili all'asilo francese o la melanzana sott'olio siriana piccante e ammuffita.

Il tono scanzonato, l'entusiamo e l'ingenuità del protagonista non mascherano la problematicità e durezza di molte delle situazioni illustrate, sopratutto verso la fine del libro. Il rapporto tra i genitori di Riad sembra essere fondamentalmente armonioso, ma se il padre guida la famiglia ed esprime sempre un'opinione su tutto, la madre viene rappresentata perlopiù silenziosa, sempre più stanca e in balia degli eventi. La vita in Siria è particolarmente difficile, e il libro si chiude su Riad terrorizzato dai bulli che lo aspettano a scuola nel prossimo volume della serie.

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“L'arabo del futuro” è un volume brossurato con alette di 160 pagine a colori. È pubblicato da Rizzoli Lizard che lo propone a 20 Euro.

Si ringrazia Nicola D'Agostino per la collaborazione nella realizzazione dell'articolo.


 
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