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(Ansa)
Calcio

L'auto promozione di Conte: cerca una panchina che non trova

Il tecnico leccese vorrebbe restare in Italia, ma il Milan non lo chiama e il Napoli... E così chi lavora con lui è uscito allo scoperto per spiegare che è cambiato e non deve spaventare le società a caccia di un allenatore.

Dopo mesi di messaggi incrociati, retroscena e rumors, Antonio Conte è passato alle vie di fatto. La lunga chiacchierata che il suo vice storico, Christian Stellini, ha fatto in diretta sull'emittente Telelombardia rappresenta plasticamente la voglia del tecnico leccese di tornare in pista e di farlo possibilmente in una big di Serie A. Il Napoli forse, di sicuro il Milan che dall'inverno viene accostato al suo nome senza, però, che ci sia l'apparente volontà dei rossoneri di fare un passo avanti. Anzi.

Il Milan di Cardinale non vuole Conte perché lo ritiene troppo ingombrante, è quanto esce da Casa Milan. Problemi di carattere, scarsa gestibilità nella comunicazione, richieste di mercato impegnative, stipendio da top e l'abitudine a lavorare accentrando tutto sulla propria figura che è l'esatto contrario della collegialità inaugurata spazzando via nel giugno 2023 Paolo Maldini e le sue asperità caratteriali. I tifosi sono scesi sul piede di guerra e in nome del "O Conte o nessuno" hanno bruciato la candidatura di Lopetegui.

Ora assistono più distaccati al valzer di nomi e ipotesi, quasi rassegnati all'idea che l'ex di Juventus e Inter e della nazionale dell'Europeo 2016 non arriverà a Milanello. In questo clima è arrivata l'intervista auto-promozionale di Stellini che ha cercato di smontare tutta la narrazione su Conte per renderlo commestibile ai dirigenti del Milan. Molto probabilmente fuori tempo massimo, di sicuro accreditando l'idea che il tecnico leccese, convinto di poter dominare il mercato rientrando a proprio piacimento dopo i mesi di riposo post Tottenham, arrivato a metà maggio sia ancora a metà del guado o lontano da una soluzione che lo accontenti.

Stellini ha spiegato che non è vero che Conte pretenda un budget di calciomercato irrealistico e nemmeno che sia ingestibile dal punto di vista della comunicazione. Che il confronto con le proprietà che lo hanno avuto, con le quali si è quasi sempre lasciato malissimo, fa parte del processo di crescita. Ha aggiunto che il Milan gli piace tantissimo, vede potenzialità in Leao e nella rosa, aspetta un progetto da sviluppare e dove ha lavorato ha sempre lasciando in eredità un valore sportivo e patrimoniale superiore a quello trovato.

Mancava il numero di telefono cui rivolgersi per prendere contatto e la scena sarebbe stata completa. Un grande colpo giornalistico, non c'è dubbio. Ma anche una mossa apparsa disperata e che può ottenere due effetti: convincere gli indecisi di Casa Milan (difficile), oppure suscitare l'effetto contrario perché non sempre proprietà e club amano farsi tirare per la giacca così pubblicamente, soprattutto quando devono gestire un momento di forte dissenso con i propri tifosi.

Conte è inquieto da mesi. Risulta che l'idea di cambiare lo storytelling sui suoi usi e costumi sia stata coltivata anche nel cuore dell'inverno, per far emergere un'idea diversa da quella delle ultime avventure. Però un conto è farlo in maniera strategica e misurata, andando a posizionarsi laddove esistono possibilità di panchine prestigiose. Un altro è l'auto promozione mentre i giochi si stanno chiudendo. Ancora qualche giorno e sarà il tempo di tirare una riga e scoprire il nome dell'allenatore del Milan, quello del Napoli e via via il resto del quadro in Europa. Con o senza Conte lo scopriremo.

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Giovanni Capuano