Salute

Spermatozoi in calo: ridotti di un terzo in meno di 20 anni

Uno studio francese su 26.000 adulti sani ha registrato una diminuzione di oltre il 30% dal 1989 al 2005. Non è ancora allarme sterilità ma la tendenza è preoccupante

Spermatozoi al microscopio in una foto di archivio (Credit: Ansa)

Lo sperma dei francesi non è più quello di una volta. Nel corso di 17 anni, dal 1989 al 2005, il numero di spermatozoi presenti nel seme di un maschio di 35 anni sano è passato da una media di 73,6 milioni/ml a meno di 50 milioni/ml, facendo registrare una riduzione di circa il 33%. Lo studio francese appena pubblicato sulla rivista Human Reproduction è solo l'ennesima conferma di una tendenza che si era già registrata in altre parti del mondo e che vede il numero degli spermatozoi diminuire sempre più a livello globale.

I 26.600 uomini dai quali sono stati prelevati i campioni su cui si basa lo studio francese provenivano dai compagni di donne considerate completamente sterili e rappresentano un campione abbastanza rappresentativo della popolazione generale. Non c'è insomma rischio che si tratti di uomini con potenziali problemi di infertilità.

Per parlare di infertilità maschile, in base alle linee guida dell'Oms, la conta spermatica dovrebbe scendere al di sotto dei 15 milioni/ml, quindi la media resta comunque ampiamente al di sopra di questa soglia. Alcuni studi pongono però l'accento sulla possibilità che concentrazioni al di sotto dei 55 milioni/ml possano allungare i tempi del concepimento. Panorama.it ha chiesto il parere di Andrea Lenzi, professore di Endocrinologia all'Università di Roma La Sapienza.

Il dato che emerge dallo studio francese è valido anche per noi?

La prima segnalazione di questo trend ci fu già negli anni '90, con studi soprattutto delle scuole svedesi e danesi. In quell'area dell'Europa si è infatti registrata da più tempo una tendenza secolare al calo del numero degli spermatozoi. E contemporaneamente fin dagli ultimi decenni del Novecento è stato segnalato in quelle aree un aumento del cancro del testicolo, e si è ritenuto che i due fenomeni fossero in qualche modo collegati.
Il Dipartimento di Fisiopatologia medica ed Endocrinologia che dirigo ha fatto il primo lavoro italiano sul tema nel 2000 (pubblicato sul
Journal of Endocrinological Investigation, n.d.r.) e in quell'occasione abbiamo riscontrato anche noi un calo nel numero e anche della qualità degli spermatozoi. Mentre rimangono quelli che potremmo definire "campioni", cioè uomini con liquido seminale perfetto, la media sta calando.

A cosa è dovuto questo calo?

A una particolare forma di inquinamento legata agli interferenti endocrini, sostanze che mimano il comportamento degli estrogeni. Il maschio per tutti i nove mesi della gravidanza deve lottare contro gli estrogeni della madre. Una volta nato sempre più nella nostra epoca si trova immerso negli xenoestrogeni, contenuti nelle plastiche, negli antiparassitari e nei conservanti. Poi ci sono i fitoestrogeni, contenuti nelle sostanze proprie delle piante, come per esempio la soia. Un altro fattore di rischio è l'obesità, perché il grasso è un accumulatore di xenoestrogeni da un lato e riduce testosterone dall'altro. Ma anche alcuni alimenti sono buoni accumulatori di queste sostanze: per esempio il pesce ed il grasso animale.

Quali conseguenze ha questa diminuzione degli spermatozoi sulla salute dell'uomo?

Meno spermatozoi non vuol necessariamente dire aumento dell'infertilità: sopra i 20 milioni per millilitro non c'è motivo di allarme in questo senso. Può però avere luogo un allungamento dei tempi alla prima gravidanza, e poi c'è un lieve ma costante ipogonadismo latente, che implica tra le altre cose una minore produzione di testosterone. In realtà non conta solo il numero degli spermatozoi ma anche la loro qualità, che è data dalla mobilità e dalla loro morfologia. Purtroppo questo trend epocale di peggioramento riguarda tutti i parametri. Al calo della qualità seminale corrisponde un aumento del cancro del testicolo e delle malformazioni genitali maschili, come il criptorchidismo (mancata discesa del testicolo) e l'ipospadia. Il rapporto causa-effetto con il tumore del testicolo non è ancora del tutto chiaro, ma è certo che l'uomo infertile è considerato predisposto al cancro testicolare, che è spesso determinato dalle stesse cellule germinali che producono gli spermatozoi.

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