Juventus Stadium un milione di spettatori
Calcio

Scatta la Serie A 2016-2017: tutti contro la Juve (che non può perdere)

Pronostico tutto per i bianconeri di Allegri. Napoli, Roma, Inter e Milan: chi si mette nella scia?

Senza qualche gol di troppo incassato ad agosto e i chiletti in più di Higuain, oggi forse staremmo parlando di un campionato finito prima ancora di cominciare. Troppo forte la Juventus, dominante sul mercato e proiettata all'Europa mentre il resto dell'Italia sta provando a riorganizzare le proprie armate, facendo di conto su quello che rimane lasciato dalla truppa di Allegri e testando i rinforzi che vengono dal lontano Oriente. Per fortuna l'estate ha seminato qualche dubbio in più sulla strada dei bianconeri e, allora, si può partire sperando di vedere qualcosa di diverso dal monologo bianconero degli ultimi sette mesi della scorsa stagione.

Si riparte da qui, dalle 26 vittorie (su 28 partite) dopo il tracollo di Reggio Emilia che aveva illuso tutti sulla fine della dittatura juventina. Si riparte dalla Coppa Italia conquistata battendo l'ultimo Milan di Berlusconi (sempre che tutto fili liscio nella trattativa con i cinesi), dal mercato sontuoso di Marotta e dalla sfida lanciata alla Champions League e al meglio d'Europa. Che potrebbe distrarre la Juventus dall'orticello di casa, sempre che possa bastare visto il precedente di un anno fa.

Juventus: ecco perché può solo perderlo

Higuain è più di una ciliegina sulla torta più buona della pasticceria. E' il rilancio in grande stile, l'all-in sul tavolo europeo. Se poi si considera che della Juventus di Berlino sono cambiati metà dei protagonisti (Pirlo, Vidal, Pogba, Morata, Tevez), la capacità progettuale di Agnelli e Marotta ne esce ingigantita. Lo scotto al nuovo ciclo dovrebbe essere stato pagato lo scorso autunno, oggi non c'è più da cambiare pelle ma solo da rifinire il lavoro anche se la partenza di Pogba lascia aperto qualche interrogativo.

E' possibile che strada facendo Allegri disegni una Juve più simile alla sua idea di calcio. Possibile, ma non sicuro. La ricchezza e qualità della rosa, che potrebbe schierare una seconda squadra comunque competitiva per la zona Champions, offre un vantaggio unico. Le rivali principali, Napoli e Roma, sono state colpite al cuore con l'acquisto di Higuain e Pjanic. Le altre hanno un divario di partenza notevole da colmare. Senza suicidi (in senso sportivo) è impensabile un finale diverso dal sesto scudetto consecutivo che proietterebbe questa Juventus nella leggenda.

Napoli e Roma sono davvero più deboli?

E' la domanda che sta squassando l'estate di Sarri e Spalletti. Perdere il capocannoniere con la sensazione di aver subito uno scippo può creare un contraccolpo difficile da gestire anche a livello psicologico. Però il Napoli ha già i mezzi per andare oltre il Pipita che con i suoi 36 gol dell'anno scorso è entrato nella storia ma, per paradosso, non ha aumentato il numero di gol complessivi della squadra. E soprattutto ha cannibalizzato i compagni di reparto. Senza di lui, dunque, Gabbiadini, Callejon, Mertens e Insigne potrebbero esplodere come tappi di champagne e se Milik si conferma talento da 15-18 gol...

La Roma vive sulla scommessa che Strootman sia tornato ai livelli di due anni fa. Se così fosse potrebbe anche non essere un trauma l'addio di Pjanic e delle sue geometrie. Altrimenti la mancanza del bosniaco unita alle difficoltà in difesa (Rudiger fuori e Digne partito) rischiano di compromettere il potenziale offensivo. L'altra scommessa è su Vermaelen che a Barcellona ha vissuto stagioni da comprimario e qui dovrà mettersi al fianco di Manolas per blindare la difesa. Segnarsi il nome di Dzeko: dopo un'annata disastrosa può solo migliorare e risultare l'arma in più dei giallorossi che, comunque, hanno a disposizione varietà di uomini e moduli per far paura a chi corre per la Champions.

Tutte le maglie della Serie A 2016 - 2017

Le montagne russe delle milanesi

Inter e Milan osservano da lontano. I nerazzurri sono molto più avanti dei rossoneri nel processo di costruzione di qualcosa che assomigli al passato, anche se il divorzio tardivo da Mancini ha vanificato buona parte del lavoro estivo. De Boer dovrà fare in fretta a rimettere insieme i tasselli del puzzle: le potenzialità ci sono e la squadra è più forte di quella che ha illuso per metà campionato l'anno scorso per poi naufragare nel girone di ritorno. Banega sarà l'ago della bilancia, ultimo regalo dell'era Thohir prima che Suning immettesse ossigeno prezioso nelle casse e nelle ambizioni del club che si sta riabituando a pensare in grande.

Il Milan è a metà del guado. Forse anche meno. Montella ha fatto un lavoro dignitoso in estate ma non ha in mano una rosa adatta al suo calcio e sta provando a farla funzionare al meglio. Da persona intelligente qual è, sa che non gli saranno concessi alibi a lungo: bisogna fare risultati in fretta per evitare che si evochino i fantasmi del recente passato e nascano scomodi paragoni con Mihajlovic. La transizione societaria non aiuta. A gennaio potrebbe essere un'altra storia, ma è obbligatorio arrivarci in posizione utile perché valga la pena dispiegare il nuovo potenziale economico 'made in China'.

Fiorentina, Lazio e Sassuolo: chi fa l'outsider?

E le altre? La Lazio esce da un'estate tormentata ed è sempre circondata da gelo e diffidenza. Lotito, smaltita la delusione per la vicenda Bielsa, si è gettao sul meracto cercando di pescare un po' ovunque: 6 nuovi acquisti e molte scommesse per Simone Inzaghi. La Fiorentina sta vivendo la transizione tra due cicli con la garanzia di Paulo Sousa chiamato, però, a ripetere la prima metò della scorsa stagione visto che la seconda è stata deludente e ha fatto sorgere più di qualche dubbio. Il Sassuolo potrebbe prendersi ancora la ribalta, ma per la prima volta dovrà (si spera) misurarsi con il doppio impegno europeo che prosciuga energie fisiche e psicologiche.

Insomma, alle spalle della prime cinque del gruppo è difficile trovare qualcuno che parta con la certezza di essere l'outisder. Poi qualcosa succederà, come racconta la storia recente della serie A; oggi, però, è difficile da pronosticare. Ci sarebbe da aspettarsi un colpo dal calcio genovese, se non fosse che Sampdoria (Giampaolo ha una sfida durissima) e Genoa (Juric incuriosisce) non hanno dimostrato di avere la forza per rilanciare. Il resto parte dietro, per evitare di essere coinvolto nella lotta per non retrocedere. Almeno lì sarà bagarre fino alla fine.

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