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Berlusconi-Thiago e le preghiere

Siti web e trasmissioni inondati di messaggi dei tifosi rossoneri: "Non si vende". La supplica di Milan Channel e il passo indietro di Silvio che ricorda le vicende di Kakà e Pato

Il fermo immagine tratto da Milan Channel con la preghiera dei tifosi a Berlusconi

Galliani ci ha scherzato su al termine di una giornata che deve essergli parsa interminabile come poche nel suo quarto di secolo nelle stanze del comando rossonero. "Di solito le preghiere funzionano..." si è lasciato sfuggire senza far capire se si riferisse più al mare di proteste e suffragi del popolo milanista perché Berlusconi non faccia partire Thiago Silva con destinazione Parigi o alle reazioni stizzite degli altri big rossoneri.

In ogni caso la catena della preghiera si è messa in moto e che qualcosa potesse accadere lo si era compreso nel momento in cui il moto popolare è stato riassunto in una sintesi unica da Milan Channel, canale ufficiale della società e per definizione vicino ai suoi vertici. Una schermata fissa tenuta in onda all'ora di pranzo: "Presidente, noi la preghiamo... Lo tenga!!!". Scritto così. Perentorio come si può fare solo rivolgendosi a uno di famiglia nelle ore in cui le cronache descrivevano proprio la Famiglia (Berlusconi) indecisa sul da farsi davanti al pressing degli sceicchi.

Non è dato sapere se siano state le preghiere o le proteste. O, ancora, se qualcuno abbia avvertito Berlusconi dell'estrema impopolarità della cessione del brasiliano. Fatto sta che Galliani è tornato a Milano senza aver siglato un'intesa sulla quale, secondo fonti molto vicine al Psg, si stava lavorando ormai solo per definire gli ultimi dettagli comprese le modalità di bonifico, le rate e la distribuzione del pagamento degli indennizzi Fifa alle precedenti società di Thiago Silva.

Galliani è tornato e ha evocato con un ghigno le preghiere del popolo rossonero prima di chiudere la serata con una dichiarazione un po' più strutturata di quello che rimane il suo pensiero: "Il Milan deve decidere, la scelta è sofferta perché al mondo non c'è un difensore come Thiaguito. Vendere o no Thiago è una decisione che va ponderata e metabolizzata". A decidere in realtà sarà Silvio Berlusconi, lo stesso che avrebbe autorizzato Galliani a volare a Parigi per raccogliere nel dettaglio l'offerta del Psg perché i 42 milioni di euro messi sul piatto fanno gola, consentirebbero una plusvalenza da 36 milioni di euro che da sola coprirebbe due terzi del buco da 67 milioni registrato nell'ultimo bilancio.

"Non posso non venderlo" si era sbilanciato il presidente nelle scorse ore. Qualcosa è cambiato come avvenne nel gennaio del 2009 quando - con Kakà già a un passo da City - Silvio si prese la scena dichiarando in diretta tv che non se ne faceva nulla. La storia dice che l'addio su solo posticipato di sei mesi, però il precedente ricorda da vicino questa vicenda e quella risalente allo scorso inverno dello stop imposto a Galliani a un centimetro dalla conclusione del triangolo Pato-Psg-Tevez.

Chi avrà ragione? Di sicuro le decine di migliaia di tifosi che in queste ore si stanno mobilitando sul web non curano le questioni di bilancio. Per loro il Milan è solo un affare di cuore. Per Berlusconi chissà.

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