Philomena
Cinema

Philomena, le cose da sapere sul film con Judi Dench

Su Canale 5 la pellicola sulla madre che, dopo cinquant'anni, è andata alla ricerca del figlio strappatole da adolescente

Philomena Lee, ancora adolescente, resta incinta. Cacciata dalla famiglia e mandata al convento di Roscrea, in Irlanda, è costretta dalle religiose ad abbandonare il bambino poco dopo averlo partorito. Cinquant'anni dopo, però, decide di cercare suo figlio. Questa incredibile storia vera è narrata da Philomena, il film di Stephen Frears con protagonista una formidabile Judi Dench che stasera sarà presentato in tv su Canale 5 alle ore 21.11.

 

Il romanzo da cui è tratto

Il film Philomena è tratto dal libro omonimo del giornalista Martin Sixsmith, che aiutò Philomena Lee nella ricerca del figlio, pubblicato in Italia da Edizioni Piemme (titolo originale del libro: The Lost Child of Philomena). Frears, già autore di attenti ritratti di donne, da The Queen (2006) a Florence (2016), è stato attratto dalla complessità della storia narrata

Trama e personaggi principali

Philomena Lee rimane incinta da adolescente (interpretata da Sophie Kennedy Clark) nell'Irlanda nel 1952. Ritenuta "donna caduta nel peccato", è chiusa nel convento di Roscrea. Per ripagare le religiose delle cure che le prestano prima e durante il parto, Philomena lavora nella lavanderia del convento e può vedere suo figlio Anthony un'ora sola al giorno. A tre anni Anthony le viene strappato e viene dato in adozione a una coppia di americani benestanti (dietro pagamento di soldoni). Per anni Philomena cercherà di ritrovarlo.
Cinquant'anni dopo, non c'è giorno in cui Philomena, interpretata ora da una stupenda Judi Dench, non pensi a suo figlio. È ormai decisa a ritrovarlo, nonostante le menzogne delle monache. Cercherà l'aiuto di Martin Sixsmith (l'attore Steve Coogan), disincantato giornalista appena rimosso dal ruolo di consulente per il governo laburista. Martin la convince ad accompagnarlo negli Stati Uniti per andare alla ricerca di Anthony.

I premi vinti dalla sceneggiatura di Philomena

Philomena è stato nominato a quattro Oscar, tra cui miglior film, migliore attrice a Judi Dench e migliore sceneggiatura non originale. La sceneggiatura, arguta e scoppiettante, è stata premiata alla Mostra del cinema di Venezia, dove il film era stato presentato in concorso nel 2013 raccogliendo tanti applausi, commozione e risate. Ed è stata premiata anche con un Bafta e un Satellite Award. È stata scritta dello stesso attore Steve Coogan, insieme a Jeff Pope.
È vincente l'incontro di due persone tanto diverse: da una parte c'è Philomena, donna di umile origine, ingenua e dal cuore grande; dall'altra parte c'è Martin, giornalista cinico abituato a muoversi tra i potenti e tra lussi e viaggi in prima classe. I dialoghi tra i due danno vita ora a battute divertenti, ora a battute di spessore e profondamente emozionanti.

Il rapporto di Philomena Lee con la Fede

"Credi in Dio, Martin?", chiede Philomena al giornalista nel film. "È una risposta così complessa che non si può dare una risposta semplice. E tu?", replica lui. "Sì", è la candida risposta della donna.
Philomena è una donna sincera e franca. Anche se le suore di Roscrea l'hanno giudicata, le hanno "rubato" il figlio e le hanno ripetutamente mentito, Philomena riesce a conservare la sua Fede
"Il tema principale del film è senz'altro il trionfo dell'animo umano", ha detto lo sceneggiatore Pope. "Malgrado le sofferenze patite, il cuore di Philomena resta pieno d'amore".

La vera Philomena Lee è ancora in vita

Nata il 24 marzo 1933, la vera Philomena Lee è ancora in vita. Oggi ha 83 anni (ne compirà 84 a breve). È diventata portavoce dei diritti in materia di adozione; nel febbraio 2014 ha incontrato Papa Francesco per discutere le politiche di adozione della Chiesa cattolica. 
Per la realizzazione del film, Philomena non ha posto alcun paletto, né dato indicazioni. "L'ho incontrata prima di iniziare le riprese", aveva raccontato Judi Dench a Venezia. "È una persona estremamente divertente ed è incredibilmente vivace. Siamo andate subito molto d'accordo perché abbiamo un umorismo simile. È una responsabilità interpretare una persona vivente. La mia preoccupazione era che la sceneggiatura le rendesse giustizia. La sua ingenuità e il suo senso di umorismo naïf sono fantastici, non li abbiamo esagerati nel film".

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