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Calcio

Farsa Marchisio e scontro tra Juve e Conte (che pensa all'addio)

Per i medici della nazionale il centrocampista si è rotto il crociato, poi il colpo di scena. Scintille Elkann: "Perché li fa lavorare tanto?"

Un giallo in piena regola. Anzi, una farsa perchè così bisogna definire quanto accaduto intorno a Claudio Marchisio e al suo ginocchio destro nella vigilia di Bulgaria-Italia. L'unica certezza è che il centrocampista della Juventus non è salito sull'aereo diretto a Sofia, ma ha fatto ritorno a Torino con una diagnosi raggelante che si è poi tramutata in una carezza e un sorriso. Meglio per lui, sia chiaro, ma il cortocircuito che ne è seguito è clamoroso e mette in discussione la permanenza stessa di Conte sulla panchina della nazionale. E lo scontro con la Juventus, rimasto a lungo sotto traccia, è diventato durissimo.

Tutto è accaduto nell'ultimo allenamento a Coverciano in tarda mattinata. Marchisio mette male il piede e si infortuna. Corsa in ospedale, esami strumentali e la sentenza del professor Castellacci: rottura subtotale del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Tempi di recupero tra i 6 e gli 8 mesi a seconda della possibilità o meno di operare. In ogni caso una tegola durissima da assorbire per la Juventus che, infatti, l'ha presa malissimo. Tempo qualche ora e John Elkann, la proprietà, ha battuto un colpo: "Claudio è un ottimo giocatore, bisogna capire perché in nazionale li fanno lavorare così tanto". La mente dei bianconeri corre ai precedenti di Buffon (2010), Chiellini (Europeo 2012), Barzagli (Mondiale 2014) e a tanti altri episodi in cui il club ha perso giocatori a causa della maglia azzurra.

Tempo di atterrare a Sofia e Conte ha risposto. Sguardo duro e cupo, non le ha mandate a dire alla sua vecchia società: "Quando ero alla Juventus Elkann non me le ha mai fatte queste domande. Non mi piace quello che si sta creando intorno a me, non mi piace questo volermi mettere contro il mio passato. Non mi piace assolutamente. Io sono nella polemica perenne". Conte è una furia. L'idea che i suoi abbiano lavorato troppo lo fa arrabbiare: "Cosa vuol dire aver lavorato sodo? Hanno lavorato bene". E sul suo futuro: "Adesso penso alla Bulgaria, poi si vedrà".

E qui si arriva al terzo capitolo della vicenda e cioé alla diagnosi serale sul ginocchio di Marchisio. Arrivato a Torino il centrocampista si chiude con Marotta e Agnelli alla clinica Fornaca. Lo attendono i professori Flavio Quaglia e Claudio Faletti: risonanza magnetica e lesione del legamento del ginocchio esclusa. Comunicato di sollievo Juventus, qualche giorno di riposo e possibilità di essere in campo presto. Molto presto. Un verdetto che non ha depotenziato il tono della risposta che Elkann aveva riservato allo sfogo di Conte: "A Torino allenava, in Nazionale fa il selezionatore. Sono due lavori diversi, dopodichè se vuole passare come il selezionatore con maggiori infortuni...".

Polemica durissima che coinvolge anche lo staff medico della nazionale. Come è possibile sbagliare in questo modo una diagnosi? Castellacci si fa sentire in serata: "Siamo felici per Marchisio se la seconda risonanza offre un quadro meno grave del primo referto radiologico dell'Ospedale Fanfani". Sottolineatura che vale a dire: è stata quella struttura a dire che il crociato era lesionato. In mezzo ci sono le parole di Tavecchio che ora deve gestire con grande diplomazia il problema. Si è schierato con Conte ("Per un incidente sfortunato si monta un caso che turba la Nazionale. Antonio Conte è un grande professionista che lavora per il bene di tutta l'Italia calcistica"). Basterà al ct? 

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