Cinema

The Accountant, Ben Affleck "supereroe" autistico: 5 cose da sapere

Un film tra dramma e action, pieno di intrighi sin troppo intricati. Protagonista un contabile che somma in sé Rambo e John Nash

The Accountant

Simona Santoni

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Altro che semplicemente "The Accountant", il Contabile. Bastano poche sequenze del nuovo film di Gavin O'Connor per capire che il contabile interpretato da Ben Affleck ha tante altre abilità oltre a snocciolare numeri, moltiplicazioni e calcoli con la semplicità con cui si sfoglian pagine. Scaltro come un James Bond, implacabile come Batman, sa anche essere un assassino inscalfibile.
The Accountant si diverte ad aprire una porta narrativa dietro l'altra, quando meno te l'aspetti, ampliando sempre più la portata tortuosa della storia attorno al suo protagonista insolito. Per un po' funziona e appassiona, alla lunga chiede troppo alla concentrazione, che inizia a smarrirsi per la sala. Nel richiudersi le porte alle spalle, O'Connor è caotico e rischia a volte il guazzabuglio, diventando vittima del suo stesso gioco ad aumentare il livello dell'intrigo.

Dal 27 ottobre al cinema, ecco 5 cose da sapere su The Accountant:

 

1) Tra dramma, thriller e action

The Accountant ha debuttato negli States il 14 ottobre con oltre 27 milioni di dollari nel primo weekend. Nasce da un'idea del produttore Mark Williams che ha pensato si potesse creare una storia ad alto tasso d'azione attorno alla figura del "contabile forense", che si occupa di investigare sulla contabilità e i bilanci per verificare ammanchi di cassa, furti o illeciti. Per la sceneggiatura ha quindi ingaggiato Bill Dubuque, lo sceneggiatore del dramma famigliare The Judge (2014) con Robert Downey Jr.. Ne è nato un film che sfugge alle definizioni, che è un thriller ma anche un dramma e un film d'azione. A volte si sorride, e di solito è di fronte alle espressioni calme e imperturbabili di Ben Affleck, action man autistico, anche dopo aver compiuto una carneficina.
La regia è dello statunitense Gavin O'Connor, già autore di Miracle (2004) e Warrior (2011).

2) Ben Affleck tra John Nash e Rambo

Ben Affleck sembra essersi lasciato addosso l'armatura (e il fisico) da Batman, ruolo appena affrontato in Batman v Superman: Dawn of Justice e nel quale lo rivedremo prima in Justice League, quindi nel film sull'Uomo Pipistrello di cui sarà anche regista. È poderoso e micidiale come Christian Wolff, protagonista di The Accountant. Eppure alle spalle ha un passato da bambino problematico (interpretato da Seth Lee), affetto da autismo ad alto funzionamento. Un bambino poco gestibile e vittima di bullismo. Crescendo però è diventato più efficace e abile di un marines. Le difficoltà nelle relazioni umane e alcune manie le ha mantenute, tipo sfregarsi e soffiarsi i polpastrelli delle dita prima di mangiare o di iniziare il lavoro. Per lavoro fa il contabile. Ma un contabile molto particolare. Aggiusta i conti e sbroglia le matasse di clienti che non potrebbero rivolgersi a un normale contabile, dalla mafia ai boss del cartello della droga. Sulle sue tracce si mette però la Divisione crimini del Dipartimento del Tesoro, guidata da Ray King (J. K. Simmons, premio Oscar per Whiplash), che assolda l'analista dal passato sporco Marybeth Medina (Cynthia Addai-Robinson) per scoprire l'identità di questo misterioso uomo conosciuto semplicemente come "il contabile". 
Ingaggiato dalla Living Robotics, azienda produttrice di protesi all'avanguardia, Chris dà sfoggio delle sue stupefacenti doti matematiche istoriando con numeri e conteggi per altissime menti le lavagne e le vetrate della sala conferenza della società. Chris Wolff maneggia armi meglio di Rambo, fa piroette incredibili tra i numeri come John Nash di A Beautiful Mind e in più è pure belloccio. Non sarà troppo?

3) Un intrigo troppo intricato

Alla Living Robotics, Chris conosce Dana (Anna Kendrick), la contabile junior che ha scoperto una discrepanza nei libri contabili dell'azienda. Nella ricerca del responsabile della falla da cui esce il denaro, si apre un intrigo sempre più difficile da districare. Capire le intenzioni del fondatore dell'azienda, Lamar Blackburn (John Lithgow), diventa una sfida per lo spettatore. "Volevo fare un film che fosse impegnativo intellettualmente, pur essendo come un giro sull'otto volante che stupirà il pubblico, in una storia in sospeso fino all'ultimo", ha detto O'Connor. Dell'ottovolante resta la sensazione di disorientamento. 
Chris da piccolo gioca con un puzzle, che risolve guardandolo al contrario. Anche The Accountant è un puzzle, ed è faticoso rimettere tutto al suo posto. 

4) L'autismo che rende geni matematici (e killer)

"La nostra speranza è che chi ha la patologia del protagonista (autismo ad alto funzionamento, cioè con capacità e un quoziente intellettivo al di sopra della media) ami il film e il fatto che sia una storia di supereroi su di loro", ha detto Ben Affleck alla stampa americana. 
Secondo Rolling Stones, però, è un "concetto offensivo a tanti livelli" che la posizione di Christian Wolff nello spettro autistico lo renda anche un assassino perfetto. Che però si rivela un cuore buono, si potrebbe obiettare.
Affleck ha lavorato molto con O'Connor per rendere il suo personaggio credibile: "L'ultima cosa che volevamo era farne una versione da cartone animato, una caricatura o un ritratto semplicistico. Abbiamo incontrato persone con patologie molto complesse: hanno dei limiti ma anche un'amplissima gamma di doni speciali. Questo è sicuramente il personaggio più interessante che abbia mai interpretato".

5) A lezione di pentjak silat

Affleck, che ha girato The Accountant subito dopo essere stato Batman, era già in ottima forma, anche se molto muscolare, mentre "il contabile" doveva essere agile e molto veloce, per questo la produzione ha puntato sulle arti marziali e su movimenti dinamici. L'attore è stato addestrato al pentjak silat, un metodo indonesiano. "Questa tecnica di arti marziali non si è vista quasi mai sullo schermo, quindi risulta abbastanza nuova", dice Affleck.
Lo scopo era che il suo stile di lotta risultasse quasi chirurgico, molto lineare e diretto. Perché fosse scattante nei suoi combattimenti gli è stato insegnato anche un po' di judo e jiu-jitsu, in maniera estremamente stilizzata. 
Affleck si è allenato con i coordinatori delle controfigure Sam Hargrave e Fernando Chien un paio d'ore al giorno. "Prima di iniziare le riprese, ho passato diversi mesi nell'elaborazione delle coreografie, che comprendono diversi salti e lanci", racconta l'attore. "Ho interpretato quasi tutte le azioni ed è stato difficile e impegnativo".

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I would like to add that this petition was not meant in any way to harm Ben Affleck or his career. I respect Affleck’s work, I just feel he is inappropriate for the role“.

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