Calcio

I 5 top e i 5 flop della 37a giornata di serie A

Toni, Immobile e Di Natale sono un trio da meraviglia. Honda è una delusione anche nel suo ruolo preferito - Speciale: tutti i rigori della serie A

Antonio Conte e la Juventus esultano con i tifosi dopo la vittoria all'Olimpico – Credits: Getty Images

I TOP 5 DELLA 37^ GIORNATA DI SERIE A

Luca Toni (Verona) - Quando è arrivato a Verona in tanti sognavano la sua esultanza al Bentegodi ma nessuno avrebbe mai pensato di vederla per venti volte in maglia gialloblu. La punta dei record sta per chiudere una stagione ai limiti della fantascienza con 20 reti in 33 partite, meglio anche della storica stagione 2004/2005, prima in serie A con il Palermo, con 20 gol in 35 partite. Immortale. 

Ciro Immobile (Torino) - Mette a referto la rete numero 22 di un campionato che ricorderà per sempre. Il suo futuro è nel mirino dei top club europei e la Juventus sta valutando l'offerta officiale del Borussia Dortmund che ha deciso di puntare su di lui per il dopo Lewandowski. Dopo una stagione difficile con il Genoa è esploso come tutti erano pronti a scommettere. Che non sia anche la sorpresa del mondiale? 

Nicola Sansone (Sassuolo) - Entra al 60' e segna il 3-2 che regala la salvezza matematica alla squadra di Eusebio Di Francesco. Per lui una stagione ad alto livello dopo le belle giocate fatte vedere con la maglia del Parma. E' un giovane, classe 1991, e ha dimostrato di essere all'altezza della serie A. La società emiliana ha creduto in lui comprandone la comproprietà e i risultati si sono visti anche grazie all'ottima intesa con Zaza e Floro Flores. L'eroe del Mapei Stadium è lui, per i neroverdi un'altra stagione in serie A. 

Antonio Di Natale (Udinese) - L'attaccante napoletano è ormai l'allenatore in campo dei friulani coordinando movimenti e azioni dei compagni. Come se non bastasse segna un gol da cineteca, 14° in 31 partite di questa stagione. Il suo addio al calcio sembra sempre più vicino ma i tifosi bianconeri (e non solo) pronti a fare carte false pur di vederlo ancora in campo sono sempre di più. 

Marco Storari (Juventus) - Come ogni anno dal suo arrivo viene chiamato in causa nel finale di stagione. L'ex portiere di Milan e Sampdoria non si fa mai trovare impreparato mostrando di meritare il ruolo di vice Buffon. Anche contro la Roma salva il risultato in più occasioni: sarebbe titolare in gran parte delle squadre di serie A. 

I FLOP 5 DELLA 37^ GIORNATA DI SERIE A

Keisuke Honda (Milan) - I suoi avvocati difensori dicevano che il cattivo rendimento del giapponese era dovuto al suo ruolo in campo. Con l'Atalanta ha giocato nella sua posizione preferita, trequartista centrale, ma i risultati non sono cambiati. Per l'ex Cska si avvia alla fine la prima stagione in rossonero, una delusione sotto tutti i punti di vista. 1 gol in 14 partite, 2 assist e 979 minuti giocati sono troppo poco per indossare il numero dieci del Milan. 

Rolando Bianchi (Bologna) - Emblema della triste involuzione dei rossoblu che culmina con la retrocessione in serie B. L'attaccante avrebbe dovuto sostituire Gilardino ma la sua stagione si è chiusa con sole tre reti realizzate. Le lacrime dei giocatori a fine partita sono l'immagine perfetta di una squadra che non ha saputo reggere la tensione per una lotta salvezza che si sarebbe potuta evitare. Magari non cedendo Diamanti...

Ishak Belfodil (Livorno) - Altro emblema di una squadra che saluta la serie A dopo una stagione da dimenticare. L'algerino era arrivato a gennaio dall'Inter con l'obiettivo di trascinare i labronici ma il suo score a fine campionato fa piangere il piatto: zero reti in diciotto partite sono troppo  poco per una punta...

Vincenzo Fiorillo (Sampdoria) - La Sampdoria saluta i suoi tifosi con un passivo da incubo che vede come colpevole anche il portiere genovese. Messo al posto di Da Costa a furor di popolo in questo finale di stagione, il "falco di Oregina" compie un miracolo in occasione del primo gol partenopeo ma per il resto della partita si mette in mostra per errori da dimenticare. Sul gol di Insigne si fa beffare dalla traiettoria del pallone e nei rinvii è spesso impreciso. Giornata da dimenticare. 

Gino Peruzzi (Catania) - Nonostante il pregio di aver lottato fino all'ultimo il Catania saluta la serie A. Nella sfida decisiva con il Bologna l'argentino si fa ammonire dopo appena 4 minuti e quando al 20' gli viene sventolato il secondo giallo sotto gli occhi nessuno protesta. Un'ingenuità assoluta che lascia la squadra di Pellegrino in dieci uomini per settanta minuti. 

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