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Una "leggenda metropolitana" ancora molto diffusa fa erroneamente risalire l'origine della Festa della donna alla volontà di commemorare una strage di operaie che sarebbe avvenuta l'8 marzo del 1908 tra le mura della fabbrica di abbigliamento Cottons di New York, causata da un incendio divampato nell’edificio, in cui avrebbero perso la vita 129 donne. Altre versioni di questa "tradizione inventata" collocano l'incendio a Boston, Chicago, Cotton.

Di questo avvenimento non c’è però traccia documentaria, né nelle cronache coeve, né nei successivi studi di storia del movimento operaio statunitense, come hanno scoperto e raccontato per la prima volta nel 1987 le femministe Tilde Capomazza e Marisa Ombra, nel volume 8 Marzo. Storie, miti e riti della Giornata Internazionale della Donna.

Secondo le loro ricerche la "leggenda della Cottons" fece la sua prima comparsa il 7 marzo 1952 sul settimanale bolognese La lotta.

Il fatto che l'incendio della famigerata Cottons non sia mai avvenuto non significa però che l'episodio sia storicamente improbabile. Un incendio analogo a quello della leggenda, infatti, è realmente avvenuto a New York, anche se tre anni e qualche settimana dopo la sua collocazione "leggendaria".

Il 25 marzo del 1911, a New York, un incendio divampò all'interno della Triangle Shirt Waist Company, uccidendo 146 lavoratori (39 italiani), soprattutto donne, che vi rimasero intrappolati, bruciando vivi o lanciandosi dalle finestre dell'ottavo e nono piano dell’Asch Building, oggi sede del Dipartimento di scienze della New York University

Le vittime dell'incendio erano per la maggior parte giovani immigrate che lavoravano 14 ore al giorno, 6 giorni a settimana, per una manciata di dollari. I proprietari, per timore che le "sartine" si allontanassero dal posto di lavoro, avevano dato ordine di chiudere a chiave le porte: quando scoppiò l’incendio, l'Asch Building si trasformò in una trappola mortale.

I resti delle vittime non riconosciute furono sepolti nel cimitero di Evergreens, al confine tra Brooklyn e Queens. A distanza di un secolo gli ultimi 6 ignoti, 5 donne e un uomo, sono stati identificati e rivelati solo nel 2011, nel centenario della tragedia, grazie all'ostinazione del ricercatore Michael Hirsch.

Al processo i proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, non vennero riconosciuti colpevoli di alcun reato e i lavoratori del settore abbigliamento scesero in piazza per alcune settimane di fronte all'edificio, fino a quando la municipalità decise di adottare misure a difesa dei lavoratori, specie nel campo della sicurezza.

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