Calcio

L'Inter del futuro: 5 domande a Moratti e Thohir

La chiusura della trattativa per il cambio di proprietà dell'Inter lascia aperti molti dubbi - Thohir, il ritratto  - l'Inter di Moratti, fotostoria  - Il mercato che verrà

Il nuovo proprietario dell'Inter, Erick Thohir (credits: ANSA/PAOLO SALMOIRAGO)

Adesso che il dado è tratto, l’intesa raggiunta e Massimo Moratti ha in pratica ufficializzato che non sarà più il presidente dell’Inter e che la svolta epocale della cessione a Erick Thohir è dietro l’angolo, è bene che nel giro di qualche settimana arrivino le risposte ad alcune domande. Non è solo una questione interna al mondo Inter, ma molto interessa anche al calcio italiano in genere che per la prima volta imbarca sulla nave pericolante un magnate indonesiano con patrimonio a nove zeri.

Il punto di partenza è proprio questo. L’arrivo di Thohir e dei suoi soci rappresenta una prima volta per tutto il movimento e non solo la chiusura di un’epoca romantica per i tifosi nerazzurri, iniziata nel ’95, condita da vittorie, sconfitte e bilanci da paura, chiusa per l’impossibilità di reggere il gioco.

Con Moratti se ne va l’ultimo mecenate del calcio italiano? Vero. La famiglia Agnelli tratta la Juventus in modo manageriale da almeno vent’anni, Berlusconi ha da tempo imposto l’autosufficienza a Galliani (e comunque ha interessi di visibilità che gli rendono conveniente non cedere il Milan), De Laurentiis ha costruito nel Napoli un gioiello sportivo-economico. La parabola di Moratti ricorda semmai quella dei Sensi, anche se il finale è diverso e non stiamo assistendo al crack di un impero.

A maggior ragione ecco alcune domande aperte alle quali Moratti, ma soprattutto Thohir, dovranno dare risposta in fretta ora che l’ultimo velo è stato squarciato.

1 – QUANTO E’ COSTATA DAVVERO L’INTER?

Domanda centrale per stimare il peso del nostro calcio. C’è differenza tra dire che l’Inter è stata quotata 400 milioni di euro e proiettare la stessa cifra al lordo di debiti con le banche (circa 200 milioni) e previsione di futuri bilanci in rosso. L’Inter rappresenta pur sempre la terza forza economica del football italiano: se è stata venduta come un Fulham qualsiasi è una notizia che deve interessare anche gli altri imprenditori che ancora investono sulla serie A.

2 - QUANTO HA INCASSATO MORATTI?

A occhio in tasca a Moratti resterà pochino di tutta questa operazione. Quanto? Se è vero che la parte cash ammonta a circa 150 milioni di euro e il resto copre i debiti, bisogna considerare che nel giro di un mese il petroliere dovrà sborsare un altro assegno da 60-70 milioni per ripianare il bilancio 2012-2013 e che, conservando il 30% delle quote, lo stesso accadrà seppure in misura minore nei prossimi due anni. Se così fosse, Moratti ha ceduto per scelta o per costrizione (economica e congiunturale)? Se la risposta è la seconda significa che Thohir ha imbarcato un socio importante (30%) che fornisce poche garanzie in vista di un costoso rilancio della società.

3 – COSA SIGNIFICA ‘DIRITTO DI VETO SULLE OPERAZIONI ONEROSE’?

Esiste un diritto di veto della famiglia Moratti sulle operazioni onerose? Se esiste, in che termini? Sarebbe paradossale aver portato in Italia un magnate con alle spalle un colosso da 12 miliardi di euro per chiedergli di investire sull’Inter come se fosse in austerity. Nessuno si aspetta spese folli sul modello degli emiri di Parigi e dintorni, ma nemmeno che le difficoltà della famiglia Moratti pesino sui progetti futuri dell’Inter. Si torna alla domanda 2 e ai dubbi legati a Moratti: se proprio andava fatto (come sembra), allora il cordone ombelicale va tagliato del tutto.

4 – L’INTER ANDRA’ IN BORSA?

L’ipotesi è stata fatta nelle ore convulse dell’intesa. Non è stata smentita e nemmeno confermata. A occhio sembra una cosa senza senso. Thohir prende il 65-70%, Moratti per due-tre anni non esce e anzi conserva una sorta di ‘golden share’ sull’Inter. Quali azioni vanno sul mercato? E poi viene da chiedersi cosa sia vendibile ai piccoli investitori di una società che in tre anni ha visto crollare il fatturato di quasi il 50% (da 270 a 170 milioni di euro), che ha prospettive lacrime e sangue per gli azionisti almeno fino al 2016 e un poco ipotizzabile break even dal 2017 legato a risultati sul campo oggi non garantiti. L’esperienza degli altri club italiani a Piazza Affari dovrebbe aver illuminato a riguardo e, in ogni caso, la domanda è chiara e diretta: non è che Thohir vuole rastrellare fuori parte dei soldi che ha speso oggi?

5 – COSA CAMBIA NELLA SOCIETA’?

Risposta da dare in fretta. Marketing, stadio e comunicazione sono cose importantissime ma non il core business di un club calcistico. Più immediata, invece, la gestione quotidiana di squadra e società. Ad esempio, Mazzarri è uomo buono anche per Thohir o dovrà rassegnarsi a uno stillicidio di voci, anche solo buttate lì a casaccio? Branca e Ausilio con il loro staff resteranno il punto di riferimento per le operazioni di mercato? Se non lo saranno chi li sostituirà? Tra 120 giorni saremo nel pieno del mercato invernale e tutto questo dovrà avere certezze e non situazioni poco chiare. Moratti e Thohir devono delle risposte. In fretta. Adesso.

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