In palio c’è molto di più della partecipazione alla prossima Champions League e c’è anche più del semplice conto economico. Tra esserci e non esserci ballano non meno di 60 milioni di euro, ma nel caso di Juventus, Milan e Roma in gioco ci sono anche i piano sportivi per il rilancio perché restare fuori dalla coppa più ricca significherebbe entrare in un tunnel la cui uscita non sarebbe vicina.
Tradotto in soldoni: per il Milan sarebbe la seconda stagione consecutiva senza i ricavi della Champions League, una specie di cigno nero per le società italiane di alto livello che dipendono da quello, per la Juventus si interromperebbe il faticoso processo di riequilibrio dei conti (con ricadute pesanti sul mercato) e per la Roma sarebbe l’ennesimo atterraggio fallito. Cardinale, Elkann e Friedkin si troverebbero a dover intervenire per mettere una toppa al buco e non sarebbe piacevole.
Leao e Vlahovic, il futuro dipende anche dalla Champions League
L’immagine che sintetizza comprende due calciatori con storie diverse ma sovrapponibili: Rafa Leao e Dusan Vlahovic. Il primo è l’eterno incompiuto del Milan, va per i 27 anni e non ha più il valore di qualche anno fa (quando erano arrivate offerte vicine alla tripla cifra), è un equivoco tattico costante e anche un calciatore che divide tifosi e critica: un lusso che i rossoneri senza Champions League non potrebbero permettersi anche perché la sua partenza sarebbe una delle poche operazioni in grado di coprire i mancati incassi europei.
Vlahovic e la Juventus, invece, sono protagonisti di un lungo addio. Contratto in scadenza il 30 giugno prossimo, stipendio (passato) fuori da ogni canone e futuro da discutere anche perché ai bianconeri potrebbe convenire tenerselo una volta finito di ammortizzare il maxi investimento da quasi 90 milioni di euro dell’inverno 2022. Il serbo nicchia, apre e chiude all’ipotesi e senza Champions League certamente continuerebbe a guardare altrove dove sta facendo da mesi senza, però, trovare la soluzione gradita. Risultato: si parlano, si prendono, si lasciano, non concludono. Aspettano.
Volata Champions League: i calendari a confronto
Ecco perché il week end della 36° giornata del campionato è uno snodo fondamentale nella rincorsa all’Europa dei ricchi. Milan e Juventus, in rigoroso ordine di classifica, sono alla prova del nove mentre Roma e Como inseguono con parecchie carte da giocarsi. Il mazzo, però, è in mano alle prime due che hanno riaperto la porta alle avversarie con prestazioni e risultati negativi nelle ultime settimane.
Il Milan ospita l’Atalanta ed è in piena crisi tecnica, fisica e di risultati: una vittoria nelle ultime 5 giornate, troppo poco. Dopo il derby della speranza scudetto i rossoneri si sono afflosciati e con quel passo lì rischiano davvero di farsi risucchiare. I punti (67) e gli scontri diretti (favorevoli con Roma e Como, pari con la Juventus ma con una negatività nella differenza reti) consegnano ancora un vantaggio, però non rimettersi a vincere renderebbe un inferno le ultime due a Marassi col Genoa e in casa con il Cagliari.
La Juventus sta meglio come condizione, ma dopo essersi piantata all’Allianz Stadium con il retrocesso Verona non ha più margine d’errore. Solo un percorso netto con Lecce (trasferta), Fiorentina (casa) e Torino (fuori) garantisce la Champions League senza guardare i risultati delle altre. Guai ad arrivare all’ultima dovendo chiedere il pass ai granata davanti al loro pubblico.
Qual è la quota Champions League? Dipende da Roma e Como
Quanti punti servono per agguantare il pass Champions League lo decidono Roma e Como. Sono soprattutto i giallorossi di Gasperini a dare le carte. Partono con 64 punti e possono chiudere al massimo a quota 73 battendo in trasferta Parma e Verona e vincendo il derby con la Lazio reduce dalla finale di Coppa Italia. Dovessero arrampicarsi fino a lì obbligherebbero il Milan a racimolarne 6 e la Juventus a fare bottino pieno. A 72 (due vittorie e un pareggio) la Roma faciliterebbe molto il lavoro del Milan (basterebbero una vittoria e due pari) mentre la Juventus potrebbe concedersi una “X” vantando un confronto diretto migliore.
E il Como? Ha il calendario più facile tra Verona, Parma e Cremonese ma al massimo può chiudere a 71 punti. Che sono tanti, ma che potrebbero non bastare a meno che nella 36° giornata Milan e Juventus non buchino ancora la gomma. In quel caso gli ultimi 180 minuti diventerebbero davvero una volata a quattro e si salvi chi può.
