Calcio

TOP&FLOP: Il mercato del calcio nell'era della crisi

Quelli che non sono costati nulla e i talenti lasciati partire. Storia di un anno di calciomercato

Fredy Guarin esulta dopo il gol segnato al Napoli – Credits: La Presse

Un anno di calciomercato, aperto sempre anche ben oltre le scadenze e malgrado la crisi che per la prima volta in estate ha costretto la serie A ad un bilancio in positivo. Abbiamo speso meno di quanto abbiamo incassato. Non accadeva da una vita ed è un bel segnale. Il problema è che comunque abbiamo anche speso male. Ecco i top e flop delle due campagne acquisti del 2012.

I TOP DEL MERCATO - Eccoli i migliori affari delle squadre italiane. Investimenti che hanno reso subito e molto di più rispetto al prezzo d'acquisto o che si sono rivelati al di là delle aspettative:

Florenzi: Era già della Roma ed era in prestito al Crotone. Zeman lo ha voluto accanto a sé subito e gli ha dato fiducia. Si è rivelato a San Siro contro l'Inter ed è diventato un pezzo importante della Roma. Guadagna quasi quanto un impiegato di primo livello. In rampa di lancio

Asamoah: La Juventus non lo ha ancora pagato interamente e non è nemmeno costato poco. Però tutti pensavano fosse il pezzo meno pregiato della coppia con Isla prelevata dall'Udinese bruciando l'Inter e, invece, il ghanese si è rivelato un giocatore totale. Imprescindibile.

Guarin: Arrivato a gennaio rotto tra le ironie è stato riscattato in estate. E' costato complessivamente 11 milioni di euro ed è il primo tassello del nuovo corso dell'Inter. Per una volta Branca si è preso la rivincita.

Insigne: Era bravo? Sì. Si sapeva? Sì. E' un predestinato? Sì. Però tra questo e mettere mano al portafogli per investire ci passa spesso un mare e De Laurentiis è stato bravo a non farsi intimorire dal prezzo. Venduto Lavezzi e preso il futuro. Chapeau.

Lucio: Forse per una volta ha avuto ragione l'Inter e torto la Juventus. Il brasiliano sarà ricordato solo per l'imbarazzo nella conta degli scudetti della nuova società... Misteri (vedi sotto).

I FLOP DEL MERCATO - Ed ecco invece i peggiori affari delle squadre italiane. Non necessariamente soldi buttati via per bidoni o calciatori in difficoltà:

Pato: Come sarebbe cambiata la storia recente rossonera se Berlusconi non avesse fermato Galliani un secondo prima della firma con Psg e Manchester City? Mai decisione di mercato fu meno azzeccata. Pato è un mistero (deprezzato) sempre più ai margini del Milan.

Verratti: Il voto ovviamente non vale per il Psg, ma per le italiane che se lo sono lasciato portare via dopo averlo avuto in mano. In ordine di apparizione: Milan, Genoa, Inter e Juventus. Troppo comodo piangere dopo. Bisognava scommeterci prima (vedi alla voce Insigne).

Bendtner: D'accordo che è costato poco e che a Conte serviva la quinta punta per completare la rosa, però la fretta con cui è stato imbarcato il danese merita il cartellino rosso. Impalpabile e poco utilizzato, della sua presenza i tifosi si sono accorti il giorno in cui si è rotto. Inutile.

Silvestre: Sembra impossibile ma sei fa se lo contendevano Inter e Milan. L'ha spuntata l'Inter ma nessuno se n'è accorto. Certo, la difesa a tre non l'ha aiutato, ma considerato l'investimento (11 milioni di euro) adesso è un problema per Moratti. Minusvalenza.

Lucio: Forse per una volta ha avuto ragione l'Inter e torto la Juventus. Il brasiliano sarà ricordato solo per l'imbarazzo nella conta degli scudetti della nuova società... Misteri (vedi sopra).

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