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Salute

Sanità: Italia terza al mondo (per efficienza) secondo Bloomberg

Dopo Singapore e Hong Kong, la sanità più efficiente è quella italiana, perché a una spesa contenuta unisce un'aspettativa di vita tra le più alte

ospedale

In corsia – Credits: iStockphoto

Appena ieri abbiamo risportato i risultati del 17° Rapporto Pit Salute prodotto dal Tribunale del Malato/ Cittadinanzattiva, che dipinge un quadro a tinte cupissime della sanità italiana. Liste di attesa lunghissime (due anni per operare un'ernia, fin a 14 mesi di attesa per una mammografia), costi in crescita a causa di ticket che si fanno sempre più salati, salute a rischio per quanti non possono permettersi di aspettare o di pagare di tasca propria per assicurarsi le cure in tempi più celeri, ricorrendo alla sanità privata. Eppure scopriamo oggi, non senza un certo stupore, che nella sua classifica dei paesi con il sistema saniario più efficiente, l'agenzia americana di notizie finanziarie Bloomberg ha assegnato all'Italia il terzo posto, alle spalle di singapore e Hong Kong, e davanti a Giappone, Corea del Sud e Australia. La Francia è ottava, la Norvegia undicesma, la Svizzera quindicesima, la Germania ventitreesima, mentre gli Stati Uniti si piazzano al 44° posto. Chiude la classifica, alla posizione 51, la Russia.

La classifica di Bloomberg si basa sui paesi con una popolazione di almeno 5 milioni di persone, un PIL pro capite superiore a 5.000 dollari e un'aspettativa di vita minima di 70 anni. La classifica tiene conto di diversi fattori, tra cui l'aspettativa di vita, appunto, il costo delle cure sanitarie in percentuale del prodotto interno lordo e le spese mediche totali pro-capite. Singapore è riuscita a superare Hong Kong (lo scorso anno i piazzamenti erano invertiti), pur aumentando la spesa sanitaria negli ultimi anni. A causa dell'invecchiamento della forza lavoro, il governo si è visto costretto ad alleviare il peso per le cure sostenuto dalla fascia più povera della popolazione. La città-stato sovvenziona alcune spese mediche e i pazienti sono tenuti ad accollarsi i costi aggiuntivi per servizi "premium", per pagare i quali attingono ai risparmi obbligatori accantonati proprio per esigenze sanitarie.

E in un'altra classifica stilata sempre da Bloomberg nel 2012, sui paesi con la popolazione più sana del mondo, Singapore si era piazzata al primo posto, e Hong Kong solo al 17°. L'Italia anche allora era sul podio, essendo arrivata addirittura seconda. Forse proprio a questo dobbiamo un piazzamento tanto alto anche nella hit parade dell'efficienza del servizio sanitario: siamo terzi per aspettativa di vita con 82,9 anni (parametro che pesa per ben il 60% sul punteggio finale), pur avendo diminuito del 9,2% i costi sanitari pro capite rispetto al 2013. Del resto anche il PIL pro capite in un anno è crollato dell'8,6%. La spesa sanitaria in proprozione al PIL ci colloca a metà classifica con il nostro 9%, che è il doppio rispetto a quello di Singapore. In pratica pur spendendo meno per curarci restiamo tra i popoli più longevi al mondo, la definizione stessa di efficienza: infatti siamo passati dal 6° posto dello scorso anno al 3° di oggi.

Il sospetto è che, più che alla sanità, dobbiamo dire grazie al nostro stile di vita e in particolare alla dieta mediterranea, che svolge ancora la sua funzione protettiva dall'obesità e dalle malattie ad essa collegate: dal diabete ai disturbi cardiaci, a molti tipi di tumore. Negli Stati Uniti, che si collocano al 44° posto, in salita rispetto al 46° dello scorso anno, l'aspettativa di vita arriva a 78,7 anni ed è il paese con i costi sanitari più alti dei 51 considerati.

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