Finazzer Flory diventa Leonardo da Vinci a New York

Il regista e attore impersona il genio toscano davanti a un milione di spettatori negli Stati Uniti. Al Columbus day. E poi nel tour americano fino al 16 ottobre

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– Credits: Finazzer Flory

Redazione

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Leonardo da Vinci al Columbus day? Sì, Leonardo è stato a New York, per la prima volta di fronte ad un milione di spettatori. A impersonarlo è stato il regista e attore Massimiliano Finazzer Flory, che il 10 ottobre ha sfilato in Fifth Avenue invitato della Columbus Citizens Foundation, Inc.

Con un accurato trucco e parrucco, in abiti «filologicamente» riprodotti, Finazzer Flory ha portato il genio italiano in America con una performance ad hoc del suo “BEING Leonardo da Vinci. An impossible interview”, spettacolo in tour negli Stati Uniti fino al 16 ottobre. 

Nelle vesti di Leonardo, il regista e attore ha portato tra le sue mani un modellino di macchina da cantiere proveniente dalla didattica del Museo di Vinci e insieme al suo gruppo ha presentato il progetto HUB Leonardo: Road Show, ovvero un progetto di promozione del territorio italiano in ambito internazionale.

In particolare, a New York lo spettacolo avrà tre rappresentazioni: dal 11 al 13 ottobre, e sarà allestito a Red Hook Brooklyn, negli spazi architettonici della New York degli inizi del 900 che si affacciano sulla Statua della Libertà, restaurati da Est4te Four e set privilegiati del cinema newyorkese.

Lo spettacolo mette in relazione la vera vita del genio del Rinascimento con la storia dell’arte e la scienza. Per scoprire il pittore, lo scienziato, l’inventore. Per conoscere i suoi segreti, il metodo di lavoro, le sue passioni.

Non è la prima volta che Finazzer Flory veste i panni di Leonardo. La sua “intervista impossibile” si era già vista a Milano nell’aprile 2015. Ed era approdata anche in Giappone, dove Leonardo era diventato addirittura un robot.

All’ultima tappa della tournée, a Osaka, infatti, in un teatro gremito, c’era tra il pubblico anche il professor Minoru Asada, scienziato che con un suo team stava lavorando alla progettazione di un aneroide del genio toscano. Voleva insomma fare di Leonardo un robot. Lo spettacolo di Finazzer Flory era diventato così un riferimento visuale valido per Asada. E il robot fu poi effettivamente costruito. Ennesima prova di un eroe che affascina ancora il mondo, e non conosce confini.

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