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Dario Sequi
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Italia

Al Forte Village anche il gusto si mette in viaggio

Quasi 40 tra ristoranti e bar, cucine da ogni parte del mondo e per tutti i palati: mediterraneo, brasiliano, gourmet, stellato. E quest’anno la novità del celebre resort sardo è il barbecue gourmet che arriva dal Nord

21 ristoranti e 18 bar, 500mila pasti serviti, 12mila bottiglie stappate più 5 mila di bollicine a stagione. Sono i numeri del Forte Village, struttura ricettiva sarda, premiata per 22 volte come la migliore al mondo.

Siamo nella Sud della Sardegna, una sorta di destinazione nella destinazione, regno assoluto di Heinz Beck, Rocco Iannone, Massimiliano Mascia, Andrea Berton e per l’estate 2022 di Brian Bojsen, re indiscusso dell’arte del barbecue (foto in apertura), Peppe Cutraro, miglior Pizzaiolo d’Europa 2022 e il ritorno al Belvedere di Antonello Arrus.

Interpreti esclusivi di profumi e sapori di tradizioni culinarie «lontane» o «a chilometro zero», questo e non solo, il parterre di stellati che scelgono tutti gli anni il Forte, trasferendo in Sardegna le loro evoluzioni creative che rendono ogni piatto una vera e propria esperienza sensoriale.

A occuparsi dei vini è una donna sola al comando: Sofia Carta, sommelier che non si stanca di allestire una vetrina liquida della Sardegna sul mondo. Prima a capo del Wine Bar, dall’anno scorso cura la scelta delle etichette di tutto il resort.

Il suo regno è la Cantina, di cui va particolarmente fiera e dove, su richiesta, è possibile organizzare serate speciali che diventano una sorta di estensione di qualsiasi ristorante del resort e da dove una staffetta in bici recupera i vini più preziosi scelti da Sofia per i diversi locali. Giusto il tempo di prendere l’aperitivo e all’occorrenza infilare la bottiglia nell’abbattitore.

Il microcosmo enogastronomico del Forte Village - in cui oltre agli stellati troviamo dal sardo, al brasiliano, al sushi, passando dal classico internazionale - non potrebbe esistere senza la figura portante dell’executive chef Paolo Simioni: cuoco veterano, a cui carpire tutti gli aneddoti e le leggende metropolitane delle 56 stagioni che lo vedono attivo in questo universo.

Dopo una gavetta internazionale e una stella Michelin in tempi non sospetti, riesce a far quadrare gli oltre 500 mila pasti preparati quotidianamente nel resort con il rigore militaresco di una portaerei. Tutela i produttori locali e dei frutti (sia terreni che ittici) del Mediterraneo e di questo lembo di Sardegna, pur lasciando indipendenza all’identità di ogni locale, tesse rapporti diretti con i pescatori di zona, oltre a curare ben due orti privati e una macelleria con metrica sartoriale, assecondando tutte le esigenze dei «suoi» cuochi.

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Riprendendo le novità della stagione in corso, non potrebbe esserci contrasto più grande tra il sud della Sardegna e l’estremo nord da cui proviene Brian Bojsen (foto sopra). In realtà la filosofia di questo chef, chiamato «l’avventuriero danese», sposa perfettamente i principi di sostenibilità e attenzione alle materie prime d’eccellenza che contraddistingue da sempre la cucina del Forte.

È con un incondizionato rispetto per la natura e tutti i suoi elementi, che Brian esplora aree remote e utilizza l’ambiente circostante nella sua visione creativa e a tratti estrema della cucina open air, della pesca e della caccia. «The Crazy Dane», come lo chiamano i tedeschi, ha iniziato come surfista e fotografo. È sempre stato un viaggiatore, ma il suo traguardo è stato quando ha scoperto il suo talento per la cucina, portandolo ad affinare sempre più il suo stile di cucina nordica cruda e fresca, e all’apertura del suo ristorante Brian’s Steak & Lobster ad Amburgo.

Forte Bay sarà il quartier generale del re del BBQ, dove Brian porterà un accenno del suo stile nordico: legno naturale abbinato a inserti in pelle e richiami al mondo degli esploratori di terra e di mare. Con un’imponente griglia a vista e l’utilizzo dei profumati legni del Mediterraneo, per un connubio perfetto tra l’arte del fògu sardo e i contrasti nordici.

