Gaetano Triggiano: il David Copperfield d'Europa

Trionfi in tutto il mondo per l'illusionista italiano

Gaetano Triggiano – Credits: Ufficio stampa

Gianni Poglio

-

A 6 anni mi sono imbucato nel camerino di Arturo Brachetti a Lucca. Per farmi ricevere, ho raccontato di essere suo cugino. Lui, davanti al suo staff, ha fatto finta di credermi. Prima di quel giorno ero incollato davanti alla tv a studiare le esibizioni di Silvan e Tony Binarelli" Trentasette anni, nato a Pisa, Gaetano Triggiano è considerato oggi il David Copperfield europeo
Lo dice la sua abilità riconosciuta in tutto il mondo, ma soprattutto lo dicono i  numeri: 220 mila spettatori in 12 giorni in un’arena di Mosca lo scorso dicembre "Tre spettacoli al giorno da un’ora e mezza ciascuno. Una maratona, ma posso garantire che l’adrenalina funziona meglio dell’antidolorifico. L’illusionismo richiede un enorme sforzo fisico, ma se hai il virus magicus dentro, non c’è fatica che non si possa sopportare. Io mi alleno 2 o 3 ore al giorno". 

Ex ginnasta della nazionale juniores, regista dello spettacolo Panariello non esiste, insignito a Parigi del Mandrake d’Or come miglior artista magico, l’illusionista pisano ha un motto: "Quello che si vede nei miei show è vero, ma non è la verità". La genesi del sogno da regalare al pubblico avviene su carta. "Progetto un numero e lo invio ai costruttori più qualificati che non sono più di quindici in tutto il mondo. Una setta, composta quasi esclusivamente da professionisti americani. Fabbri, falegnami, tappezzieri, esperti di tecnologia ed elettronica. Un marchingegno per un singolo numero può costare anche 50 mila dollari".

Donne che volano su una fontana di ghiaccio, lame che aprono in due un uomo, ragazze trafitte da lance infuocate. Nel rapporto tra illusione e realtà si pone anche la questione dell’incolumità dei performer. "La tecnologia" spiega Triggiano "può tradire, per questo sono previsti vari paracadute e livelli di sicurezza. La lama che nello show mi taglia in due pesa 70 chili. Per mettermi al sicuro ho un paio di secondi di tempo, ovvio che se dovessi svenire improvvisamente potrei farmi male sul serio". 

Sicurezza e segretezza. Sono queste le parole chiave dell’illusionista. "Non divulgare i trucchi del mestiere è fondamentale, per questo esiste un secret agreement che lega tutte le persone che partecipano allo spettacolo. Ha valore giuridico ed è molto vincolante. Ma lo sa che teoricamente non bisognerebbe parlare del proprio lavoro nemmeno con i parenti più stretti?".      

© Riproduzione Riservata

Commenti