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Prezzi dei voli, l’Europa interviene su cancellazioni, rimborsi e indennizzi (fino a 600 euro)

Prezzi dei voli, l’Europa interviene su cancellazioni, rimborsi e indennizzi (fino a 600 euro)

Nuove linee guida: stop agli aumenti retroattivi dei biglietti già acquistati, chiarimento su quando spettano indennizzi (fino a 600 euro) e sugli incrementi per i pacchetti vacanza

Il caro carburante non può trasformarsi in un doppio conto per i viaggiatori che prendono l’aereo. Con l’estate alle porte e milioni di europei pronti a partire, l’Unione europea prova a mettere ordine nel caos del trasporto aereo provocato dalla crisi energetica per la guerra in Medio Oriente. Ecco allora nuove linee guida su cancellazioni, rimborsi, supplementi carburante e indennizzi (fino a 600 euro) per difendere consumatori e turismo, in uno dei periodi più delicati dell’anno, l’estate.

Stop ai rincari sui biglietti aerei già acquistati

Bruxelles mette un primo punto fermo sulle conseguenze del forte aumento del costo del jet fuel: le compagnie aeree non potranno aumentare retroattivamente il prezzo dei biglietti già acquistati dai passeggeri. Traduzione concreta? Chi ha già prenotato un volo non potrà ricevere richieste di pagamento aggiuntive motivate dal rincaro del jet fuel. Bruxelles considera illegittimo trasferire retroattivamente sui passeggeri l’aumento dei costi energetici. Il principio è destinato ad avere un impatto significativo soprattutto nel pieno della stagione estiva, quando le compagnie tendono ad aggiornare le tariffe in base all’andamento dei mercati energetici e della domanda turistica. La Commissione distingue però tra aumento dei prezzi e reale scarsità di carburante. Il caro cherosene, da solo, non rappresenta una “circostanza straordinaria” capace di liberare le compagnie dagli obblighi verso i passeggeri. Diverso sarebbe invece il caso di una concreta mancanza di carburante in un aeroporto o in una determinata area geografica. Ed è proprio su questo punto che si apre il capitolo più delicato per i viaggiatori.

Quando spettano rimborsi e indennizzi fino a 600 euro

Le norme europee sui diritti dei passeggeri prevedono, in caso di cancellazione del volo, un indennizzo aggiuntivo che va da 250 ai 600 euro in base alla distanza della tratta aerea. Le nuove linee guida di Bruxelles introducono una distinzione cruciale, soprattutto in vista dell’estate. Se il volo viene cancellato per una reale carenza locale di carburante, la compagnia aerea può non dover pagare l’indennizzo. In questo caso, infatti, la situazione verrebbe classificata come “circostanza straordinaria” e il passeggero perderebbe il diritto alla compensazione economica aggiuntiva, pur mantenendo le tutele fondamentali previste dalla normativa europea: rimborso integrale del biglietto, riprotezione su un altro volo e assistenza aeroportuale. Se invece una compagnia decide di cancellare una tratta soltanto perché non più redditizia a causa dell’aumento del carburante, il passeggero conserva pienamente il diritto all’indennizzo economico aggiuntivo. L’obiettivo dell’esecutivo europeo è evitare che il caro energia diventi un alibi per tagliare voli poco convenienti senza conseguenze economiche per le compagnie.

Pacchetti vacanza: aumenti consentiti fino all’8%

Le regole cambiano invece per i pacchetti vacanza, dove la normativa europea lascia maggiore margine agli operatori turistici. In questo caso gli organizzatori possono aumentare il prezzo del viaggio a causa del rincaro del carburante, ma soltanto a determinate condizioni. L’aumento deve essere previsto chiaramente nel contratto e comunicato al cliente almeno 20 giorni prima della partenza. Bruxelles stabilisce inoltre che, se il rincaro supera l’8% del prezzo complessivo del pacchetto, il viaggiatore ha diritto a recedere senza penali.

Carburante, slot aeroportuali e rischio crisi: cosa teme l’Europa

La Commissione europea precisa che, al momento, non esistono prove concrete di una carenza generalizzata di carburante per aerei. Tuttavia, Bruxelles ammette che un eventuale prolungamento della crisi geopolitica potrebbe provocare interruzioni nelle forniture, soprattutto per il jet fuel proveniente dall’area del Golfo Persico.
C’è poi la questione degli slot aeroportuali, cioè i diritti di decollo e atterraggio assegnati alle compagnie. Bruxelles conferma che il semplice aumento del carburante non giustifica deroghe alla regola dell’utilizzo minimo dell’80% degli slot assegnati. Le compagnie, dunque, non potranno ridurre liberamente i collegamenti solo perché i costi operativi sono aumentati. Viene infine lasciata aperta la porta a nuove misure straordinarie, nel caso in cui la crisi energetica dovesse aggravarsi nei prossimi mesi.

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