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Al Belvedere (foto sopra), un’incantevole terrazza sospesa tra il cielo e i pini mediterranei di Villa del Parco, torna Antonello Arrus, sardo DOC, che propone piatti della tradizione gastronomica sarda e italiana rivisitati con fantasiose divagazioni. Racconta che ha scoperto la sua passione per la cucina osservando la semplicità con cui la madre preparava veri e propri capolavori utilizzando prodotti freschi rigorosamente del suo territorio. Le esperienze all’estero sono quelle che ancora di più l’hanno convinto che nessuna cucina può risultare più appassionata di quella italiana, in grado di tradurre materie prime freschissime in composizioni sublimi. Con il sapore del finocchietto selvatico e della buccia d’arancia e limone, per esempio, il crudo di mare si arricchisce di tonalità indimenticabili. Lo zafferano invece con il suo profumo può accendere il filetto di capone di scoglio così come le verdure colte direttamente dall’orto impreziosiscono i risotti. Assolutamente da non perdere due piatti: il tortello di ricotta su vellutata di patate e il tegame di gamberi e cozze al basilico rosso.

Infine, sempre tra le new entry, per chi volesse mangiare la pizza più buona d’Europa, l’indirizzo giusto al Forte Village è da Peppe Cutraro. 33 anni di cui almeno 18 di lavoro, la sua Casa di Peppe al 222 di Rue Saint-Jacques a Parigi, quest’anno ha vinto il premio di migliore pizzeria d’Europa.

Il viaggio gastronomico tra i ristoranti del Forte Village prosegue sulla Terrazza del Forte Bay, con uno dei panorami forse più mozzafiato del resort, dove freschezza, naturalezza e libertà, abbinando pochi elementi in modo innovativo, sono le tre parole chiave di Andrea Berton, che non manca di rivisitare, utilizzando le preziose materie prime della Sardegna, alcuni dei piatti più rappresentativi del suo Ristorante Berton a Milano - tra i quali il brodo, nobilitato a piatto vero e proprio, e massima sintesi dell’ingrediente principale di ogni piatto – e la proposta di un nuovo piatto, a base di pesce e prodotti a chilometro zero.

heinz-beckForte Village

Passaggio obbligato anche al ristorante Beachcomber di Heinz Beck (nell'immagine sopra), un’altra delle location più spettacolari del resort, ripensato nei minimi dettagli per rispondere allo stile di uno degli chef più acclamati a livello mondiale. Proposte light per pranzo, gourmet per la cena, seguono la melodia dei suoi virtuosismi culinari, espressione dell’anima della cucina italiana e mediterranea, che spesso incontrano stili di Paesi lontani o si lasciano tentare da complesse lavorazioni che si traducono in pura deliziosa semplicità per il palato.

Cenare, almeno una volta, alla Terrazza San Domenico, solo 15 tavoli quasi pieds dans l’eau, è d’obbligo. Qui, Chef Mascia, affiancato da una parte della brigata proveniente proprio dalla cucina di Imola, propone alcuni grandi classici del San Domenico come l’Uovo in Raviolo San Domenico con burro di malga Parmigiano dolce e tartufo di stagione.

Rocco Iannone, invece, con il suo inconfondibile estro napoletano guida il ristorante Forte Gourmet affacciato sulla splendida piscina Oasis, difendendo a spada tratta la tradizione e i processi di cottura semplici, senza possibili compromessi. Controtendenza, una delle sue frasi celebri è che l’estetica non va di pari passo con la bontà: «Un piatto buono non può essere bello!». Senza dubbio risulta difficile bissare la sua carta d’identità: due ristoranti 1 stella, due 2 stelle e due 3 stelle Michelin.

A loro si affiancano gli chef stellati dell’ormai tradizionale appuntamento con Celebrity Chefs (dal 25 luglio al 30 agosto), da Alessandro Breda a Franck Reynaud, da Giuseppe Mancino a Sandro Serva e Theodor Falser. Lasciarsi stregare da una serata sotto le stelle accompagnata dalle loro degustazioni è inevitabile.

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